Arresto Navalny: Ue e Usa si schierano per la liberazione

Domenica 26 marzo si sono svolte manifestazioni in diverse città della Russia: da Vladivostok a Mosca a San Pietroburgo, i manifestanti che hanno preso parte alla protesta sono stati migliaia.

Il tema delle manifestazioni, coordinate dal leader dissidente Alexey Navalny, verteva intorno alla corruzione, in particolare alla denuncia di Putin e del Primo ministro Dmitri Medvedev. Quest’ultimo è stato lo sfortunato protagonista del film-inchiesta progettato e diffuso da Navalny: 59 minuti in cui vengono spiegate le sue malefatte, la corruzione, e come tramite agenzie non a scopo di lucro sia riuscito a creare un impero di ville, yacht, ed una impresa vitivinicola in Toscana. Patrimonio stimato 1,2 miliardi di euro.

Ma chi è Alexey Navalny? Il leader anti-Putin è un avvocato quarantenne che si è fatto strada con un blog, dove ha iniziato le proprie denunce nel 2007.
Nel giro di dieci anni, in cui ha potuto raccogliere molti seguaci e consensi, ha alzato sempre più la propria voce, divenendo Presidente del Partito del progresso, leader della Coalizione democratica e candidato alle prossime presidenziali del 2018.

La protesta, che nella giornata di domenica puntava a coinvolgere 99 città russe (in 72 delle quali non era stata concessa l’autorizzazione), era una dimostrazione pacifica, finita con diverse centinaia di fermi, e l’arresto di Navalny, condannato a 15 giorni di reclusione per resistenza alla polizia.

In breve tempo la notizia, che ha fatto il giro del mondo, ha raccolto le opinioni di diversi personaggi, anche in Italia: da Mentana che ha postato il film-inchiesta per farlo conoscere al mondo, a Salvini che ha commentato la vicenda sostenendo Putin.

Gli USA, tramite il portavoce del dipartimento di Stato Mark Toner, condannano fermamente quanto ordinato dalla Russia ed eseguito dalla polizia, schierandosi contro gli arresti e chiedendo l’immediata liberazione dei manifestanti fermati, motivando che: “fermare dei manifestanti pacifici, degli osservatori dei diritti dell’uomo e dei giornalisti è un affronto ai valori democratici fondamentali”.

Come riportato da La Stampa, mentre l’Unione Europa chiede a gran voce la liberazione, c’è anche una nota ufficiale di Federica Mogherini: “Le operazioni della polizia nella Federazione russa per tentare di disperdere le dimostrazioni e che hanno portato al fermo di centinaia di cittadini, tra cui il leader dell’opposizione Alexey Navalny, hanno impedito l’esercizio della fondamentale libertà di espressione, associazione e assemblea pacifica, che sono diritti fondamentali previsti dalla Costituzione russa. Facciamo appello alle autorità russe perché rispettino pienamente gli impegni internazionali che si sono assunti, tra cui quelli del Consiglio d’Europa e dell’OSCE, e perché rilascino senza indugio i manifestanti pacifici che sono stati arrestati”.

Intanto, nella giornata di ieri, Alexey Navalny ha continuato a fomentare i suoi seguaci su Twitter, con un selfie ed una dichiarazione direttamente dal tribunale Tverskoi di Mosca: “Verrà il giorno in cui noi giudicheremo loro (ma lo faremo in maniera onesta)”.

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