Amazzonia: non limitiamoci alle storie Instagram

La foresta continua a bruciare, il Brasile rifiuta i 20 milioni di dollari stanziati dal G7 e Luca Parmitano ci mostra che il fumo degli incendi è visibile anche dallo spazio. La scarsa eco che le notizie degli incendi in Amazzonia hanno tra i media tradizionali è stata compensata da una massiccia ondata di post e condivisioni sui social network. I click sono la risposta più facile e immediata, il nostro modo di fare qualcosa anche se non siamo Leonardo DiCaprio. E se anche possono farci sentire la coscienza più pulita, non sono però sufficientemente utili alla causa. Eccovi quindi una piccola lista di consigli su delle semplici azioni che ogni internauta può compiere per fare qualcosa di concreto e per contribuire a rallentare l’immane disastro rappresentato dalla presenza dell’uomo sulla Terra.

1: Informarsi, bene, sempre

Le fake news non fanno gola solo ai “cattivi”: dati gonfiati, informazioni inesatte e titoli accattivanti possono essere utili a rendere consapevole il genere umano sui rischi di questo enorme disastro ambientale, ma rischiano anche di causare l’effetto opposto in caso di smentita. Siate critici verso i dati che vi trovate davanti, approfondite sempre prima di condividere. Un esempio di informazione inesatta che gira in questo momento sull’Amazzonia è il caso Ecosia, il motore di ricerca green che promette di destinare l’80% dei suoi ricavi alla riforestazione.

Ecosia-motore-ricerca-green
Funzionamento del motore di ricerca Ecosia. Fonte: ecosia.org

 

È innanzitutto non realistico il dato che circola su internet di un albero piantato ogni 45 ricerche, frutto di calcoli artificiosi e basati su particolari medie in quanto un motore di ricerca genera guadagni solo se si clicca sugli annunci sponsorizzati, e questi devono essere pertinenti con la ricerca fatta. Inoltre, sebbene l’azienda utilizzi fonti rinnovabili per i suoi server, le ricerche di Ecosia si basano sul motore Bing, creatura di Microsoft, che utilizza per le sue infrastrutture solo il 60% di energia rinnovabile, mentre il restante 40% deriva da fonti fossili. Non sappiamo se gli alberi piantati riescano a compensare l’inquinamento derivante dall’uso di fonti non rinnovabili, ma nel dubbio Ecosia non sembrerebbe la risposta giusta al problema. Da due anni Google ad esempio utilizza il 100% di energia rinnovabile per tutti i suoi servizi. Informatevi quindi, e diffidate sempre dalle soluzioni veloci che promettono tanto.

2: Donate e fate donare

Sono tante le organizzazioni nel mondo che si occupano del problema della deforestazione e degli incendi in Amazzonia, una donazione è un gesto veloce realizzabile in pochissimi click e che permette di fare davvero qualcosa di concreto in poco tempo. E se pensate di non potervelo permettere, provate a vederlo come un piccolo investimento per il futuro: rinunciare a un mojito oggi per avere la possibilità di continuare a berne per altri vent’anni non è poi così male. Inoltre, anche condividere semplicemente un invito a donare può essere utile, potete far conoscere questa realtà al vostro pubblico e individuare altri potenziali donatori. Si può anche donare tramite le storie di Instagram o altri strumenti messi a vostra disposizione da Facebook&Co.

Ecco alcune associazioni a cui poter donare:

 

 

3: Adottate uno stile di vita coerente

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Easy Eco Tips (@easyecotips) in data:

Predicare bene e razzolare male rende meno credibili noi e le nostre parole. Sono tante le cose che possiamo fare nel quotidiano per contribuire a salvare il pianeta e l’incessante deforestazione, ecco qualche esempio:

      • Consumare meno carne, latte e prodotti caseari;
      • Evitare cibi che contengono olio di palma o utilizzare prodotti con olio di palma sostenibile;
    • Controllare la provenienza dei prodotti a base di soia;
    • Donare, riciclare, scambiare abiti usati e scegliere capi ecosostenibili;
    • Non limitarsi a condividere sui social ma diffondere la cultura dell’ecosostenibilità anche in canali reali;
    • Votare, scegliere i propri rappresentanti anche in base alla presenza o meno nel loro programma di politiche ambientali.

Forse non sarà veloce come condividere un post, ma basta davvero poco per fare la differenza, l’importante è iniziare. E ora sapete come.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *