I Fatti del 2017: Maggio // Giugno

Maggio

 

Il 7 maggio apre il mese con il secondo turno delle presidenziali francesi, che è senza dubbio carico di aspettative  e riceve un’attenzione globale: dopo Brexit e dopo la vittoria di Donald Trump alle presidenziali statunitensi, alla “destra populista” manca solo l’Europa continentale e l’avanguardia designata ha il nome di Marine Le Pen. L’incredibile risultato della destra lepenista al primo turno fa pensare ad alcuni a un possibile risultato storico e senza precedenti, ma il ballottaggio altro non è che l’incoronazione di Macron a “roi” (preludio alle legislative di giugno) della Repubblica. Definito da diversi analisti “partito populista di centro”, intendendo come “populisti” tutti i partiti o movimenti nati dalla grande crisi del 2008 che rifiutano il “vecchio ordine”, En Marche è all’Eliseo;  Marine Le Pen vince in appena due dipartimenti, interpretando un qualcosa di nuovo anche se inespresso a causa del sistema elettorale maggioritario a doppio turno chiuso: l’ormai conosciuta area a destra dei gollisti che si fonde però con i caratteri inediti del populismo degli anni 2000, dotata ora di una vocazione maggioritaria.

L’Iran è una teocrazia molto dura, dai tratti totalitari, che però ogni 4 anni vede lo svolgersi di elezioni presidenziali (56 milioni gli aventi diritto) piuttosto libere, ovviamente all’interno della logica della Repubblica Islamica dell’Iran. Il presidente uscente Hassan Rhouani è stato rieletto il 19 maggio, grazie al voto dei moderati e delle donne, sull’onda di promesse di un’ulteriore apertura all’Occidente e di una futura “carta dei diritti civili”.

Il 22 del mese, Salman Abedi, 23enne britannico di origini libiche, piazza un ordigno improvvisato all’uscita di un concerto della popstar Ariana Grande alla “Manchester Arena” e lo aziona, uccidendosi: 22 morti, tra cui 12 bambini sotto i 16 anni, e 59 feriti. Manchester e l’Inghilterra intera vengono blindate dopo l’attentato più grave dalle stragi della metropolitana di Londra nel 2005. L’attentato viene rivendicato dall’Is.

Maggio si chiude con il G7 di Taormina, che vede 4 presidenti esordienti: Trump, May, Gentiloni e Macron. Nato con grandi aspettative, il summit internazionale è circondato dall’atmosfera quasi fiabesca siciliana, da una città blindata che niente ha a che vedere con i dolorosi e imbarazzanti ricordi di Genova: tuttavia le grandi premesse sono presto disattese. Il primo ministro etiope e il presidente del Niger sono tra gli invitati, la crisi migratoria vuole essere portata al centro dall’Italia, con successi limitati; il tema del riscaldamento climatico dovrebbe essere il trait d’union, ma i leader si scontrano presto con il “veto” americano di Donald Trump.

 

Giugno

 

Il 3 giugno 2017, poco prima delle 22.10, la Metropolitan Police di Londra ha ricevuto la segnalazione del fatto che un furgone bianco, dopo aver percorso più volte il London Bridge, aveva investito delle persone, uccidendone tre, e aveva terminato la sua corsa nei pressi del Borough Market. Successivamente, i tre uomini a bordo, Khuram Shazad Butt, Rachid Redouane e Youssef Zaghba hanno lasciato il veicolo e hanno aggredito la folla brandendo dei coltelli, ferendo a morte altre 5 persone. Gli agenti della polizia intervenuti sul luogo hanno ucciso i tre attentatori, i quali indossavano delle false cinture esplosive. “Enough is enough”: così la Prime Minister britannica Theresa May ha commentato l’episodio, durante il discorso pronunciato a Downing Street la mattina seguente. Ha elogiato la tempestività dell’azione della polizia e il coraggio delle persone presenti al momento dell’attacco, che hanno reagito difendendo se stessi e altri. Ha ribadito inoltre che il Regno Unito reagirà compatto contro la minaccia di ideologie che promuovono l’odio e l’intolleranza, che non possono e non devono ostacolare i valori fondamentali del pluralismo e della democrazia. L’attentato al Borough Market è il terzo fatto di sangue riconducibile alla matrice dell’islamismo radicale di cui la Gran Bretagna è stata vittima nel 2017, dopo quello del 22 marzo, avvenuto con le stesse modalità sul Westminster Bridge, e il kamikaze che si è fatto esplodere durante un concerto della cantante Ariana Grande a Manchester, il 22 maggio.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha riferito che è stato registrato un aumento degli episodi di violenza nei confronti di persone di fede musulmana, come risposta agli attacchi terroristici. L’esempio più cruento è quello verificatosi a Finsbury Park, poco lontano da una delle principali moschee di Londra, che dal 2015 promuove attivamente la comunicazione e la cooperazione interreligiosa. L’autore dell’attacco,  Darren Osborne, ha investito dei pedoni, ferendone almeno otto, e uccidendo un uomo che aveva precedentemente perso i sensi e stava ricevendo primo soccorso. Dei testimoni hanno raccontato che l’attentatore, mentre stava per essere portato via dalla polizia, ripeteva frasi come “Questo è per London Bridge”, “Ho fatto la mia parte” e “Ve lo meritate”.

 

 

 

Marco Gamberini

Angela Trentin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *