Intervista ad Andrea Venzon, Presidente di Volt Europa // Interview to Andrea Venzon, President of Volt Europe

Questa mattina, ho avuto il piacere di prendere un caffè con Andrea Venzon, presidente di Volt Europe, il nuovo movimento paneuropeo creato da giovani per affrontare le sfide dell’attuale scenario politico globale. Parlare con Andrea è stato molto stimolante, e sono riuscita a percepire la forza e l’energia che questo gruppo di giovani sta mettendo nel creare qualcosa di costruttivo in un mondo in cui ormai la politica sembra solo distruttiva.
Ecco le questioni principali che abbiamo affrontato:

Volt è un movimento progressista transnazionale che vuole andare a creare un progetto comune per i cittadini europei, nato per affrontare e risolvere le sfide correnti e future in maniera sempre più efficiente. Come si è sviluppato questo progetto?
L’idea di creare Volt è nata subito dopo la Brexit. Infatti, l’Europa e tutti i valori che essa porta erano stati messi in discussione, e nessun attore politico sembrava in grado di affrontare la questione con forza. Inizialmente, abbiamo pensato di entrare a far parte di un movimento politico nazionale, ma nessuno sembrava pronto ad affrontare la questione in modo produttivo ed efficace. Quindi, abbiamo deciso di creare un movimento transnazionale, in cui i cittadini Europei potessero confrontare le loro idee e condividere le più efficaci. Volt vuole agire a diversi livelli, non solo a quello europeo, proprio perché è nei livelli nazionali e locali che va cercata e adottata una soluzione a dei problemi che prendono sempre di più carattere locale ma sono simili in tutta Europa ( populismo, disaffezione alle istituzioni e all’Unione Europea, pressione migratoria).

Recentemente, abbiamo visto una crescita del sostegno a movimenti populisti: in Europa questo ha significato una crescente carenza di fiducia e interesse nel processo di integrazione. Le elezioni italiane sono l’ulteriore conferma del fatto che questa tendenza sembra non fermarsi. Come pensi che un progetto politico come Volt possa inserirsi in questa realtà?
Penso che, come ho già detto, è importante focalizzarsi sia sulla campagna europea che sul livello locale per affrontare queste tendenze. Il punto critico è trovare soluzioni comuni per i problemi attuali, cercando di colmare la distanza tra Bruxelles e i suoi cittadini. È specialmente sul nei piccoli e medi centri che si deve intervenire sull’elettorato, perché sono questi centri ad essere i meno esposti alle dinamiche europei e a progetti come quello di Volt. Questa strategia è molto complessa e dispendiosa in termini di tempo, ma vogliamo farla nostra e mostrare ai cittadini che qualcosa si sta muovendo, mostrandogli che ci sono nuove speranze per il loro futuro.

Leggendo il manifesto di Volt per la prima volta, ho percepito un forte approccio pan-europeo, che mira ad approfondire l’integrazione tra i paesi membri. Il vostro progetto è collegato ai movimenti federalisti? In che cosa si differenzia da essi?
Il messaggio europeo di Volt è forte, in quanto spera in una più profonda integrazione tra i paesi europei: siamo consapevoli del fatto che si possono ottenere migliori risultati solo in una Unione Europea più integrata. Nonostante ciò, le sfide di Volt non si fermano a questo: ci sono altri cinque punti fondamentali che vanno affrontati, in particolare la creazione di uno stato intelligente, rinascita economica, parità sociale, equilibrio globale e più potere ai cittadini. Queste questioni hanno la stessa importanza della riforma delle istituzioni europee nella visione di Volt.

Volt vuole entrare nell’arena politica più direttamente? In che modo?
Questo è un momento molto importante per le nostre attività, in quanto stiamo dando forma alla nostra comunità e reclutando nuovi volontari in tutta Europa, per avvicinarci il più possibile alla politica locale; allo stesso tempo, stiamo svolgendo una campagna digitale per farci conoscere in tutto il mondo. Se un crowfunding è in realtà già in corso, lanceremo una nuova campagna di raccolta fondi in estate, che sarà la base da cui partire per la vera e propria campagna politica, che inizierà in autunno, in vista delle elezioni europee del 2019. Nel frattempo, dei terreni di prova interessanti saranno i local council in cui abbiamo la possibilità di presentarci, come proprio qui a Bruxelles. Per quanto riguarda le elezioni europee, le linee di Volt saranno uniche a livello transnazionale, ma cercheremo, nella nostra campagna, di rimanere più vicini possibile ai bisogni concreti delle persone.

