Frida Kahlo e Diego Rivera: a Bologna l’emozionante storia d’amore del Messico contemporaneo

La storia dell’uomo ha vari modi di essere raccontata. Tra questi, quello più vivo, vivido e struggente non può che essere il mezzo artistico. E’ da questa premessa che parte la mostra che fino al 26 marzo verrà ospitata a Palazzo Albergati, a Bologna. La collezione Gelman: Arte messicana del XX secolo è la narrazione di una storia spesso sconosciuta, colpevolmente ignorata, a tratti colpevolmente relegata nei gangli di un esotismo che la semplifica, la minimizza, la rende dicotomica.

Come ogni storia, quella dell’arte messicana, figlia della rivoluzione, anzi delle Rivoluzioni, che scossero il paese a partire dal 1910, ha dei protagonisti. Un attore protagonista, Diego Rivera, il pittore del popolo, il muralista della rivoluzione; e ovviamente un’attrice protagonista, l’Attrice protagonista per antonomasia, Frida Kahlo, la donna che ha raccontato con l’arte la propria interiorità e la propria sofferenza. Sullo sfondo, il racconto di un paese in fermento, dove la vecchia tradizione ispanica e india scopriva per la prima volta la modernità, quella della rivoluzione industriale, taylorista e fordista, dei vicini Stati Uniti e quella della rivoluzione sociale, comunista, della lontanissima Unione Sovietica. Dall’unione di tradizione e modernità, nacque il mito del meticciaggio sociale, della razza cosmica, un destino manifesto messicano che fa da denominatore comune alle opere di Frida, Rivera e degli altri artisti: Tamayo, Izquierdo, Siqueiros, Zarraga.

Il racconto della mostra, curata eccellentemente da Gioia Mori, presenta al visitatore un percorso logico molto coerente, che va dal generale al particolare, dall’esteriorità del mondo all’interiorità dell’Io. “Mentre Diego dipingeva per il popolo, per le masse, per educarle e aveva una cultura figurativa europea, Frida è stata una pittrice intimista, lavorava sulla sua interiorità, per se stessa e lei lo dichiara nel ’35 definendosi un’individualista” afferma sulle pagine di Repubblica la curatrice. Si parte quindi, al primo piano, con Rivera e gli altri artisti che hanno raccontato la Rivoluzione. Meglio, le Rivoluzioni, direbbe Massimo De Giuseppe. Rivoluzione politica, quella di Francisco Madero e dei liberali costituzionalisti del nord. Rivoluzione sociale, quella di Emiliano Zapata al sud. E poi rivoluzione di classe, rivoluzione territoriale, rivoluzione nazionalista e antiamericana. Diego Rivera, artista europeo e occidentale, raccontò il comunismo e il nazionalismo, rappresentò Lenin al Rockefeller Center di New York, delineò la storia peculiare di un Messico che è insieme tradizione e innovazione, indianismo immerso nel ventesimo secolo.

Un’opera come Il guaritore è, a mio modo di vedere, l’emblema della prima parte della mostra. La fotografia di una scena del Messico ancestrale e primitivo, dove si compie un rito uguale a se stesso da centinaia di anni. Rivera rappresenta il Messico vetusto e non europeo, per ribadire la diversità di un destino manifesto che si deve per forza di cose porre in opposizione col modello dominante, che tanto faceva paura ai confini. Un Messico quindi ispanico e comunista, in grado di coniugare il suo passato col futuro, incarnato dalla Rivoluzione d’Ottobre e dalle sue promesse di cambiamento sociale.

E poi c’è Lei, al secondo piano. Frida Kahlo. La regina della mostra. Con lei, la prospettiva si stravolge. La narrazione passa dal generale al particolare, dal mondo all’interiorità dell’artista. La sua storia personale e sentimentale si intreccia con le opere d’arte, che rappresentano una vera e propria autobiografia della pittrice. La continua sofferenza di Frida, il terribile incidente che la rese invalida per tutta la vita, l’amore viscerale per Diego e i suoi continui tradimenti, il dramma degli aborti vengono descritti con dolore e pathos, mettendo al primo posto però il carattere forte dell’artista, la tempra cui l’ha condotta la sua storia personale. Frida ha trasformato il suo stesso corpo in opera d’arte, mezzo e fine dell’atto artistico. Un corpo che la pittrice ha amato e disprezzato, e che è il protagonista indiscusso del suo percorso artistico, sia esso fatto di dipinti o fotografie, o anche di semplici vestiti. Si vede, in Frida, una continua e incessante ricerca anatomica, a tratti macabra, come nei dipinti del suo aborto, a tratti armonica, come nell’Autoritratto come Tehuana o Diego nei miei pensieri.

Tutto il mondo di Frida è naturaleza viva, vitalismo incessante, fusione con la Natura e col mondo. E con Diego. Emblematica in tal senso la straordinaria, commovente opera chiamata L’abbraccio amorevole dell’universo, la terra (il Messico), Diego, io e il signor Xolotl. Un’opera somma, immagine del sublime nella contemporaneità artistica. C’è tutto, in questo dipinto: l’Universo, giorno e notte, il Sole e la Luna, il Messico con la sua natura brulla, fatta di piante grasse, che nutre dal seno i suoi figli. E poi ci sono loro due: Frida, immobile, ieratica, un’immagine sacrale nell’Universo, e Diego, raccolto in posizione fetale, stretto tra le sue braccia, rannicchiato nella sua fragilità immensa. C’è amore, in questo quadro, e c’è anche dolore. Ma c’è molto di più: c’è il Messico, la linea di continuità tra l’opera realista e socialista di Diego e l’interiorizzazione che di quel mondo fa Frida, collante dei loro percorsi artistici, così diversi eppure così complementari, perfettamente intrecciati nella narrazione delle loro vite e del loro tempo.

Nel 1954, poco prima di morire, Frida aggiunse una scritta ad un quadro del 1952 in cui aveva rappresentato delle angurie succose. Viva la vida. Questo è il motto della mostra, e dell’intera vita dell’artista. Una continua, incessante esaltazione della vita. Della sua vita. Nonostante tutto e tutti. Di questa esperienza, noi spettatori siamo resi partecipi. Il risultato, presto detto, è un’emozione unica.

 

Informazioni pratiche:

Orario di apertura: Fino al 26 marzo – Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00

Biglietti:

  • Intero €14,00 (audioguida inclusa)
  • Ridotto €12,00 (audioguida inclusa)

Info e prenotazioni:

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