Storie di Mafia: Tommaso Buscetta, il Traditore

Pierfrancesco Favino: “C’è un aspetto molto bello, che a me interessa molto, di Buscetta, che è figlio di vetrai, cioè di gente che fa gli specchi. Per tutta la vita dice di essere se stesso, e per tutta la vita si cambia la faccia. Questa sua identità che è sempre pluriforme è anche metaforica del mestiere che faccio io, ma sicuramente è un’altra cosa che lascia un interrogativo aperto su quanto viene detto da Buscetta.”

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Atlas Consiglia: Glass

Glass è un vero e proprio atto di amore assoluto di Shamalan per il genere, è una profonda riflessione non solo sulla figura dell’eroe, ma anche sulla sua importanza per una società modesta, che odierebbe profondamente convivere con supereroi (“Perché loro sì e io no?”), e che quindi li relega ai film, ai fumetti, alla gabbia circoscrivibile della finzione.
E’ la meschinità dell’uomo comune che non ha il coraggio di essere un eroe che uccide i veri eroi, chi ha il coraggio di esserlo.

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Atlas Consiglia: The House That Jack Built

L’horror di von Trier non è un crudo e violento realismo, ma una specie di brutalità onirica, una risata amara sulla spietatezza del mondo e sulla sua indifferenza nei confronti del male.
Jack, aka Mr. Sophistication, è un serial killer ossessionato dalla costruzione della casa perfetta, di una casa intima e speciale che possa farlo sentire bene.

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Atlas Consiglia: House of Cards (1990)

Per i nostalgici, tanto vale recuperare il cugino britannico: House of Cards, la miniserie del 1990 trasmessa dalla BBC e diretta da Ken Riddington, che non è invecchiata per nulla. Un gigantesco Ian Richardson interpreta Francis Urquhart, Chief Whip del Partito Conservatore, che decide di vendicarsi dei suoi “alleati” eliminandoli dalla scena politica e diventando Primo Ministro.

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