Quali sono i vostri prossimi passi?
I prossimi passi di Volt sono esattamente quelli di cui ho parlato poco fa: la raccolta fondi e l’avvicinarsi progressivamente alla popolazione. Vogliamo che le persone ci percepiscano come una forza innovativa ma stabile, che rimarrà nell’arena politica anche nel lungo periodo. Ecco perché vogliamo iniziare il prima possibile la nostra campagna, per dare senso di continuità al nostro lavoro sul piano locale, nazionale ed europeo.

ENGLISH VERSION

This morning, I had the pleasure to have a coffee with Andrea Venzon, leader of Volt Europe, the new pan-European movement created by young people to face the challenges of the current political scenario. Speaking with Andrea has been very stimulating, as I perceived the strength and energy that this group of young people is putting in creating something constructive in a world where politics seem nowadays mostly destructive.
Here the themes we have spoken about:

Volt is a transnational progressive movement which aims to create a shared vision and understanding among European peoples, born to face and overcome current and future challenges in an increased effective way. How this project developed?
We got the idea of creating Volt right after Brexit. Indeed, Europe and all the values we believed in were rejected by the population and no political actor was able to address this issue properly. We first though of trying to do it by joining a national party, but nobody seemed ready to do make this step forward to a deeper understanding of European issues. So, we decided to create a transnational movement, in which European citizens should confront their ideas and best practices. In this view, Volt aims to act at different levels, not only at the European one, but especially at the national and local ones, as we realized that also a coordinated action on local level is essential to face those challenges (disaffection to institution and EU process, migration pressure, etc.) which many of EU country share.

Recently, we have seen populist movements spreading all over the world, and in Europe this meant also a growth in the disaffection of the Europeans to the integration process. After the Italian elections we had the confirmation this tendency seems to see no end. How do you think a political project like Volt can fit in this reality?
I think that, as I already said, it is important to focus both on the European campaign and at local level to face these tendencies. The focal point is providing solutions by bridging the gap between Brussels institutions and European citizens and their most pressing problems. It is especially in medium small cities that we need to get closer to the electorate, as they are the ones less exposed to the understanding of EU dynamics and to projects like the Volt one. This strategy can be very time consuming and complex, but we want to engage it and show people that something is moving around them, giving them new hopes for the future.

Reading Volt manifesto for the first time, I perceived a strong pan-European approach, which aims to reach more integration. How your project is connected with European federalist movement and what differentiate Volt from it?
The European message of Volt is strong, as Volt aims to deepen the integration among EU countries: we acknowledge that better results can be achieved with a more integrated EU. Nevertheless, Volt’s challenges do not stop to the reform of the European Union: there are other five main issues to address, namely the creation of a smart state, economic renaissance, social equality, global balance and citizen empowerment. These questions take the same relevance in Volt’s project.

Does Volt aim to get into the political arena, and if yes, how?
This is a very intense moment for our activities, we are currently organizing our community and recruiting volunteers all over Europe to get as close as possible to local politics; at the same time we are investing in a digital campaign to make us more known worldwide. As a crowdfunding is already ongoing, we will launch a fundraising campaign in summer to be ready for a real political campaign, especially focusing on the EP elections of 2019. In the meanwhile, some interesting ground testing will be local councils elections, as in Brussels. For the European elections, the direction of Volt will be unique, but the campaign will be conducted trying to remain as close as possible to people’s need.

What are the next steps?
The next steps are exactly the ones cited before: fund raising and getting closer to citizens. We want people to perceive us as an innovative but stable force, which can aim to be in the political arena also in the long term. That’s why we are going to start immediately our campaign, working locally, nationally and at a European level at the same time.

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