Chi è Federica Angeli, la donna che ha scoperto la mafia a Ostia

È di qualche giorno fa la notizia della busta contenente un proiettile indirizzata a Federica Angeli e recapitata alla redazione del Fatto Quotidiano. Sulla sua pagina di Facebook lei ha risposto così: “Volevate farmi sentire che sono nel mirino? Lo sapevo già. Non c’era bisogno vi scomodaste. Volevate rovinarmi la giornata e farmi tremare lo stomaco? Ok. Bravi. Ma domani passa. Stringo forte tutti voi amici miei. Mandarvi un sorriso ora sarebbe ipocrita. Ma vi invito al coraggio, anche oggi. Anche se ce la mettono tutta per farci passare la voglia di lottare. Noi siamo qui. A schiena dritta. #amanodisarmata“. Ma chi è Federica Angeli? Che cosa fa e che cosa ha fatto per essere caduta nel mirino di persone che sembrano volere tutto, tranne che il suo bene?

Ha 42 anni, è nata a Roma e vive ad Ostia, dove ha deciso di continuare a stare con il marito e i tre figli, nonostante tutto. Dal 1998 scrive su Repubblica e nel giugno del 2013 pubblica l’inchiesta sulla mafia ad Ostia scritta a quattro mani con Carlo Bonino. Da quel momento la sua vita non sarà più tranquilla, e la giornalista romana inizierà a doversi adeguare ad un’esistenza fatta di minacce e accuse. Dal luglio dello stesso anno vive sotto scorta, essendo l’unica testimone oculare di un tentato duplice omicidio per mano degli Spada, cui lei ha assistito dal balcone di casa sua. Nel gennaio 2016 riceve dal Presidente della Repubblica l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, insieme al collega siciliano Paolo Borrometi. Allora la Angeli commentò così il riconoscimento: “Aver ricevuto proprio da Mattarella, persona che sa cosa significa la lotta alle mafie, questa onorificenza è un grande onore. Quando sacrifichi la tua libertà per combattere un mostro come la criminalità organizzata devi avere una grande motivazione dentro di te. Inesauribile. Ecco, il Cavalierato ricevuto oggi per me rappresenta quel sospiro di sollievo che da tanto non tiravo. Lo Stato c’è. Sono felice“. Il lavoro della giornalista continua senza remore, si susseguono le inchieste ed emergono sempre più dettagli sulla rete di criminalità di Ostia.

E il passo da Ostia a Roma è breve. “Si scrive Ostia, si intendono Roma (già XIII e ora X Municipio) e il suo litorale, ma in fondo parliamo di una di quelle Corleone d’Italia che nessuno vuole vedere. […] Arenili, Waterfront, traffico di stupefacenti, riciclaggio, parcheggi. L’equilibrio di Ostia è ora a un passaggio cruciale.”: scriveva così la Angeli nell’inchiesta del giugno 2013.

L’anno dopo scoppia il caso di Mafia Capitale e a questo punto risulta evidente che, quando ancora la Procura di Roma sembrava non voler cogliere quegli aspetti palpabili della realtà, la giornalista indagava già da cinque anni sui movimenti di riciclaggio di denaro, di pizzo e di armi, di abusivismo e di appalti su lavori pubblici. Tutte queste inchieste dischiudono una fitta rete imbevuta di corruzione e violenza, celata dietro l’apparente tranquillità romana. 

Federica Angeli ha cucito insieme il lavoro fatto dal 2009 fino al 2016 in un’antologia che ha intitolato “Il mondo di sotto”, utilizzando un’espressione coniata da Massimo Carminati, affiliato alla Banda della Magliana.  

Carminati, soprannominato “er Cecato”, rappresenta il vertice dei movimenti di Mafia Capitale;  in una conversazione intercettata spiegava la sua teoria del “mondo di mezzo”, secondo cui ci sono i vivi sopra e i morti sotto e noi in mezzo. C’è un mondo in cui tutti si incontrano, il mondo di mezzo è quello dove è anche possibile che io mi trovi a cena con un politico…“.  

E la Angeli vuole scavare a fondo su questi rapporti del mondo di mezzo, dove mafia e politica si confondono e dove si scende a compromessi per garantire interessi “comuni”. La Angeli e un nutrito gruppo di colleghi approfondiscono anche il rapporto esistente tra mafia romana ed estrema destra, sintetizzato emblematicamente dal rapporto d’amicizia tra Carminati e il suo braccio destro Brugia, detto il “Nero”, e reso ancor più evidente dal sostegno elettorale a Casapound. I risultati delle elezioni del 4 marzo scorso  sembrerebbero infatti confermare il litorale romano come la roccaforte del gruppo.

Quello di Federica Angeli è solo uno fra i tanti nomi di giornalisti che ogni giorno rischiano tutto per raccontare storie scomode di movimenti e attività che corrodono dall’interno lo scheletro democratico del nostro Paese. Secondo i dati relativi al 2017 elaborati da Ossigeno per l’informazione sono stati 423 i giornalisti, i blogger, i fotoreporter e i video operatori che lo scorso anno sono stati vittime di gravi violazioni della libertà d’informazione attraverso intimidazioni, minacce, ritorsioni.

Ossigeno – acronimo per  OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate –  è un’associazione ONLUS che si occupa di monitoraggio delle violazioni della libertà di stampa e di espressione. Sono proprio i giornalisti del team a parlare di “Allarme Lazio”,  regione italiana in cui sono state accertate più intimidazioni e ritorsioni. Si legge sul sito che “a Roma e dintorni sono stati 141 giornalisti e blogger colpiti, il 33% dei 423 riscontrati nell’intero territorio nazionale. Nel Lazio c’è stato un incremento di 8 punti percentuali rispetto al 2016”.

La storia di Federica è la prova di quanto difficile sia scardinare un sistema come quello mafioso facendo semplicemente il proprio lavoro. Difficile, ma non impossibile. Testimonianze come la sua sono linfa per la nostra democrazia, di cui spesso ci stanchiamo perché partecipare è fatica. Da parte nostra, come cittadini e studenti, tutta la nostra gratitudine e solidarietà nei confronti di chi ci dice con i fatti e con la sua vita che il cambiamento è possibile solo se, credendoci, ci impegniamo per la sua realizzazione.

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