Atlas Consiglia: “Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli” di Murubutu

Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli” è il quinto album del rapper cantastorie Murubutu. Chi è Murubutu e come si è affermato sulla scena musicale degli ultimi anni ve lo abbiamo raccontato qui https://www.vitactiva.it/atlas-consiglia-murubutu-rap-incontra-la-letteratura/.

Il nuovo album del professore di storia e filosofia è uscito il primo febbraio, anticipato dal singolo “La notte di San Lorenzo”. Filo conduttore di tutto l’album è la notte, analizzata in tutte le sue sfaccettature; dalla notte che porta consiglio,che fa riflettere, alle notti più cruente dove tutto accade, facendo riferimento anche ad importanti avvenimenti storici. Nel singolo “La notte di San Bartolomeo” infatti, si fa proprio riferimento alla strage compiuta a Parigi nel 1572. Ma la notte viene usata anche come metafora del lutto, della solitudine, dell’angoscia in riferimento a situazioni e stati d’animo che la maggior parte hanno provato almeno una volta nella vita. Notte vista come quel momento della giornata in cui anche ciò che sembra aver raggiunto un equilibrio può essere capovolto, lasciando spazio a nuove situazioni e nuovi sentimenti. Le storie raccontate da Murubutu in questo album sono ambientate nei luoghi più svariati, reali o immaginari e con personaggi che ritroviamo anche il altri suoi testi, come il marinaio, figura che tanto appassiona lo scrittore.

Il titolo dell’album fa riferimento all’opera “Tenera è la notte” di Fitzgerald ma vengono citati anche altri importati autori come l’inglese Wordsworth, il cui nome è il titolo di uno dei brani. Ed è proprio in questo brano che viene citata la luna, da sempre fonte di ispirazione per gli autori del passato e del presente da Leopardi a Pavese, giusto per citarne un paio.

Un album che è molto più di una serie di composizioni musicali; qui si parla di vera e propria poesia contemporanea che solo un artista come Murubutu sa rendere particolare e intensa, raccontando storie a cui difficilmente ci si potrebbe interessare, sempre con il suo stile fatto di parallelismi e metafore che rendono ancora più particolare il suo modo di scrivere e approcciarsi alla musica. Anche questa volta ci sono interessanti collaborazioni, come quella con Caparezza nel brano “Wordsworth” o Willie Peyote nella canzone “Occhiali di luna”. Un album che va ascoltato più e più volte per poterne apprezzare al meglio le più piccole sfumature che ad un primo ascolto possono sfuggire.

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