Cultura e valorizzazione del patrimonio artistico: l’incontro con il ministro Franceschini

Venerdì 9 febbraio, ore 15.00, si è tenuto a Forlì, presso il teatro “Il Piccolo”, un incontro di natura elettorale con l’uscente ministro dei bei culturali Dario Franceschini. Candidato alla Camera alle elezioni del 4 marzo prossimo nel collegio plurinominale proporzionale che comprende tutta la Romagna, l’ex Segretario del PD è arrivato in città per discutere con i cittadini e gli operatori della cultura circa il tema della valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

Chi è Dario Franceschini?

Nato nel 1958 a Ferrara, inizia la sua carriera politica negli anni ’70 nella DC, diventando nel 1980 consigliere regionale della sua città. Dopo la trasformazione della DC nel Partito Popolare Italiano, esce dallo stesso e aderisce al movimento dei Cristiano Sociali, con il quale nel 1995 si candida, uscendo sconfitto, per il ruolo di sindaco di Ferrara. Dopo le scissioni interne al PPI e all’adesione dello stesso nell’Ulivo, rientra nel partito, diventandone vicesegretario nazionale. Tra i fondatori della Margherita, nel luglio 2001 entra a far parte del comitato costituente del partito, del quale diventa Coordinatore dell’esecutivo nazionale; viene eletto deputato nel 2001 e nel 2006.

Con la nascita del Partito Democratico il 14 ottobre 2007 e l’ascesa alla segreteria di Walter Veltroni, diventa vicesegretario nazionale del nuovo partito, venendo eletto nuovamente deputato alle elezioni politiche del 2008. È Vicepresidente del Consiglio nel Governo-ombra del Partito Democratico dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009. Sconfitto da Bersani nella corsa a segretario alle Primarie, riorganizza tutte le forze che avevano sostenuto la sua candidatura in una componente interna al PD, Area Democratica o AreaDem, di cui subito è visto come punto di riferimento. Il 17 novembre 2009 viene eletto Presidente del Gruppo parlamentare del PD alla Camera dei deputati dopo le dimissioni di Antonello Soro.

Alle elezioni primarie del 2013 appoggia con la sua corrente la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria del PD, cosa che si ripete anche nelle primarie del 2017. Alle Politiche, sempre nel 2013, si candida e viene eletto alla Camera dei deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Emilia-Romagna e ricopre fino a febbraio 2014 la carica di Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il Coordinamento dell’attività di governo nel Governo Letta. Presta giuramento come Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Governo Renzi, venendo confermato nel medesimo incarico con quello Gentiloni.

L’incontro

Una volta raggiunto il teatro, dopo le foto di rito, Franceschini ha raggiunto il palco, insieme a Valentina Ancarani, segretaria territoriale del PD a Forlì, Marco di Maio, candidato alla Camera dei Deputati, e Stefano Collina, candidato al Senato.

Nel suo intervento, il ministro ha spinto forte sul concetto di cultura come volano per l’economia, in antitesi alla famosa frase di Tremonti nel 2013 “con la cultura non si mangia”, che lungi dall’essere solo un’enunciazione teorica, fu seguita dal dimezzamento in un solo anno del bilancio del Ministero della cultura. “Quando nel 2014 i giornalisti chiesero maliziosamente come mi sentissi ad essere ministro della cultura, risposi che mi sentivo chiamato a guidare il ministero economico più importante.” ha ricordato Franceschini “ho chiesto espressamente al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio di fare il ministro della cultura, dopo aver sofferto la stagione di tagli e di marginalizzazione. Per quanto riguarda le risorse, durante il mio mandato, il budget del ministero è aumentato del 58%, tornando ai livelli di 10 anni fa. Gli interventi per la tutela del patrimonio artistico-culturale sono stati moltiplicati: si è passati dai 37 milioni a quasi 4 miliardi di investimenti, a cui si aggiungono 230 milioni che sono arrivati dai privati grazie alla legge sull’art bonus, attraverso donazioni di imprese e cittadini”.

Secondo Franceschini, se durante gli ultimi quattro anni l’Italia ha fatto passi avanti per quanto riguarda gli investimenti nel settore, è stato anche grazie ai provvedimenti durante l’ultima legislatura: “noi abbiamo fatto le riforme. Abbiamo fatto quella del cinema, che era attesa da tanto tempo. Abbiamo fatto quella delle sovrintendenze, quindi del sistema della tutela. Abbiamo fatto quella dei musei, che nonostante tante resistenze, ha portato a un profondo cambiamento del sistema museale italiano: considerando solo i musei statali, i visitatori sono passati da 38 a 50 milioni, e gli incassi sono aumentati di 70 milioni.”

Il ministro ha spiegato che investire nella cultura è quindi una grande opportunità per il paese. “Bisogna puntare sull’Italia come museo diffuso e sul turismo di eccellenza, non mordi e fuggi, che viene, cerca la bellezza, la rispetta, spende e porta ricchezza” ha continuato Franceschini “museo diffuso significa mettere in campo non solo le grandi capitali dell’arte, ma anche dei grandi attrattori di turismo internazionale. Forlì ad esempio ha investito fortemente in cultura e capisco la candidatura a capitale italiana della cultura nel 2021”.

Inevitabilmente, durante l’incontro Franceschini ha speso qualche minuto per parlare della competizione elettorale in vista delle elezioni, in cui ha criticato la strumentalizzazione che sussegue ad ogni evento di cronaca, come ad esempio quella portata avanti, in particolare da Salvini, dopo gli incresciosi fatti di Macerata, ritenuti dal segretario di LN il risultato delle politiche sull’immigrazione del PD. “La campagna elettorale è un luogo per fare proposte per il futuro, ma anche per rendere conto di quello che è stato fatto nella legislatura che finisce” sostiene Franceschini “la campagna elettorale oggi è altro; in questo schema, così sbagliato, passare un’ora a parlare di cultura e del suo rapporto con il territorio, di potenzialità, di idee, è una cosa straordinaria. Sono felice e orgoglioso di partecipare, perché penso che questa dovrebbe essere la campagna elettorale da presentare agli italiani, anche quando vi è un confronto/scontro tra partiti, che non dovrebbe esaurirsi a un mordersi a vicenda.”

Al termine dell’evento, Franceschini ha salutato i presenti per recarsi all’evento inaugurale della mostra “L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio”, ospitata ai Musei San Domenico e al San Giacomo fino al 17 giugno.

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