Amici-nemici: come l’Ucraina si rapporta con i suoi vicini // Frenemies: how Ukraine gets along with its neighbors

A causa della catena di eventi eroici e tragici che avvennero nel territorio ucraino a partire dal 2014, il paese è rimasto per lungo tempo sotto la lente dei principali quotidiani esteri. Non poteva essere altrimenti: la rivoluzione della dignità, l’annessione di una parte del suo territorio e una guerra omicida: tutto ciò è successo nel cuore dell’Europa. Molte persone scoprirono per la prima volta l’esistenza di uno stato indipendente ucraino. Ma cosa sta succedendo ora in Ucraina? Difficile da spiegare, poiché le notizie provenienti dall’Ucraina sono passate in secondo piano, lasciando il campo a nuove stringenti questioni di politica internazionale. In questo articolo cercherò di fare luce circa la posizione dell’Ucraina nella regione, i suoi obiettivi e le sfide che attendono il paese, cercando di tratteggiare un quadro generale.

Avendo finalmente fatto la scelta europea, l’Ucraina sta cercando attivamente appoggi internazionali. Ovviamente il target è mirato a quegli stati che hanno condiviso con noi il peso del regime sovietico e che ora hanno tutte le ragioni per respingere con forza l’interferenza russa nella loro politica interna. Tuttavia, alcuni stati confinanti e più vicini (in tutti i sensi) seguono politiche che stanno incontrando il malcontento ucraino.

Le relazioni tra Varsavia e Kiev oggi sono complicate. Da quando il partito nazional-conservatore PiS (Prawo i Sprawiedliwość) è alla guida del governo polacco, Varsavia ha cominciato ad esacerbare le relazioni tra i due paesi attraverso la rievocazione di avvenimenti storici particolarmente sensibili e che rappresentano ancora una ferita aperta. Invece di favorire una distensione e un reciproco perdono, il governo polacco richiama in causa ancora il Massacro di Volinia (episodi di reciproca pulizia etnica, commessi dall’Esercito Insurrezionale Ucraino da un lato e dall’Armia Krajowa polacca dall’altro) e altri episodi di tensione, volendo demonizzare l’attività di Stepan Bandera (Bandera è stato il leader dei nazionalisti ucraini nel corso della Seconda Guerra Mondiale).

La seconda causa del deteriorarsi delle relazioni fra i due paesi è l’afflusso di eccessiva forza lavoro dall’Ucraina, che si è diretta in larga parte verso la Polonia a partire dal 2014. Insieme a una percezione completamente erronea dei processi politici che stanno avvenendo in Ucraina questa situazione fa si che la società polacca reagisca avversamente nei confronti del paese confinante più strategico e vicino.

Un altro esempio noto di imprevedibile deterioramento del legame tra l’Ucraina e l’Ungheria è la reazione magiara circa la legge sulla scuola recentemente adottata dal paese ucraino. Secondo le ultime disposizioni tutti i bambini che studiano in Ucraina verranno educati solamente nella lingua ufficiale del paese. Le lingue parlate dalle minoranze verranno studiate opzionalmente. Questa decisione ha provocato pesanti critiche da parte del governo ungherese, che ha chiesto di revisionare la legge in quanto lesiva dei diritti delle minoranze, appellandosi all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e alla Commissione di Venezia. Inoltre, alcuni fautori della linea dura, richiedono addirittura la revisione dell’accordo di associazione tra Ucraina e Unione Europea e l’Ungheria ha rifiutato di appoggiare la volontà ucraina di entrare nella Nato.

Una cosa è chiara: facendo leva sulle delicate questioni storiche o linguistiche, i governi di regola cercano di distrarre le popolazioni da problemi molto più seri, cercando di far vedere come si operino realmente per prendersi cura dell’interesse nazionale. Nel caso ucraino queste tendenze sono ancora più intimidatorie a causa della mancanza di stabilità e di unità all’interno del paese. Tuttavia, non tutto il male viene per nuocere e c’è la speranza che gli sforzi diplomatici fatti dai politici ucraini possano essere sufficienti per superare questi ostacoli. Tutto dipenderà nella prontezza di questi stati confinanti a negare l’idea di compensare fallimenti nel campo della politica interna attraverso intenzioni scioviniste rivolte verso l’esterno.

Articolo di: Mariia Bohdanovska

Traduzione di: Riccardo Baioni


[English version]

Due to the chain of heroic and tragic events, which took part on the territory of Ukraine in 2014, the state remained on the spot of major foreign publications. It’s par for the course: Revolution of Dignity, annexation of the territory, a murderous war- and everything happened in the very center of Europe. A lot of people firstly found out about actual independence and moreover, existence of Ukraine. But what is actually going on in Ukraine? Hard to say, because it yielded the palm to another pressing issues of international politics. I’m going to shed light and give general overview of Ukraine’s position in the region, its internal as well as external goals and challenges.

Having finally made the European choice, Ukraine is actively trying to gather support. Obviously, the target audience represents that states, which had been sharing with us a soviet regime burden and actually also have every reason to apprehend Russian’s interference in their domestic policy. Yet, some nearest (in all senses) states, Ukraine borders on, pursue policy, far from being welcoming.

Relations between official Warsaw and Kyiv are experiencing hard times now. Since the national-conservative PiS party (Prawo i Sprawiedliwość) took office, the government has been aggravating the situation with Ukraine using extremely sensible and sore subject of common historical memory. Instead of trying to rethink the problem of The Volhynia Massacre (1943-1944 – reciprocal ethnic cleansings, carried out by the Ukrainian Insurgent Army, UPA and the Home Army of Poland) and other spirals of tension in Polish-Ukrainian relations in terms of forgiveness and understanding, Warsaw tries to demonize Bandera’s activity. (for reference, Stepan Bandera was the leader of the Ukrainian nationalists during the WWII).

The second determinant of deterioration in relations between the two countries is excessive labor force from Ukraine, which has been overwhelming Poland especially intensively, since 2014. Together with total misperception of political processes, taking place in Ukraine, this situation makes Polish society react adversely towards its nearest and strategic neighbor.

Another notorious example of quite unpredictable deterioration of Ukraine’s diplomatic ties is Hungary’s reaction concerning recently adopted Education law. According to the novelties, all children in Ukraine will be educated only in the state language. Minorities’ language will be studied optionally. Such a decision provoked heavy criticism from the Hungarian government, which claimed to revise the Law as to abuse of the minorities rights in the Parliamentary Assembly of Council of Europe and in the Venice Commission. Moreover, some hardliners even required revision of the Ukraine-European Union Association Agreement, Hungary also refused to support Ukraine’s intention to join NATO. The situation still requires regulation.

One thing remains clear: applying to the subtle issues of history and language, governments (as a rule) try either to distract population from much more serious problems, or exposure, that they really work and take care about national interests. In case of Ukraine, such tendencies can be even more intimidating, because of lack of unity and stability within the country. Still every cloud has a silver line and there is hope, that diplomatic efforts, made by Ukrainian policymakers may be enough for overcoming such obstacles. Everything will depend on the readiness of these states to deny the idea of compensation fails in domestic policy with chauvinistic intentions abroad.

Article written by: Mariia Bohdanovska

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