Atlas consiglia: Chernobyl

1,2,3,4,5. Chiudete gli occhi e contate fino a 10: non ci arriverete, perché al numero 5 sentite improvvisamente un grande boato, la terra che trema, aprite gli occhi e vedete una strana luce fuori dalla finestra. Il 26 aprile 1986, esattamente alle ore 1:23:45, questo boato scuote la cittadina di Pryp”jat’, che si trova a soli 3 Km dalla Centrale Nucleare Vladimir Il’ič Lenin di Chernobyl.

La serie più amata della storia

Chernobyl è una miniserie di 5 episodi prodotta da HBO che ripercorre le tragiche vicende del peggior disastro nucleare della storia, analizzando i fatti che portarono all’esplosione del reattore 4 la notte del 26 aprile e descrivendone le conseguenze, raccontando le storie di tutte le persone che diedero la vita per evitare una catastrofe ancora peggiore e quelle che non smisero mai di lottare affinché la verità venisse a galla. È anche la serie con il punteggio più alto su IMDB e il 100% di impressioni positive su Rotten Tomatoes. Una serie indubbiamente di successo, ma cosa l’ha resa tale?

Cast non stellare, ma atomico

Uno dei protagonisti della serie muore suicida durante una prolessi nella prima puntata: è il professor Valerij Alekseevič Legasov, che decide di farla finita a due anni esatti dal disastro, non prima di aver registrato la sua versione dei fatti. Il dolore, il rimorso, la rassegnazione di Legasov sono magistralmente interpretati dall’attore britannico Jared Harris, pilastro della serie insieme a Stellan Skarsgård che interpreta il vicepresidente Boris Shcherbina. Shcherbina e Legasov passano dall’essere nemici a combattere spalla a spalla per la verità, districandosi dalla non proprio collaborativa burocrazia sovietica e tuffandosi nella fallibilità umana. Due le donne forti della serie, Emily Watson che interpreta Ulana Khomyuk e Jessie Buckley nel ruolo di Lyudmilla Ignatenko. Le due attrici interpretano due donne determinate, forti, guidate da due diverse forze: giustizia per la prima, amore per la seconda. Nomi non famosissimi ma che hanno contribuito a rendere la serie ancora più godibile. Impeccabile interpretazione anche da parte di Paul Ritter che riesce a rendere l’odioso Anatoly Dyatlov una sorta di personificazione di tutti gli errori umani commessi da 300.000 anni fa ad oggi. L’unica critica che si potrebbe fare agli autori è la scelta della lingua inglese a discapito di quella russa, decisione che forse non permette una piena immersione dello spettatore nella storia.

Un unico film da 5 ore

Un’atmosfera carica di tensione attraversa tutte e 5 le puntate di cui si compone la serie. Una buona regia, un sonoro fantastico e una fotografia coerente sono il collante perfetto che permette agli spettatori di inserire Chernobyl nella lista di serie da maratona. Una domenica pomeriggio libera è l’ideale per godersi questa produzione tutta d’un fiato. O una notte qualsiasi, tanto fa troppo caldo per dormire.

Il peggior spoiler della storia è la storia stessa

L’ultima puntata verrà trasmessa in Italia l’8 luglio, a differenza di altre serie famose come Il Trono di Spade non c’è contemporaneità con gli Stati Uniti. In questo caso la viviamo serenamente, e il motivo è semplice: non ci sono colpi di scena, non ci sono morti inaspettate, Chernobyl parla di vicende reali e uomini reali, se pur con qualche finzione narrativa. Sentiamo vicino il dolore delle ustioni da radiazioni più che quelle derivate dall’alito di un drago, e per i meno empatici verso l’uomo saranno forse strazianti le scene degli abbattimenti degli animali da compagnia abbandonati durante l’evacuazione forzata. Il personaggio di Ulana Khomyuk è uno dei pochi romanzati e rappresenta in realtà tutti gli scienziati che hanno collaborato con Legasov per trovare la vera causa dell’incidente.

Внимание, внимание!

Una delle scene più ansiogene della serie è l’evacuazione di Pryp”jat’ il giorno dopo l’esplosione. Mentre centinaia di autobus arrivano in città, le auto della polizia trasmettono un messaggio registrato che invita la popolazione a lasciare le proprie abitazioni temporaneamente, portando con sé solo documenti e cibo per un solo pasto. Quelle persone non sarebbero mai più tornate nelle loro case, e quel messaggio in russo resta come macabra testimonianza di uno dei tanti errori di valutazione che contribuirono alla morte di migliaia di persone. Ecco l’audio originale che inizia con “Внимание, внимание!” (“vnimaniye vnimaniye!”, “attenzione, attenzione!”).

Chernobyl è in definitiva una serie costruita in maniera eccellente, con alcune scelte criticabili come la lingua dei personaggi e l’eccessivo ricorso a luoghi comuni sulla realtà sovietica che è stato ampiamente criticato in territorio russo, dove comunque la serie sta avendo un discreto successo, ma che riesce a raccontare egregiamente una tragedia che ha ripercussioni ancora oggi. Una tragedia che poteva essere evitata, un momento buio frutto dell’errore umano che dimostra però come l’umanità sia in grado di riscattarsi, come uomini e donne siano disposti a mettere in gioco le proprie vite per un bene superiore. A quegli uomini e a quelle donne è dedicata la serie, a loro dedico un pensiero in un momento particolare in cui tutti noi forse abbiamo bisogno di avere di fiducia nell’umanità.

Monumento ai liquidatori davanti alla centrale nucleare Fonte: corriere.it

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