Guida galattica per eurostoppisti

Per la gioia della potentissima lobby dei matitai, le cui azioni sono schizzate alle stelle nonostante la pronta denuncia di Piero Pelù, tornano le elezioni europee: si vota domani, domenica 26, dalle 8:00 alle 23:00, fino a esaurimento scorte e pazienza. Numerosi interrogativi accompagnano la tornata continentale, dalla partecipazione degli aventi diritto al numero di stati nell’Unione, dalla possibile ascesa dei partiti populisti al paventato ritorno di Dart Fener. 

Atlas – Vida Loca offre, dunque, la “Guida galattica per eurostoppisti”, ideale per elettori smarriti, consigliata a tutti. 

 

La “Guida galattica per eurostoppisti” è una marchio registrato Vida Loca. Si consiglia di consultare attentamente il foglietto illustrativo, dove verranno indicate potenziali modalità per turarsi il naso e/o provvedere all’asportazione dello stesso. Per eventuali allergie alla democrazia si prega, prontamente, di scrivere una qualsiasi frase di dissenso su un lenzuolo appeso in un’abitazione a voi limitrofa indi di chiederne la rimozione. I proventi realizzati dalla commercializzazione del prodotto saranno destinati allo sforamento del 3%. Eventuali oneri sono a carico dell’elettore. Tenere fuori dalla portata dei bambini e di Diego Fusaro. 

 

Lega 

Ogni giorno, nel “Paese del cambiamento”, quando lo smog accarezza il Duomo di Milano, Dio si sveglia e sa che dovrà correre più velocemente di Matteo Salvini, per evitare che Matteo Salvini lo strumentalizzi ad un suo comizio elettorale. Ogni giorno, nel “Paese del cambiamento”, quando il sole lambisce un sondaggista, Matteo Salvini si sveglia e sa che Dio è ovunque, e che quindi potrà utilizzarlo a fini di propaganda, come crede. Ogni giorno, nel “Paese del cambiamento”, non importa che tu sia Dio o Matteo Salvini, perché il primo è morto, e il secondo è al 35%. E si crede il primo.

Ubiquità acquisita, in viaggio elettorale per l’UE, proposito mancato durante il lacunoso soggiorno a Strasburgo, Salvini avrebbe scoperto il sud Italia, l’esistenza della mafia italiana e Caparezza. Ma non volendo più “la Padania libera, via dell’Europa, per il gusto di chiamarvi extra-comunitari” si accontenta ormai, semplicemente, di accoltellarla. Per legittima offesa. Così, dopo aver portato “il cambiamento” in Italia, la Lega punta ora a cambiare l’Europa, facendone un insieme di stati sovrani, autonomi e indipendenti, uniti nell’odio. Proposito per il quale il Capitano ha ricevuto una vagonata di finanziamenti dalla Russia. Rassicurando sulla di lei puntualità. 

Lega, Nord, Sud, Ovest, Est: starò cercando lei o forse solo quarantanove milioni in ottant’anni?

 

Movimento Cinque Stelle

Il “Vinciamo noi” della scorsa tornata europea è ormai un lontano ricordo, tanto quanto l’assenza di pentastellati dai salotti televisivi. Un po’ perché invece di aprire la scatoletta di tonno gli stellati ci sono finiti dentro, un po’ perché la convivenza con Salvini ha ammazzato Di Maio. Anche se molti continuano a pensare che, come sempre, la colpa sia del maggiordomo. Tuttavia, la faticosa campagna elettorale a Cinque Stelle, la prima condotta affacciandosi dal balcone e a povertà abolita, ha portato un piccola risalita nei sondaggi, tanto che dal livello di guardia “Padre di Di Maio” s’è passati ad un più sobrio “Toninelli concentrato”. Merito di un’accurata comunicazione, che dall’iscrizione di Di Battista ad un corso di falegnameria all’incapacità di Di Maio di limonare avrebbe ricordato la verginità del Movimento. Polemiche, invece, su un ritorno di fiamma con lo streaming: i militanti più attenti avrebbero notato la contraffazione, constatando come Luigi non sbagliasse i congiuntivi. 

Il programma europeo dei Cinque Stelle prevede una piattaforma online continentale per l’elezione dei candidati al Parlamento, la big-Rousseau, per la raccolta di big-big data, la diretta in rete dei lavori nelle Commissioni, una challenge settimanale per il Presidente del Consiglio Europeo e l’abolizione della BCE, che verrà rimpiazzata da una stampante 3D per la stampa del Rocco UE, nuova moneta che sostituirà l’Euro e potrà essere spesa solo virtualmente. Tant’è, si tornerà al baratto.

Movimento Cinque Stelle: Rocco tiene duro. 

 

Partito Democratico 

Se il PD fosse un ristorante, per rispetto, non avrebbe né primo né secondo, ma solo un terzo, malamente spacciato per secondo, a base di carne, pesce, vegano e una supposta. Giuliano Pisapia, Franco Roberti, Simona Bonafè e Carlo Calenda sono, ma per il solo fatto d’appartenere a semi diversi, il poker dem che si propone di rilanciare il partito. Ancorché sul dove manchi un accordo. Non raggiunto nemmeno nella sede congressuale dove si analizzò la sconfitta, per capire se gli elettori 1) avessero sbagliato; 2) fossero stati imprecisi; 3) siano stati degli emeriti coglioni; 4) “ma perché cazzo non siete Matteo Renzi?!”.

