Atlas consiglia: Oggi è un bel giorno

– Non fartene una colpa. Ognuno di noi è stato egoista.
– Noi chi?
– Quelli che vengono dopo.
– Che vengono dopo?
– Che vengono dopo.
– Dopo cosa?
– Dopo l’assedio.
– Sì.
– Siamo la generazione del dopo assedio.
– Lo siamo.
– E non possiamo cambiare la storia.
– No. Ma possiamo cambiare il nostro destino

Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti, un solo Tito. Questo era il modo in cui veniva esaltato Josip Broz, una filastrocca che contiene al suo interno la complessa diversità della Jugoslavia, una diversità che, alla morte di Tito, finì col manifestare il suo lato più estremo: l’odio, la morte. Cosa rimane oggi di questa diversità? Com’è oggi vivere a Sarajevo, a più di vent’anni dalle guerre jugoslave?

Oggi è un bel giorno, romanzo di esordio di Antonio Roma, classe ’92, prova a raccontarcelo in un modo un po’ particolare, attraverso dei rapporti umani che finiscono con l’intrecciare presente, passato e futuro, nella splendida cornice di una Sarajevo viva, ancora ferita ma che prova a rialzarsi.

Ante è un giovane scrittore che ha perso tutto, non solo per colpa della guerra. La sua esistenza è piena di dolore, priva del calore degli affetti, oscura e insonne. Sarà l’incontro con Anaïs, studentessa di pianoforte, ad alleviare le sue sofferenze. Nulla cambia per magia, Oggi è un bel giorno mostra come a Sarajevo anche un sentimento puro come l’amore possa essere profondamente influenzato dal passato, mentre il presente stenta ancora a decollare.

Fondamentale sarà la figura di Goran, professore di lettere di Ante e nonno di Anaïs, anello di congiunzione di tutti gli eventi del romanzo. In Goran vive il passato, il dolore della guerra che i giovani protagonisti hanno vissuto solo da piccoli, il presente (sarà lui a far incontrare Ante e Anaïs), e il suo nome influenzerà anche il futuro dei due giovani.

La memoria sarà importante lungo tutto il romanzo, sia attraverso i ricordi dei protagonisti sia attraverso la bellissima descrizione della città, delle sue culture e dei suoi costumi. Un sentimento di profondo rispetto aleggia tra le descrizioni, si imparano nuovi termini, viene voglia di saperne di più, mentre leggendo sembra di sentire, come colonna sonora, una sevdalinka.

Sono stanco di essere una storia triste.
Mio figlio merita un padre col sorriso.
Quando oggi mi chiedono come sto, rispondo sempre: “DANAS JE LIJEP DAN! (Oggi, è un bel giorno!)”.

Oggi è un bel giorno è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, un’opera che riesce a evolversi in ciascuno dei sei capitoli di cui è composta: il peso del malessere di Ante è palpabile nel primo capitolo, ma andrà ad alleviarsi, una notte insonne diventerà, finalmente, un bel giorno.

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