Atlas consiglia: «Veleno» di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli

Oggi Atlas – il blog consiglia «Veleno» un podcast d’inchiesta curato da Pablo Trincia e Alessia Rafanelli per Repubblica.

Nel 1997 la bassa Modenese fu scossa dai processi a quelli che vennero ribattezzati «i diavoli della bassa modenese». Secondo le autorità e i servizi sociali locali, infatti, all’epoca ci sarebbe stata una vasta rete di pedofili attiva tra i paesi di Mirandola e Massa Finalese, due centri che fanno parte dell’Unione dei Comuni Modenesi dell’Area Nord. I pedofili sarebbero stati, inoltre, parte di una presunta setta satanica che non solo avrebbe sfruttato dei bambini locali per la produzione di materiale pedopornografico, ma li avrebbe anche violentati e costretti a compiere riti satanici. Le indagini, partite dai racconti di un bambino di tre anni, il cosiddetto “bambino zero”, portarono all’allontanamento di sedici bambini dalle loro famiglie. Famiglie che non furono mai più ricongiunte e i cui membri, a volte, non ressero al trauma della separazione.

L’indagine di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli parte da questi luoghi dove tutti conoscono tutti, dove è impossibile vivere nell’anonimato. Nel 2017, dopo tre anni di capillare raccolta di informazioni, di testimonianze e di indagini i due hanno pubblicato Veleno, un podcast di sette puntate da circa 45 minuti l’una che, a distanza di due anni, ancora appassiona gli ascoltatori. Il format della serie audio è stato scelto, afferma lo stesso Trincia, perché permette una gestione migliore di un argomento così delicato, ma l’intenzione di passare alla telecamera non manca.

Veleno è un format audio isipirato a Serial, una serie audio in podcast che tratta il caso dell’omicidio di Hae Min Lee in Maryland, nel 1999, e che ha ottenuto più di 50 milioni di ascolti. Il genere in cui rientra , il lavoro capillare d’indagine svolto da Pablo Trincia e da Alessia Rafanelli, dunque, è quello del true crime. La serie è resa accattivante dall’aggiungersi, puntata per puntata, di nuovi elementi che mettono in discussione quelli precedenti e che, a poco a poco, mettono in luce le contraddizioni e le evidenti incongruenze che caratterizzano le indagini su questo caso. Perché, improvvisamente, ben sedici bambini, hanno iniziato a parlare di violenza e di riti satanici? E perché hanno iniziato a farlo solo dopo l’allontanamento dalle famiglie? È mai possibile che in due paesini così piccoli nessuno si sia mai accorto dei riti satanici, di persone e animali che sarebbero stati sacrificati? Le prove portate dall’accusa, ovvero i colloqui con i bambini e le visite mediche effettuate per controllare eventuali segni di violenza, sono davvero così incontestabili? A distanza di più di vent’anni pare che non sia così.Si insinua il dubbio di una grande illusione collettiva, come dimostra la caduta di tutte le accuse di satanismo per gli indagati e si teme, inoltre, che la tecnica psicologica utilizzata durante i colloqui con i bambini non sia stata adeguata o professionale.

Uno dei punti di forza della serie sta nella ricostruzione delle vicende a partire dai protagonisti: intervengono in Veleno, infatti, i genitori che si sono visti portare via i figli, e, in un inaspettato colpo di scena, qualcuna delle vittime decide di farsi avanti e di parlare. Ma non mancano le consulenze di alcuni esperti: nell’interessantissimo episodio tre, intitolato Gli stivali del diavolo, interviene Massimo Introvigne, uno dei massimi esperti di satanismo in Italia, e, più avanti nella serie, viene interpellata Cristina Cattaneo, medico patologo che già all’epoca mise in discussione l’operato di chi visitò i bambini vittime di presunte violenze. Non manca la controparte: le psicologhe e i medici coinvolti nel caso, e in particolare Valeria Donati, all’epoca neo-assunta dell’Asl di Mirandola, che fece partire il caso, vengono anch’esse consultate e interpellate, per poter raccontare la loro versione dei fatti.

Veleno è disponibile online, gratuitamente, su iTunes e sul sito di Repubblica. Si tratta indubbiamente di un esperimento riuscito bene, un’indagine che si svela lentamente ma che cattura sin da subito l’ascoltatore e che, si spera, sia d’ispirazione per la creazione di nuovi e altrettanto interessanti contenuti per un mondo in espasione come quello dei podcast. Nel frattempo Pablo Trincia e Alessia Rafanelli possono fare tesoro del plauso che la critica giustamente gli tributa, mentre noi ascoltatori speriamo di avere a breve notizie di un loro nuovo lavoro.

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