I fatti del 2016: Lo sport

Il 2016 sarà, per gli amanti dello sport, un anno da ricordare. L’anno delle Olimpiadi di Rio de Janeiro in Brasile, degli Europei disputati in Francia, delle sorprese nei campionati nazionali di calcio.

Tra le centinaia di protagonisti che si sono messi in luce ai Giochi di Rio ce ne sono due che sono stati (almeno) una spanna sopra a tutti: alla loro ultima apparizione ai Giochi, Michael Phelps e Usain Bolt hanno aggiornato i libri dei record e arricchito di nuovi capitoli le loro leggende a cinque cerchi. Lo squalo di Baltimora, con 5 medaglie d’oro e una d’argento, ha confermato di essere il miglior nuotatore di sempre; Fulmine Bolt ha vinto facilmente l’oro per i 100 e 200 metri, e ha conquistato con la squadra giamaicana l’oro staffetta 4×100. Il bilancio finale di queste olimpiadi è stato positivo per l’Italia, che ha conquistato 28 medaglie (8 ori, 12 argenti e 8 bronzi); tutti gli sportivi italiani hanno seguito con ardore le imprese del beacher Lupo e del suo compagno Nicolai, del killer Campriani, del giovane nuotatore Paltrinieri e delle selezioni di pallanuoto, volley e basket. Delusione totale invece per il flop della nazionale di atletica leggera e di alcuni grandi nomi (vedi la Pellegrini), evidentemente sopravvalutati.

Il 2016 è stato anche l’anno degli Europei di calcio. Disputati in Francia, sono stati vissuti con preoccupazione per la minaccia terroristica dopo gli attentati di Parigi. Ma se la paura è passata in secondo piano gara dopo gara, grazie alle misure di sicurezza messe in atto negli stadi francesi, l’entusiasmo dei tifosi per i loro eroi (calcistici si intende) è stato un crescendo fino alla finale, dove i favoritissimi padroni di casa sono stati sconfitti dal Portogallo. Il percorso verso la finale di Ronaldo & co. è stato tortuoso: hanno passato il girone sfruttando il meccanismo delle migliori terze, hanno vinto appena una partita entro la fine dei 90 minuti in tutto il torneo, ma senza perderne neanche una. Buono il percorso dell’Italia, che nonostante il pessimismo ha battuto, con grandi prestazioni, le superpotenze Belgio e Spagna, e si è arresa solo ai rigori contro la Germania ai quarti. Euro 2016 è stato il torneo delle tradizioni sfatate: l’Italia ha battuto la Spagna, la Germania ha eliminato l’Italia, il Portogallo ha battuto la Francia e ha alzato il suo primo trofeo.

Ma il momento più emozionante dell’anno che va concludendosi è stato quello in cui Claudio Ranieri e il suo Leicester hanno alzato la coppa per la squadra vincitrice della Premier league. Molti giornalisti e addetti ai lavori hanno definito il successo del Leicester, apparentemente meno competitivo rispetto ad altri club più blasonati, come la più grande impresa nella storia degli sport di squadra: una squadra di provincia che vince il campionato nazionale più importante e più seguito del mondo. Un’impresa straordinaria, perché il Leicester non aveva mai vinto un titolo, perché in Premier vi sono squadre con un portafoglio incredibilmente più grande di quello delle foxes, perché il suo miglior marcatore, James Vardy, fino a pochi anni prima era un calciatore dilettante e lavorava in una fabbrica che produceva protesi. Signori, questo è lo spettacolo del calcio! L’augurio per il 2017 è che anche in Italia diventi più imprevedibile un campionato che da quasi un lustro ha una sola padrona: la Juventus.

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