Atlas Consiglia: Una (Art) Toy Story

 Si chiamano Art Toys, la loro altezza varia da pochi centimetri a diversi metri e il loro prezzo sul mercato arriva alle centinaia di migliaia di dollari. Quelli che all’apparenza possono sembrare dei banali giocattoli sono invece oggetti di design progettati e realizzati da artisti di tutto il mondo, prodotti in tiratura limitata e, proprio per questo, ricercatissimi dai collezionisti.

 

L’Art Toy Movement si sviluppa negli anni ’90 in Giappone e a Hong Kong per poi diffondersi in Inghilterra e Stati Uniti e negli anni successivi anche in Italia. Prendendo ispirazione dalla cultura Manga e Otaku giapponese, dalla street culture e dalla Pop Art, l’immaginario degli Art Toys mescola illustrazioni e elementi di design ai significati emozionali legati al giocattolo.

Il rapporto che questo movimento artistico intrattiene con il mercato è sicuramente peculiare. Ogni modellino viene prodotto in serie per poi essere venduto e alcuni di questi “pupazzi” sono divenuti così celebri da diventare veri e propri brand con tanto di merchandising dedicato.

«Kaws Holidays», via facebook @highsnobiety

L’idea di un’arte che possa arrivare a tutti e di cui tutti possano godere è alla base della produzione di uno dei fondatori del movimento Art Toy: Takashi Murakami. Considerato il più grande rappresentante vivente della cultura giapponese, Murakami con il suo stile Superflat sposta e cancella il confine tra «arte alta» e «arte bassa» e quello tra originale e copia. La sua «factory», composta da circa cento artisti, realizza le opere d’arte ma anche l’oggettistica a esse collegata. Così chi lo desidera può entrare in possesso di prodotti i cui soggetti, raffiguranti soggetti fantastici appartenenti all’universo dei manga, rappresentano per l’artista l’unica chiave di lettura di una società che sembra non avere senso.

La celebrità di Murakami si deve anche alle numerose collaborazioni con musicisti e case di moda: dalla copertina dell’album «Graduation» di Kanye West alla collezione di borse per il noto marchio Louis Vuitton.

 

KAWS MILO full set, via facebook @KAWS

Proprio la collaborazione con maison di moda e fast fashion internazionali ha reso celebre anche un altro dei membri dell’Art Toy Movement noto con lo pseudonimo di Kaws. Il writer e street artist americano, al secolo Brian Donnely classe 1974, disegna giocattoli e realizza sculture di figure legate all’immaginario pop della cultura statunitense. Uno dei suoi soggetti ricorrenti è «Companion» il personaggio nato dal mix tra Topolino e il pagliaccio di McDonald, disponibile in versione giocattolo ma spesso anche protagonista di installazioni ai limiti della land art. Proprio nel luglio 2018 sul lago Seokchon di Seoul ha fatto la sua comparsa «Kaws: Holiday», una scultura galleggiante di 28 metri raffigurante uno dei personaggi tipici dell’artista rimasta visibile al pubblico per più di un mese. Ad accompagnare l’installazione una collezione di gadget da piscina a tema acquistabili sul posto.

Takashi Murakami, via facebook @TakashiPom

Ad oggi in Italia il portale più aggiornato ed esclusivo in cui trovare ed acquistare gli art toys è Atom Plastic, punto di riferimento dei collezionisti italiani costantemente in crescita.

Restano alcuni interrogativi. Può un prodotto culturale nascere già come un prodotto commerciale? Quale significato assume l’arte se può essere acquistata su uno shop online?

 

 

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