Il programma di Zingaretti punta forte sul rilancio dell’imprenditoria e sull’occupazione giovanile, per i quali, dicono, basterebbe costruire la Torino-Lione. Permettendo l’espatrio. D’altro canto, il PD si mostra l’unico partito attento alla dimensione europea, essendo riuscito a dire “siamo Europei”. I votanti più fiduciosi si aspettano ora un netto “Non me sta bene che no”. Gli altri sono già a Lione.

Partito Democratico: ripresa supposta.

 

Forza Italia

Dopo un “ciarpame senza pudore” qualunque e un Clemente Mastella qualsiasi, alle Europee, finalmente, Forza Italia cala l’asso. Rigorosamente di cuori. Concessa la riabilitazione politica, cui è seguita quella ospedaliera, Silvio Berlusconi si candida per conquistare l’Europa. Ad alcuni fedelissimi avrebbe già confidato di avere pronti un mazzo di rose, una scatola di cioccolatini e alcuni esemplari di quadrupede appena nati dalla coppia Dudù-Dudina: Dudi, Dodi, Dadi, Dudù jr, Pierdudu e Du Ba Dubiduppa Du Ba Dubiduppa Du Ba. Oltre ad un rarissimo esemplare di dodo impagliato. 

Ottenuta la rieleggibilità, dunque, i big di Forza Italia sono ora pronti a battersi, a livello continentale, anche per un’ammenda collettiva da parte del Parlamento Europeo, la pubblica gogna di Marco Travaglia e l’erezione di alcune statue equestri figuranti il cavaliere. O una qualsiasi. Il restante stralcio del programma sarà presto disponibile alla pagina 777 di Mediavideo, non appena sarà stato depurato delle “sh” in eccesso. Il Presidente Tajani, tuttavia, avrebbe già rivelato: “Faremo anche cose buone”. Ma si attende la conferma della Cassazione.

Forza Italia: per essere liberi.

 

Fratelli d’Italia

Conduttrice d’un partito d’azione, sopratutto saliente, highlights in bianco e nero, prevalentemente nero, di un passato buio, in particolare grigio e scuro, Giorgia Meloni è la risposta alle domande: “Chi è l’unica donna che in Italia guida un partito in Parlamento?”, “Come sarebbe il mondo se Chiara Ferragni fosse nata ai tempi dell’Istituto Luce?”, “Chi salverà i pescatori nostrani di zucchine di mare?” e altri importanti quesiti. Tra i quali spiccano la provenienza di Leonardo Da Vinci, quale sia la capitale d’Italia e come far tornare in auge Memo Remigi.

La leader, nei ritagli di tempo, appare quanto mai decisa a prendersi l’Europa, ormai disinteressata a una qualsiasi campagna d’Africa, obiettivo per il quale Giorgia avrebbe già schierato, in lista, le proprie truppe: Caio Giulio Cesare Mussolini, Romolo Augustolo Goebbels, Nerone detto “Il nero” Graziani, Italo Balbo Baggins e Francesco Alberoni. Una prima vittoria sarebbe già giunta: Giorgia e i suoi avrebbero infatti allontanato tre pericolosi persiani clandestini dal proprio presepe vivente, sostituendoli con Ignazio La Russa, Guido Crosetto e una bandiera tricolore.

Fratelli d’Italia: l’Italia s’è destra.

Affinità e divergenze tra noi e il 4%

Numerosi i partiti che tenteranno di approdare sul suolo europeo, provando a non infrangersi contro lo sbarramento del 4%.

Tra questi +Europa Italia in comune, formazione multiforme che può contare sull’appoggio dei radicali per Emma Bonino, degli espulsi del Movimento Cinque Stelle per Federico Pizzarotti e di Marxisti per Tabbaci. Presenti anche il Partito Comunista, “noi sempre la stessa bandiera”, bianca, e La Sinistra, già pronta non vincere. Non mancano, sullo schieramento opposto, Casapound e Forza Nuova, autori d’una veemente campagna elettorale partita da Roma, contestando la sindaca Raggi per rom, criticando la loro incompatibilità con la città a causa della mancanza d’una lettera, e degrado: dopo essersi guardati allo specchio avrebbero constatato la massiccia presenza di sorci. 

Quotazioni in rialzo, sulla scia, non chimica, degli scioperi ambientalisti, per Europa Verde di Pippo Civati. Tanto che quest’ultimo, complice la presenza di alcuni fascisti nelle proprie liste, e il rischio d’essere votato, avrebbe sospeso la propria campagna elettorale senza nemmeno averla cominciata. Rammarico anche tra le fila degli elettori del Movimento Politico Pensiero Azione: Popolo delle partite IVA, per la mancata candidatura di Iva Zanicchi, mentre le uniche lacrime versate per i Popolari per l’Italia, nato da una scissione Scelta Civica, il partito di Mario Monti, sarebbero quelle di Elsa Fornero.

Lodevoli, infine, le battaglie del Partito Pirata, che si batte per la democrazia liquida, con la speranza di navigarla; del Popolo della Famiglia, che lotta in nome della famiglia tradizionale, che si sposa in seconde nozze al Cosmopolitan Hotel di Las Vegas; di Autonomie per l’Europa e del Südtiroler Volkspartei, in corsa per un’Europa a 7235 stati; e del Partito Animalista, mica micio micio bau bau. 

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