Un mosaico di etnie

6 repubbliche (Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Serbia e Montenegro) e 2 province autonome (quelle della Vojvodina e, dal 1973, del Kosovo), 3 religioni (Islam, cattolica e ortodossa), 4 lingue (il serbo-croato, lo sloveno, il macedone e l’albanese) e 2 alfabeti (il latino e il cirillico).

Questi e molti altri –a partire dalle differenziazioni economiche e sociali- sono gli elementi che convivevano, si sovrapponevano ed intrecciavano all’interno di quel mosaico che era lo Stato Federale Jugoslavo (1945-1991).

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Emmanuel Macron: la sua “marche” fino all’Eliseo.

Un uomo solo che, nella penombra, accompagnato dalle note dell’Inno alla gioia, cammina verso il palco allestito davanti alla piramide del Louvre di Parigi: è questa la prima apparizione pubblica di Emmanuel Macron. Nulla di tutto ciò è casuale.

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La Brexit riaccende la plurisecolare questione di Gibilterra.

Sono passati solo alcuni giorni da quando Theresa May ha dato formalmente inizio al processo di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, eppure a Londra c’è già chi allude a una guerra potenziale con un altro Stato Membro dell’Unione. La posta in gioco? Un promontorio roccioso, di poco più di 6 chilometri quadri, proteso nel Mar Mediterraneo.

Beh, una cosa è certa: grazie alla Brexit, i prossimi mesi non saranno di certo privi di colpi di scena.

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François Fillon : la rivincita dell’eterno secondo.

Il 27 novembre François Fillon ha vinto, con oltre il 66% dei consensi, le primarie del centrodestra francese. Un presidente uscente, François Hollande -che fa un passo indietro e decide di non candidarsi per il secondo mandato- un centrosinistra latitante e una donna inarrestabile, Marine Le Pen, sono gli altri ingredienti di una campagna presidenziale che si prospetta avvincente ed imprevedibile.

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TRUDEAUMANIA: tutti pazzi per Justin Trudeau

Classe 1971, leader del Partito Liberale canadese, in prima linea nella difesa dei diritti delle minoranze e dei diritti LGBT, impegnato nella lotta al riscaldamento globale, favorevole all’aborto e ad un “modello Colorado” per il consumo della marijuana, ininterrottamente sulle prime pagine di quotidiani e riviste da ormai un anno –da quando cioè è diventato il 23esimo Primo Ministro canadese. Di chi stiamo parlando? Di Justin Trudeau, ovviamente.

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