Ipse Dixit: palle di cioccolato

Papa Francesco:«Non abbiate paura di essere gioiosi! Non abbiate paura della gioia!».
Ave, oh Maria.

Papa Francesco:«A me fa male quando vedo un prete o una suora con un’auto di ultimo modello: ma non si può! Non si può andare con auto costose».
Tant’è che Caronte fa il traghettatore.

Papa Francesco:«Calpestare la dignità di una donna, di un uomo, di un bambino o di un anziano è un peccato grave che grida contro il Cielo».
Come una canzone di Ligabue.

Papa Francesco:«A cosa servono alla Chiesa i conventi chiusi? I conventi dovrebbero servire alla carne di Cristo e i rifugiati sono la carne di Cristo».
Anche se per molti il problema sono i vegani.

Papa Francesco:«Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti. Nessuno di noi può dire “io mai sarò corrotto”. No, è una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza dei reati, verso la corruzione. […] Quanta corruzione c’è nel mondo: è una parola brutta, perché una cosa corrotta è una cosa sporca. Se noi troviamo un animale che è corrotto è brutto, puzza. La corruzione puzza e la società corrotta puzza, e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza».
Capito, non è l’ospite. Ma tant’è, si vota turandosi il naso.

Papa Francesco:«Preghiamo per avere un cuore che abbracci gli immigrati».
O prendiamo il Vangelo e un rosario e campagna elettorale.

Papa Francesco:«C’è chi dice: “Ma padre, io sono un benefattore della Chiesa! Metto la mano in tasca e do alla Chiesa”. Ma con l’altra mano, ruba: allo Stato, ai poveri. È un ingiusto. Questa è la doppia vita. E questo merita, lo dice Gesù, non lo dico io, che gli mettano al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Non parla di perdono, qui Gesù».
Fortunatamente, nel mulino in cui viviamo, ci si può sempre affidare alla prescrizione.

Papa Francesco:«Tutti noi dobbiamo dirci peccatori. Sì, tutti lo siamo. Corrotti no. Il corrotto è fisso in uno stato di sufficienza, non sa cosa sia l’umiltà. Gesù, a questi corrotti, diceva: “La bellezza di essere sepolcri imbiancati”, che appaiono belli, all’esterno, ma dentro sono pieni di ossa morte e di putredine».
Altri infatti si accontentano d’un mausoleo egizio.

Papa Francesco:«I peccatori saranno perdonati. I corrotti no».
Ma potranno fare ricorso in Europa.

Papa Francesco:«Non scaricate sul popolo pesi che voi non sfiorate neppure con un dito».
Tipo le minorenni.

Papa Francesco:«Un persona che pensa soltanto a fare muri […] e non a fare ponti, non è cristiana. Questo non è nel Vangelo».
E nemmeno nei dischi dei Pink Floyd.

Papa Francesco:«L’illegalità è come una piovra che non si vede: sta nascosta, sommersa, ma con i suoi tentacoli afferra e avvelena, inquinando».
Oppure smaltendo i rifiuti.

Papa Francesco:«Chi non è con Gesù, è contro Gesù».
Testa o croce?

Papa Francesco:«Anche le potenze demoniache, ostili all’uomo, si arrestano impotenti di fronte all’intima unione d’amore tra Gesù e chi lo accoglie con fede».
Vedi il fisco italiano.

Papa Francesco:«Il diavolo c’è anche nel ventunesimo secolo».
Ho letto e accetto i termini e le condizioni.

Papa Francesco:«Il problema morale dell’aborto è di natura pre-religiosa perché è nel momento del concepimento che risiede il codice genetico della persona. Lì è già presente l’essere umano. Ecco perché separo il tema dell’aborto da qualsiasi concezione religiosa. Perché è piuttosto un problema scientifico. Impedire lo sviluppo di un essere che ha già in sé l’intero codice genetico di un individuo non è etico».
In fondo anche la religione è un problema pre-religioso, piuttosto scientifico.

