Atlas sotto l’ombrellone: Final Space

È il sogno di qualsiasi scrittore, attore o “creatore di contenuti” emergente quello di essere notato da qualche personaggio famoso per essere spedito in un mondo di fama e fortuna (se solo per quindici minuti o più dipenderà da te). Il (meritatamente) fortunato di oggi è Olan Rogers, scrittore e attore americano che dopo aver postato sul suo canale Youtube il primo episodio di una serie chiamata Gary Space viene notato da Conan O’Brien che si offre di produrla, in grande stile.

Nasce così Final Space, una serie animata a tema fantascientifico il cui protagonista è Gary Goodspeed, giovane astronauta che sta scontando la sua pena su una navicella detentiva che vaga per lo spazio. La monotona vita da recluso di Gary cambia all’improvviso quando incontra Mooncake, un piccolo e adorabile mostriciattolo alieno distruttore di pianeti.

Una serie avvincente e divertente ma che non farà mancare alcuni momenti drammatici. L’impressione che si ha è che Rogers abbia preso in prestito molte caratteristiche del genere fantascientifico spaziale: le azioni corali ricorderanno “I guardiani della galassia” mentre l’azione e l’ironia ricorderanno molto “Futurama” e “Rick and Morty”. Non a caso tra i doppiatori originali della serie figurano John DiMaggio (la voce inglese di Bender di Futurama), Gina Torres (da Firefly) e David Tennant, oltre che Conan O’ Brien. Una serie omaggio alla cultura fantascientifica americana ma che riesce a fare di questi prestiti un ottimo lavoro, una storia ben strutturata e da godere a pieno.

Dieci episodi da venti minuti ciascuno, una manna per i bingewatchers. Una serie da vedere tutta d’un fiato, in un pomeriggio lontani dal mare, durante un temporale estivo.

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