Emergenza incendi made in Italy

Di criminali l’Italia è piena. Corrotti e corruttori. Mafiosi, camorristi. Assassini, stupratori. Non sono tanti, sono una netta minoranza, ma fanno rumore. Fanno notizia, fanno scandalo. Come ogni estate che si rispetti, puntualmente si scoprono nuovi personaggi. Nuovi criminali che purtroppo non suscitano la stessa indignazione di una strage di mafia, perché non uccidono (solo) persone, non fanno saltare in aria case e macchine. Attaccano l’Italia nei boschi e nelle foreste, distruggono la bellezza dei posti per i quali l’Italia è invidiata.

Perché in fondo bruciare qualche foglia, qualche albero, con un accendino non potrà mai essere considerato un così grande crimine. Pazienza se poi da qualche foglia l’incendio si propagherà a tutta la vallata; se i vigili del fuoco, dal cielo e da terra, dovranno lottare per giorni e rischiare la vita. Pazienza se le fiamme arriveranno sino ai centri abitati, distruggendo prima interi allevamenti e coltivazioni. Pazienza.

Dall’inizio dell’anno in Italia sono andati in fumo già 76mila ettari, e ad agosto il rischio incendi toccherà il livello più elevato, viste le previsioni di temperature e venti. Da Nord e Sud, la periferia romana e il Lazio bruciano; la Sicilia e la Campania bruciano; la Sardegna brucia. Un film visto ormai troppe volte.

Un vero e proprio inferno creato dall’uomo. E di questo inferno fa parte tutto il peggio dell’Italia: dagli interessi delle organizzazioni mafiose alla semplice colpevole incuria di alcuni proprietari terrieri; dall’azione di qualche psicopatico armato di accendino agli incendi dolosi creati da due ragazzetti alla ricerca dello spettacolo e della notorietà.

E’ l’emergenza incendi si dice. E’ l’emergenza che, senza indignazione generale alcuna, diventa normalità. Come se la lotta agli incendi fosse ormai entrata in pianta stabile tra le attività ricreative estive. E per questo, quasi neanche si nota più. Sarà sicuramente colpa di qualcuno, sia chiaro. Del mafioso, del contadino incurante, dello psicopatico, del ragazzino esaltato. Ma in fondo ci sono forse cose più importanti di qualche foglia bruciata in campagna. Tanto clamore (inesistente) per nulla. Tempo sprecato. E allora basta, non ne parliamo più. Buone vacanze.

Ma le nostre terre continuano a bruciare.

 

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