Atlas intervista: Ophelya

Ci vorrebbe una profonda discussione su tutto ciò che riguarda la musica indie. Troppo spesso oggi questo termine viene abusato, anche perché partiamo da un presupposto fondamentalmente sbagliato e sul quale dovremmo ricrederci. Di fatto, l’indie non è un genere. Sotto questa enorme categoria mettiamo semplicemente qualsiasi artista non appartenente a una delle grandi case discografiche nel mondo. Per fare un esempio: Calcutta, sotto contratto con Bomba Dischi (etichetta indipendente), è indie; Carl Brave, passato da Bomba Dischi a Universal, non lo è più.

Mentre mi districavo tra questa giungla fatta di farmaci da banco e polaroid mi sono imbattuto su qualcosa di molto diverso, una piccola scintilla dark in un mercato quasi saturo quale può essere quello della musica indipendente, le Ophelya.

Un trio tutto al femminile e soprattutto giovane: Arianna Casano, 19 anni, chitarre e voce nonché studentessa di Lettere Moderne a Genova; Bianca Maria Deconcini, 21 anni, basso, cori e ICT all’Università di Torino; Beatrice Bartolozzi, 20 anni, batteria e ingegneria informatica al Politecnico di Milano. Genova, Torino, Milano: da triangolo industriale a indie è un attimo. Tutte e tre sono però liguri e le Ophelya nascono a Sestri Levante nel 2015, mentre quest’anno è nato il loro primo EP, Long Purples, autofinanziato grazie ai loro concerti. Ho avuto modo di intervistare Bianca, per conoscere più a fondo questo trio e per poterlo portare anche ai lettori di Atlas.

Da dove viene il nome della vostra band? E quello del vostro EP?

Il nome è nato dalla visione di un quadro di Millais che ritrae appunto Ophelia morta nel ruscello. Siamo rimaste affascinate dal dipinto, dalla simbologia dei fiori in esso e dalla storia del personaggio della tragedia di Shakespeare. Così tutte e tre d’accordo abbiamo deciso di chiamarci Ophelya. Il nostro primo EP infatti si intitola Long Purples, ovvero i fiori citati dallo stesso Shakespeare.

Ophelia-Millais
Ophelia di Millais

Com’è suonare in una band tutta al femminile? Come vivete le divergenze?

Abbastanza maluccio. Non so se sia perché siamo tre ragazze e quindi si sa, tra donne si tende a scannarsi di più, o per come siamo noi. In realtà ci divertiamo molto, stiamo davvero bene insieme e siamo sulla stessa lunghezza d’onda, però appena c’è anche solo una virgola che non va non ci tratteniamo.

Penso che indie vi si addica abbastanza, anche guardando il vostro look nel video di Dark Feelings, ma ci serve un genere: indie-pop o indie-rock? A chi vi ispirate?

Viaggiamo un po’ fra tutti e due i generi. Ultimamente propendiamo per l’indie-pop anche se, per esempio, Like a Photo in the 90’s è molto più rock. Un’artista che piace abbastanza a tutte è sicuramente Amy Winehouse, Arianna anche inconsciamente ci si ispira e la sua voce è abbastanza R&B. In realtà Arianna arriva alle prove con un pezzo e gli accordi, si mette a cantare e suonare e io e Beatrice vediamo cosa metterci su, dal 2016 insieme a Lorenzo Capello, insegnante di batteria di Beatrice che ci ha aiutato moltissimo a migliorare, soprattutto per quanto riguarda il rapporto batteria-basso. Lorenzo, inoltre, ci ha aiutate tantissimo con la produzione e l’arrangiamento dei pezzi presenti nell’EP. È difficile dare un’ispirazione comune perché ascoltiamo generi diversi e almeno personalmente non mi ispiro a qualcosa in particolare!

Come mai la scelta di avere solo testi in inglese? Puntate a un pubblico più ampio? A volte può essere difficile raccontare delle storie o delle emozioni in una lingua che non è la propria.

È Arianna che si occupa dei testi, e semplicemente le viene da usare l’inglese! Tempo fa abbiamo fatto qualche pezzo in italiano che suonavamo ai live ma che ultimamente non facciamo più, non hanno lo stesso tiro degli altri; a volte ha anche “provato a scrivere in italiano” sforzandosi, perché in molti ci hanno detto che per riuscire a uscire un po’ di più in Italia sarebbe stato meglio, ma niente.

Avete dei concerti in programma? E al di fuori della Liguria?

Presenteremo il nostro EP il 22 dicembre a Il Frizzantissimo Natale del Ragazzo Indie a Sestri Levante, a Genova a febbraio e quest’estate ci sposteremo per l’Italia!

Qualche anticipazione sui vostri progetti futuri?

Non appena saremo un po’ più libere dall’università suoneremo molto e presenteremo il nostro EP in varie serate. Sta andando bene, è piaciuto molto e ne siamo molto felici! Abbiamo più o meno una quindicina di pezzi, ma per ora non c’è nessun album alle porte, forse l’idea di allargarci con un quarto componente, ovviamente una ragazza!

Non ci resta altro che fare i nostri migliori auguri a questo splendido trio, che porta una ventata di novità e un pizzico di oscurità al teatro della musica emergente, l’oscurità della tragedia Shakespeariana.

 

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