Consigli per l’estate

Arriva l’estate, e Atlas ripropone, come precedentemente con i Consigli sotto l’albero, una selezione di libri da leggere sotto l’ombrellone. Libri che ci hanno emozionato, che hanno lasciato il segno nelle nostre vite, e che abbiamo piacere a condividere con i lettori del blog, affinché possano avere degli spunti a nostro avviso interessanti ed originali, per conoscere la letteratura sotto una diversa prospettiva: quella della redazione di Atlas!

Il consiglio di…Marco Maria Capponi

L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon

Esistiamo fintanto che siamo ricordati.

Il tema del ricordo è il filo conduttore di questo classico moderno -mi si perdoni l’ossimoro- che da ormai sei anni consecutivi è mio fedele compagno di lettura durante i caldi mesi estivi. Un libro da leggere e rileggere, per apprezzarne i luoghi, i personaggi, i dialoghi, i profumi e i sapori, se possibile, per chi ha la fortuna di aver studiato lo spagnolo, anche in lingua originale.

In una Barcellona uggiosa e gotica, dove sinistre gargolle fanno capolino dagli archi dei palazzi antichi, e la nebbia si insinua impietosa per le ramblas, in una mattinata del 1945 il signor Sempere, proprietario di una bottega di libri usati, conduce suo figlio Daniel, di undici anni, nel Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo magico e misterioso dove la memoria dei vecchi libri viene conservata dall’inevitabile oblio della storia.

Nel Cimitero, Daniel adotta un vecchio libro sconosciuto, L’ombra del vento, di un autore altrettanto sconosciuto. Da quel momento, ha avvio un lungo percorso di formazione, che porterà il giovane Daniel alla ricerca della sua identità tramite le pagine del libro, e la straordinaria storia del suo autore, nella quale il protagonista trova incredibili parallelismi con la propria vita.

Fa da cornice un’ambientazione sublime, una Spagna divorata dalla guerra civile e dai primi anni del franchismo in cui chi può sale con bieco doppiogiochismo sul carro del vincitore, e chi non può soffre la fame, la miseria, lo sconforto e l’abbandono. Personaggi disegnati con maestria, completi ed elaborati nella loro caratterizzazione interiore ed esteriore, che prendono vita tra le pagine del romanzo. Un’ atmosfera sempre cupa, a tratti inquietante e persino surreale, che riesce però a lasciare spazio all’altro tema fondamentale della storia: l’amore. Un amore puro e perfetto, in grado di insinuarsi prepotentemente tra la nebbia per gridare in ogni momento la sua forza struggente e disperata.

Amore e ricordo, ovvero l’ansia di non lasciar cadere il proprio sentimento nell’oblio.

Un romanzo che emoziona e lascia emozionare.

 

Il consiglio di… Lucrezia Ranieri

Perle ai porci o Dio la benedica Mr. Rosewater, Kurt Vonnegut

“Fondazione Rosewater, come possiamo aiutarla?”

Eliot Rosewater risponde così al telefono della fondazione. E la domanda è da intendere in senso letterale. Perché il Signor Rosewater è un pazzo che con i soldi della ricchissima fondazione che ha ereditato, non ha intenzione di farci altri soldi. Ha intenzione di usarli per aiutare il prossimo. Inutile dirlo, l’avvocato della fondazione fa di tutto per farlo dichiarare insano di mente – e non perché beva troppo e la sua mente segua in effetti logiche strane, ma perché affetto da un male apparentemente incurabile: la solidarietà.

Vonnegut ci accompagna, con l’intelligente ironia che lo contraddistingue, nel mondo di un pazzo che forse così pazzo non è, e che ha ben chiaro invece quale sia il senso dello stare al mondo: “Salve piccini. Benvenuti sulla Terra. E’ calda d’estate e fredda d’inverno. E’ rotonda, umida e affollata. Al massimo, piccini, avrete un centinaio d’anni da passare qui. E c’è solo una regola che conosco, piccini… Maledizione, dovete essere buoni!”.

Per lasciare da parte il cinismo, almeno per un po’, e avventurarsi in una storia delicata e amara, questo è il libro perfetto. Attenzione, però: alla fine vi verrà una voglia sconsiderata di essere a tutti gli effetti buoni.

 

Il consiglio di…Emanuela Gitto

Il silenzio dell’onda, Gianrico Carofiglio

«Comunque è proprio come ha detto lei. Bisogna lasciarsi andare all’onda, quando prende, senza andare in panico. Dopo qualche secondo, quasi sempre, il mondo ritorna al suo posto.»

Cosa sucede nella vita di un uomo se un incidente mette in discussione tutto?  Soprattutto se quest’uomo è un carabiniere dalla carriera promettente, un episodio così rappresenta un vero fallimento. Tutti i brillanti progetti per il futuro vengono annullati, ogni equilibrio sembra perso. A Roberto sembra di essere arrivato al capolinea.

È grazie allo psichiatra che frequenta a partire da quel momento che egli impara a riscoprirsi. Incontro dopo incontro rinasce; e ogni volta pare che faccia progressi per liberarsi da quelle catene che l’hanno trattenuto per così tanto, troppo tempo.

Lo stile di Gianrico Carofiglio è estremamente raffinato: i monologhi del personaggio sono tanto intensi che sembra di conoscerlo da sempre, Roberto, e si ha la sensazione di far parte del suo mondo, così misterioso, ma anche tanto affascinante.

Le pagine si divorano una dopo l’altra ed il lettore si riconosce in questa storia, che è nel piccolo quella del tormento che tutti viviamo nell’attesa del cambiamento. Questo libro è la conferma che è possibile rialzarsi dopo una caduta, e che ci salviamo, aiutati da qualcuno, solo se contiamo sulle nostre forze.

Una storia che parla della forza dell’uomo capace di riscattarsi, trasformando un passato interrotto in un futuro tutto da costruire.

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