Propaganda Live: fenomenologia di un programma che funziona

Vi sarà sicuramente capitato, durante lo zapping di un venerdì sera privo di impegni, di imbattervi in Propaganda Live. A primo impatto vi sarà sembrato un programma confuso, dalla linea editoriale poco chiara ma poi, col tempo, vi sarete accorti del suo intrinseco caos ordinato. E, col tempo, magari, vi siete appassionati a quel format, sino a farlo diventare un appuntamento fisso del vostro venerdì sera. E così è successo a tanti altri spettatori.

Atlas – il blog ha deciso di raccontarvi Propaganda Live, il talk show fuori dagli schemi: un programma che funziona, tra inside jokes, corti e inchieste di spessore.

Da Gazebo a Propaganda

Propaganda Live non è sempre stato Propaganda Live, per un certo periodo si è chiamato Gazebo. E non è nemmeno sempre stato su La7: dal 2012 al 2017 è stato trasmesso su Rai3. Nemmeno gli orari erano gli stessi: in onda il venerdì in seconda serata, veniva affiancato da una striscia settimanale, dalle 20:10 alle 20:40, la Social News.

Nel 2017 avviene il passaggio a La7, rete ammiraglia del gruppo Cairo, e cambiano alcune cose: niente più striscia settimanale ma tre ore ininterrotte di diretta. Nuovi ospiti, anche fissi, e uno studio dal tema nautico.

Anche il gradimento sembra essere cambiato: se Gazebo si aggirava intorno al 3%, Propaganda, sopratutto nella stagione 2018-2019, ha visto il suo share assestarsi sul 5%, con picchi anche del 6%.

Ciò che non sembra essere cambiato è l’ironia con cui questo eterogeneo contenitore affronta e racconta la politica italiana. Marco Dambrosio, Makkox, e Diego Bianchi, in arte Zoro, ideatori del programma, riescono ad adattarsi alle situazioni e al racconto politico nostrano, fidelizzando il pubblico con tormentoni mai scontati e con inside jokes che, nella maggior parte dei casi, diventano virali.

Zoro e la gang

Per quanto possa sembrare un contenitore caotico e confusionario Propaganda Live, in realtà, ha una struttura ben precisa e dettata dai personaggi in studio, che scandiscono i tempi della trasmissione.

L’introduzione è affidata a Marco Damilano, direttore de L’Espresso e ospite fisso, e al suo Spiegone, un racconto che unisce tutti i fili rossi della settimana appena trascorsa, dando un senso ai principali avvenimenti politici e di cronaca.

Tocca poi a Makkox, che risponde alla domanda “Cos’ha impressionato Makkox questa settimana?”. Anche qui si racconta la settimana politica appena trascorsa, con un tocco decisamente ironico, affidata ai disegni del vignettista di Formia. Restano nella storia momenti come la Champions League delle elezioni, mandata in onda nelle ultime settimane, o l’accurata analisi dell’accordo stretto recentemente da Di Maio con la Cina di Xi Jin Ping.

Nella parte centrale del programma coabitano le interviste agli ospiti e i reportage settimanali di Zoro, girati nei centri salienti e più discussi della settimana. Zoro c’era quando i pastori sardi protestatavano rovesciando il latte, quando Di Maio nominava Lino Banfi commissario Unesco, quando i fascisti di Casa Pound calpestavano il pane a Torre Maura. La forza dei suoi reportage sta nel ruolo che affida ai locali, alla fitta rete di contatti che Zoro crea con i vari luoghi. Si tratta sempre di persone che amano il loro territorio e che cercano di raccontarlo, con i suoi problemi e con le sue virtù.

Anche gli ospiti vengono intervistati con un taglio originale: vi è mai capitato di vedere Zagrebelsky al pianoforte? Sì, se guardate Propaganda. E sapevate che Michele Serra ha Twitter? Sì, ma solo quando è ospite a Propaganda. Un discorso surreale di Giorgia Meloni cantato in forma di tarantella da Emma Marrone? Solo a propaganda.

La parte “seria” lascia spazio, solitamente verso le 23,30, alla PropagandaTop, detta anche Social Top 10. Una classifica dei dieci fenomeni social della settimana che meglio hanno raccontato questo strano strano paese. Il menù, questa settimana, prevedeva Mark Caltagirone con contorno dei peggiori slogan per le elezioni europee. Format di recente creazione è il Social X Factor, una sfida canora tra Memo Remigi, ospite fisso da febbraio, e un concorrente differente ogni settimana. Il brano su cui ci si sfida è sempre il tormentone “Ollolanda”, testo di Giorgia Meloni e musica di Fabio Celenza, esegue la Propaganda Orchestra, band che accompagna live tutte le trasmissioni.

Il programma si chiude con la Var, ovvero l’intervento degli spettatori tramite social, e con il “capolavoro del genio Makkox” (cit. Zoro). Quest’ultimo è un breve corto per immagini che – spesso con un tono dolceamaro – riassume un evento che ha colpito particolarmente il disegnatore.

Il rapporto con il pubblico

Esiste un circolo virtuoso tra Propaganda Live e il suo pubblico. Si crea dell’interazione con i social, sopratutto su Twitter, che permette agli spettatori di sentirsi partecipi e in qualche modo co-autori del programma. È per questo che Propaganda Live funziona così bene: è un programma che spiega e racconta la politica, ma che permette anche a chi sta a casa di raccontarla.

In questo senso le inchieste di Mirko Matteucci, “in arte e al lavoro Missouri 4”, sono uno spaccato di giornalismo surreale e insieme veritiero. Vengono inserite prontamente nei punti salienti del programma, e sono tutte da scoprire. Nessuno ha mai pensato di intervistare gli abitanti di Morbegno a cui – sostiene Salvini – i migranti rubano le castagne. Mirko Matteucci lo ha fatto. Così come ha organizzato un tandem in sostituzione della metro A (coinvolgendo prevalentemente anziani, tra l’altro). Per non parlare del sondaggio elettorale di Sgurgola, vero “Ohio d’Italia”, andato in onda ieri sera.

La parte “cinematografica” del programma è affidata al genio di Gero Arnone e, precedentemente, a Gipi. I loro corti, cui si prestano anche personaggi del mondo politico e non, da Civati a Manuel Agnelli, tentano di raccontare gli umori del Paese. Sempre mantenendo un tocco ironico, con una nota tragica.  Se ancora non sentivate il bisogno di vedere Paolo Celata, volto del tg La7, in un trip da cannabis light, ora lo avrete. E se venerdì non avete impegni, sintonizzatevi su La7.

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