Atlas consiglia: “Il dibattito del secolo” Peterson Žižek

I casi mediatici sono sempre interessanti da osservare, e dicono molto del livello del dibattito pubblico: il confronto tra Peterson e Žižek si è svolto venerdì 19 aprile al Sony Centre di Toronto, dove i più di tremila posti sono andati rapidamente esauriti. L’incontro è stato seguito in streaming da molti spettatori paganti (e non), rivelandosi un successo mediatico. In breve, chi sono i protagonisti?

Jordan Peterson, personaggio cresciuto su internet (il suo canale Youtube ha quasi due milioni di iscritti) ma nato nella cronaca politica canadese per alcune battaglie personali contro il disegno di legge C-16. Professore universitario proprio a Toronto, ha scritto due libri che risentono molto della sua formazione nella psicologia sociale. L’ospite è il filosofo sloveno Slavoj Žižek, una figura singolare, accademico che ha saputo ritagliarsi uno spazio nell’immaginario collettivo, complice la sua figura riconoscibile e la sua abilità nel mischiare pop e argomenti filosofici “alti”, regalandoci diverse opere di valore come “In difesa delle cause perse”.

Il dibattito era strutturato come segue: 30 minuti di esposizione a testa, seguiti da 10 minuti ciascuno per rispondere e per muovere critiche, e più di un’ora di domande del pubblico (che non ci sono state).
Questo ha limitato lo spirito del dibattito, spezzando il confronto e probabilmente deludendo chi si aspettava un match, uno scontro, un versus, insomma (come da titolo dell’evento).
Le aspettative erano probabilmente queste, come dimostra anche la platea e il tifo acceso ad ogni “blastaggio” presunto dell’uno sull’altro. In questo senso è molto interessante osservare come la tentazione di “tifare”, di dividere in due, di spezzare, nata per esigenze di marketing, fosse penetrata nel pubblico in studio e su internet.
Capitalismo contro Comunismo, cosa c’è di più divisivo, quale scontro può essere più frontale? Tutto questo viene però disinnescato rapidamente da Žižek, che decide di spostare l’argomentazione non tanto su una critica al capitalismo (come Peterson si aspettava), ma saltando da un aneddoto all’altro per delineare il “suo” comunismo, che rivelerà poi essere tutt’altro che legato religiosamente a Marx.

Ci si aspettava un confronto tra un neo marxista e un neo conservatore, magari tra due differenti visioni della società americana ed europea, una discussione sul populismo e su Trump, ma quello che abbiamo avuto è stato un dibattito pulito e un po’ piatto tra due accademici sostanzialmente favorevoli al “capitalismo” da regolare e da limitare. C’è dunque da chiedersi se i due pensatori pop, probabilmente i più conosciuti e seguiti oggi online e non, siano poi tanto diversi, se non si stia parlando della stessa cosa, se queste categorie socio economiche non siano stantie anche nel dibattito accademico.

Žižek è considerato il “vincitore” del dibattito, principalmente per l’incapacità di Peterson nel sostenere una critica generale al marxismo, essendosi preparato per il dibattito solo sul Manifesto del Partito Comunista, portando la critica alla dottrina marxista; Žižek, su questo, si è dimostrato molto più capace e preparato (come è ovvio). Non esistono infatti testi di “dottrina” capitalista, se non quelli dello stesso Marx. Forse la più grande critica che si può fare a Peterson è il chiedersi (retoricamente) se il professore canadese abbia qualcosa da dire, superati i suoi storici topics (guerra al politically correct, riferirsi ad un target di giovani logorati dalla “postmodernità”, che lui accosta al marxismo, e quindi al politically correct).

Il confronto è stato sicuramente interessante e, a tratti, meritevole di essere seguito con attenzione, ma si è indecisi se considerarlo veramente il “dibattito del secolo”, mostrandosi così un po’ pessimisti sul livello del dibattito futuro, oppure se definirlo solo “un buon dibattito”.

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