Ipse Dixit: la madre dei cinque stelle è graVida

La scelta

Alessandro Di Battista: «In maniera molto leale e sincera sono qui per darvi una notizia: ho deciso di non ricandidarmi in Parlamento alle prossime elezioni».

Ha deciso di pensare alla prossima generazione.

 

ADB: «Quando ti nasce un figlio inizi a pensare moltissimo al tuo futuro».

E al vitalizio che hai rifiutato.

 

ADB: «Sahra [la compagna, ndr] temeva che io non l’amassi davvero e che stessi con lei per senso del dovere».

Un po’ come Beppe.

 

ADB: «Una sera abbiamo discusso. Sahra era al quarto mese. Non ricordo per quale motivo litigammo: me ne andai di casa all’una di notte [ma poi capii d’esser stato] un grandissimo stronzo spaventato».

Farlo presente anche alla Boldrini?

 

ADB: «L’esperienza della psicoterapia è stata molto positiva e sento di consigliarla a tutti quanti».

Anche se a molti parlamentari servirebbe direttamente un esorcismo.

 

ADB: «Ma non lascio il Movimento, non succederà mai».

Lo prevede lo statuto del Movimento al comma 22.

 

ADB: «Il Movimento ha cambiato la mia vita, mi ha fatto crescere come uomo».

Peccato non l’abbia fatto anche come politico.

 

ADB: «Il Movimento? È una mia seconda pelle».

Pell’agra.

 

ADB: «Il Movimento? Mi ha permesso di lottare per le idee in cui credo».

E di credere nelle idee in cui crede Beppe.

 

ADB: «Il Movimento? Lo sosterrò sempre, ma al di fuori dei palazzi istituzionali».

Scriverà le stories su Instagram.

 

ADB: «Diranno che ci sono dissidi tra Beppe e me o tra Luigi e me».

Ma semplicemente tra due litiganti il terzo gode.

 

ADB: «Per me Beppe è un esempio e Luigi è un esempio e un fratello».

Un esempio di insieme vuoto al cui interno l’incognita si scopre avere valore zero.

 

ADB: «Viaggerò con la mia compagna e mio figlio».

Dopo molte richieste, andrà “a quel paese”.

 

ADB: «Io mi occupavo di microcredito, lotta alla Hiv, ho vissuto in Congo e in America Latina. Voglio tornare a fare questo».

Lo youtuber?

 

ADB: «Qualcuno dice che vado in vacanza, lo trovo irrispettoso».

Ci sono appena stato.

 

ADB: «Tra i miei sogni c’è la scrittura».

Ma anche imparare a leggere.

 

ADB: «Mi affascinano le idee politiche che qui sono utopia e in altri paesi sono realtà».

Tipo la democrazia?

 

ADB: «Voglio andare in altri paesi a raccogliere altre proposte».

Anche se in alcuni nemmeno mi farebbero raccogliere i pomodori.

 

ADB: «Vaccinerò mio figlio. È una mia scelta».

Che però è una cazzata quando la fanno gli altri.

 

 

L’eredità politica  

Alessandro Di Battista, 2013: «Ci siamo chiesti, in questi primi giorni di lavoro, se saremo all’altezza del compito che il popolo ci ha affidato».

Ma solo perché la merda arrivava semplicemente fino alla gola.

 

ADB, 2013: «Beh, se voi siete i tecnici, se voi siete i cosiddetti esperti, non abbiamo dubbi che i cittadini nelle istituzioni sapranno fare molto meglio».

Dopodiché la Fornero ha iniziato a piangere per davvero.

 

ADB, 2014: «Non riesco ad essere vegetariano del tutto».

Non è nemmeno capace a stare completamente sul cazzo.

 

ADB, 2014: «Riesco a rinunciare alla carne per mesi ma poi, puntualmente, ci ricasco».

Lo spirito è pronto, ma la carne è tenera.

 

ADB, 2014: «Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella».

Purtroppo, ma per fortuna rimangono le armi chimiche.

 

ADB, 2014: «Le mie dichiarazioni [sul terrorismo] furono riprese, parzialmente, anche da papa Francesco».

Ma poi quest’ultimo è rimasto vittima degli interessi di chi sta ai piani alti.

 

ADB, 2015: «Il 60% del territorio della Nigeria, lo potete leggere su Wikipedia, è controllato da Boko Haram e il resto dall’Ebola».

È in attesa di miglioramenti.

 

ADB, 2015: «L’Euro è una zavorra di cui l’Italia deve liberarsi».

E viceversa.

 

ADB, 2015: «Poter stampare moneta risolverebbe la maggior parte dei problemi in Italia».

In realtà finora ha risolto solo quello di Fabrizio Corona.

 

ADB, 2015: «Dobbiamo staccarci dal nazismo centrale di Germania e istituzioni europee».

Per coltivare al meglio il nostro.

 

ADB, 2015: «Uso il termine nazismo non per il popolo tedesco, ma riferito alle istituzioni che stanno uccidendo i popoli».

Tipo quelle di Pinochet in Venezuela.

 

ADB, 2016: «Io voglio che i cittadini devono votare».

Volle, fortissimamente volle.

 

ADB, 2016: «Lei non mi interrompi!».

Però lei, almeno, batti.

 

ADB, 2016: «Mi facci finire».

Preghi.

 

ADB, 2016:«Mi state dicendo che mi dovrei vergognare a difendere la Costituzione approvata a suffragio universale nel 1948?».

Solo di non sapere che lo fu nel ’47.

 

ADB, 2017: «Macron piace a tutti quanti voi come se fosse Napoleone, ma almeno quello combatteva sui campi ad Auschwitz e non nei cda delle banche d’affari».

E ogni sua elezione era un plebiscito.

 

ADB, 2017: «Ringrazio mio padre. Sono fiero di essere suo figlio, perché c’è chi come padre ha Tiziano, io ho uno che a settantatré anni non ha mai mollato».

Boia se non molla.

 

ADB, 2017: «Quando finirà la legislatura, come tutti dovrò cercami un lavoro».

Final-mente.

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