Atlas Consiglia: Sulla strada // Blood Diamond

SULLA STRADA – JACK KEROUAC 

“Perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno “Oooooh!”

L’irrefrenabile voglia di viaggiare, partire e lasciarsi tutto alle spalle è forse uno dei desideri più reconditi dell’essere umano. Quel desiderio di andare alla scoperta di luoghi mai visti, conoscere gente nuova, entrare in contatto con tradizioni impensabili e inusuali, è ciò che molti vorrebbero; ma non sempre si ha il coraggio di abbandonare tutto e partire verso l’ignoto. Coraggio che però non manca al protagonista di questo romanzo “Sulla strada”, scritto nel 1951, da Jack Kerouac. Storia a tratti autobiografica, è considerato il manifesto della Beat Generation.

I due protagonisti del romanzo, Dean e Sal, rispettivamente gli pseudonimi di  Neal Cassady e Jack Kerouac, sono l’uno l’opposto dell’altro, eppure sono inevitabilmente legati tra loro. Sal è il più pacato dei due, quello più riflessivo e meditativo, Dean invece è lo squilibrato, senza regole, passionale e istintivo. Sal, il letterato con i piedi per terra, ammira quel ragazzo che sembra non avere un problema al mondo, che fa della sua libertà l’unica cosa per cui vale davvero la pena vivere.“Con l’arrivo di Dean Moriarty cominciò quella parte della mia vita che si può chiamare la mia vita sulla strada.” Il romanzo si srotola intorno alle esperienze vissute dai due amici nei vari viaggi intrapresi in giro per l’America e fino in Messico con una vecchia macchina, tra musica jazz, donne,alcol, droga e profonde riflessioni sulla vita, sull’amore, sull’amicizia. Un viaggio segnato da incontri con i più variegati personaggi,  ognuno con la sua storia e con la sua meta da raggiungere.

E’ la storia di un viaggio che ci riporta indietro nel tempo a quello che è il mito del West, dei pionieri che viaggiavano da una parte all’altra del continente per riappropriarsi dei grandi spazi americani. E Dean e Sal sono un po’ due pionieri alla ricerca di loro stessi e del loro posto nel mondo, alla ricerca dell’amore tanto agognato da Sal durante ogni viaggio e la ricerca di una persona cara, nello specifico del padre di Dean. Ma è anche la storia di un’intera generazione, quella della beat generation, rappresentata al meglio dai personaggi del libro che rifiutano i valori della società borghese, le convenzioni sociali e vivono ogni giorno come se fosse l’ultimo.

“Sulla strada”  ti fa venir voglia di essere un po’ “pazzo”, di goderti ogni singolo istante intensamente e di mettere la propria libertà sempre al primo posto,  il tutto attraverso uno stile coinvolgente che tende ad un crescendo  continuo. Di forte rilievo sono anche le descrizioni che Kerouac fa del paesaggio americano,  della sua immensità e rara bellezza . Insomma, un romanzo completo che può risultare attuale anche oggi per tutti coloro che sono un po’ sognatori e che può insegnare ad esserlo a chi è sempre tanto razionale.

 

BLOOD DIAMOND

A volte mi chiedo se Dio ci perdonerà mai per quello che ci siamo fatti. Poi mi guardo intorno e mi rendo conto che Dio ha abbandonato questo posto tanto tempo fa.”

Blood Diamond è un film del 2006 diretto da Edward Zwick, con Leonardo DiCaprio. DiCaprio è Danny Archer un cinico mercenario che dall’ex Rhodesia, ora Zimbawe, si reca in Sierra Leone per occuparsi del traffico di diamanti. Finito in cella perché stava cercando di portare dei diamanti al di là del confine, incontra Solomon, un pescatore preso dal RUF (il Fronte Rivoluzionario Unito) e costretto a lavorare in una miniera, senza sapere cosa ne sia stato della sua famiglia. Mentre lavora, trova un diamante rosa che riesce a nascondere prima che la miniera venga assalita e lui imprigionato. In carcere Danny scopre il motivo per cui Solomon è stato incarcerato e, una volta liberi, gli propone di aiutarlo a ritrovare la sua famiglia in cambio di essere portato nell’esatto punto in cui ha nascosto il diamante.

Blood Diamond racconta quella che è una realtà crudele, fatta di uomini che non si fermano davanti a nulla, senza scrupoli, disposti a far di tutto pur di ottenere ciò che vogliono; tuttavia è una realtà assolutamente vera, nella quale i bambini vengono costretti ad imbracciare le armi fin da piccoli e gli uomini costretti a lavorare in miniere per arricchire governi esteri e ottenere in cambio assolutamente il nulla. Ad essere narrata è la storia di un continente, l’Africa, sfruttato in ogni sua parte, la cui gente viene trattata come se valesse meno di zero tanto dai ribelli del posto quanto dagli occidentali. Il tutto è sicuramente racchiuso nella figura di Solomon, che da un giorno all’altro si ritrova a non avere più niente e viene ridotto in schiavitù.

Gli scenari utilizzati sono di elevatissimo effetto, sicuramente necessari o, si potrebbe osare dicendo, indispensabili, per rappresentare a tuttotondo la realtà del continente in cui il film s’inserisce. Si spazia dalle foreste alle immense e verdi vallate africane, troppo spesso insanguinate da guerre di potere ed economiche, ai villaggi, rappresentanti con le loro particolarità e avvolti da un’atmosfera di terrore che solo una guerra civile cruenta come quella in Sierra Leone avrebbe potuto generare.

Il film ha ricevuto 5 candidature agli oscar, tra cui quello di Miglior attore protagonista per DiCaprio, che si è calato nei panni di un personaggio inedito per lui a cui è riuscito a dare grande carattere e personalità. Blood Diamond ha tanto da insegnare e dà tanto su cui riflettere, soprattutto su quanto l’avidità dell’essere umano abbia delle conseguenze assolutamente disastrose e per questo dovrebbe essere visto.

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