Atlas consiglia: Tutti i soldi del mondo

Non pagherò. Non ho denaro da buttare.
Jean Paul Getty (Christopher Plummer)

Un film nato due volte.

La prima nel maggio del 2017 a Roma, quando piazza Navona viene chiusa e riportata agli anni 70 da abili scenografi e il protagonista del film è Kevin Spacey. Spacey era stato scelto dal regista, Ridley Scott, per interpretare Jean Paul Getty, l’uomo più ricco del mondo. Un miliardario avido che insegue soldi e successo, figura a cui l’attore era abbastanza vicino dopo l’interpretazione di Frank Underwood in House of Cards.

Passano cinque mesi e uno scandalo travolge Spacey. Questo viene accusato di molestie, è costretto a scusarsi facendo contestualmente coming out e venendo licenziato da Netflix (che produce House of Cards) e da Sony che ha deciso di cancellare l’attore da ogni scena di Tutti i soldi del mondo. Inizia una lotta contro il tempo in cui Christopher Plummer viene scelto per sostituire Spacey: nove giorni di riprese che vedono gli attori rigirare le scene durante le ore di luce mentre di notte i montatori lavorano per inserire le parti appena girate nella pellicola.

Il film nasce una seconda volta: un ingente lavoro di regia, produzione e post-produzione, ma soprattutto un grande sforzo economico che forse al botteghino non ha avuto i risultati sperati.

Tutti i soldi del mondo è un film drammatico che narra le vicende del rapimento di John Paul Getty III a Roma ad opera della ‘Ndrangheta. Tuttavia, il rapimento finirà con l’avere un ruolo secondario all’interno del film mentre l’avidità e la misantropia del vecchio protagonista attireranno l’attenzione dello spettatore. Plummer è magistrale: la sua interpretazione spettacolare esagera le azioni del vecchio miliardario facendolo sembrare un antieroe proveniente da un romanzo di Dickens: un Ebenezer Scrooge del ventesimo secolo.
Mark Wahlberg ricopre il ruolo dell’ex agente della CIA Fletcher Chace, incaricato da Getty di occuparsi del rapimento. Chace si rivelerà un fondamentale mezzo di mediazione tra la le due parti della famiglia del ragazzo, le sue azioni durante tutto il film saranno decisive.

La parte drammatica è affidata a Michelle Williams che interpreta Gail Harris, la madre del sedicenne rapito. Gail è una donna risoluta e tenace, costretta a scontrarsi con l’ex suocero per ottenere il denaro per il riscatto e con un’opinione pubblica a lei avversa. La sua forza è ammirevole, ma i segni di cedimento dovuti alla sparizione del figlio saranno visibili più volte. John Paul Getty III (interpretato da Charlie Plummer, non imparentato con Christopher) è ridotto nel film a semplice merce di scambio; sballottato tra le campagne calabresi, riuscirà ad attirare la simpatia di uno dei rapitori, Cinquanta (interpretato dal francese Romain Duris), che si rivelerà fondamentale nel rocambolesco finale del film.

Parlando di Tutti i soldi del mondo non si può non pensare al fatto che esistano due versioni dello stesso film: identiche, ma con protagonista diverso. Non spetta a noi criticare o meno la damnatio memoriae di Kevin Spacey, e probabilmente non vedremo mai la sua versione del film. Ma l’immenso lavoro di Plummer, Scott, e di Claire Simpson (l’instancabile montatrice) è stato ampiamente ripagato. Il risultato è un film cupo (a partire dalla fotografia filtrata in blu) nel quale l’attaccamento al denaro rende il protagonista incapace di sentimenti umani. Considerando che il film sia uscito il giorno di Natale in America, forse l’affinità con Dickens non è solo una coincidenza.

Un pensiero riguardo “Atlas consiglia: Tutti i soldi del mondo

  • 22 Maggio 2018 in 22:40
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    “Le cose sono sempre come ce le aspettiamo, non tradiscono le nostre aspettative, al contrario delle persone” una frase del film che mi ha rapito particolarmente (anche se non era proprio così il senso è questo)

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