Marco Gamberini

Il diametro dell’Aleph sarà stato di due o tre centimetri, ma lo spazio cosmico vi era contenuto, senza che la vastità ne soffrisse. Ogni cosa… era infinita, perché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’universo.
Jorge Luis Borges (L’Aleph)

Emiliano della nebbiosa e umida Bassa Bolognese, da poco sbarcato in Romagna per frequentare la facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche di Forlì. Da Stirner, Céline e Cioran a Hobbes, Weber e Schmitt.

Fanatico di Gramsci senza essere comunista, di Montanelli senza essere di destra e di Longanesi senza essere conservatore: amo politica e giornalismo ma non le categorie. Scrivo e leggo più poesie che racconti, mi trovo a mio agio con Rimbaud ed Eliot ma comunque ho preferito Scienze Politiche a Lettere.

Non sono mai stato un grande traduttore, ma al Liceo Classico ho imparato a apprezzare Aristofane e Giovenale. Mi interesso di musica e cinema, un po’ come tutti, ma non ho la pretesa di capirci qualcosa.

 

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