Papa Francesco:«Abortire equivale a uccidere chi non ha modo di difendersi».
In pratica una morte per parto.

Papa Francesco:«Ancora una volta si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bimbi a nascere. L’aborto non è mai una soluzione. Quando si parla di una madre incinta, parliamo di due vite: entrambe devono essere preservate e rispettate perché la vita è un valore assoluto».
Che tende a infinito. Come una sveltina finita male.

Papa Francesco:«L’aborto non è un “male minore”. È un crimine. È fare fuori uno per salvare un altro. È quello che fa la mafia».
Eppure, a differenza della punciuta, il sangue non finisce su una reliquia.

Papa Francesco:«Non bisogna confondere il male di evitare la gravidanza, da solo, con l’aborto».
Scopare è meglio che comandare.

Papa Francesco:«Ma voi pensate che oggi non si facciano, i sacrifici umani? Se ne fanno tanti, tanti! E ci sono delle leggi che li proteggono».
E i ministri che le piangono.

Papa Francesco:«L’occhio è l’intenzione del cuore».
L’impermeabile quella del cazzo.

Papa Francesco:«Il catechismo insegna che le sperimentazioni sugli animali sono legittime solo se “si mantengono in limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o a salvare vite umane”. Ricorda con fermezza che il potere umano ha dei limiti e che “è contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita”. Qualsiasi uso e sperimentazione “esige un religioso rispetto dell’integrità della creazione”».
Dunque nulla vieta ai dirigenti la poltrona in pelle umana, ma a noi la Brambilla forse sì.

Papa Francesco:«Noi, donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo a una storia d’amore».
A volte pasoliniana.

Papa Francesco:«Oggi nella Chiesa ci sono più martiri cristiani che non ai primi tempi».
Eppure con le crociate avevano fatto un buon lavoro.

Papa Francesco:«La felicità non si commercia, non è una app da scaricare sul telefonino».
Eppure Dio è in cloud.

Papa Francesco:«La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo».
E in TV per volere di Barbara D’Urso.

Papa Francesco:«Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta di identità in Vaticano dei gay, dicono che ce ne sono, credo che qualcuno si trovi».
Una volta era più facile: gli assegnavano un numero.

Papa Francesco:«Ma bisogna distinguere tra una persona così e il fatto che esistono delle lobby. Le lobby non sono buone. Se una persona gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della chiesa cattolica dice che non si devono discriminare queste persone per questo. Il problema non è avere questa tendenza. Sono fratelli. In questo caso il problema è fare lobby, lobby di persone con questa tendenza, ma potrebbero essere lobby di avari, di massoni».
Fortuna che il Vaticano non ha delle lobby.

Papa Francesco:«A me piace dire che in una società ben costituita, i privilegi devono essere solo per i bambini e per gli anziani».
Se per bambini intendiamo i figli di papà l’Italia è all’avanguardia.

Papa Francesco:«Non possiamo insegnare alle future generazioni che è la stessa cosa prepararsi a un progetto di famiglia assumendo l’impegno di una relazione stabile tra uomo e donna e convivere con una persona dello stesso sesso. Stiamo attenti a che, cercando di mettere davanti un preteso diritto degli adulti che lo nasconde, non ci capiti di lasciare da parte il diritto prioritario dei bambini, gli unici che devono essere privilegiati, a fruire di modelli di padre e di madre, ad avere un papà e una mamma».
Che pretese, i diritti.

Papa Francesco:«Il matrimonio di un uomo e di una donna non è la stessa cosa dell’unione di due persone dello stesso sesso».
Non gli arrivano i soldi per l’affitto della chiesa.

Papa Francesco:«La concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell’unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà, inoltre, riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana. Infine, vogliamo riaffermare che la famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta».
Effettivamente accudire il figlio di uno sconosciuto, avuto da tua moglie, vergine, senza rapporto sessuale alcuno, è necromanzia. O stupidità.

Papa Francesco:«L’omosessualità è sempre esistita. […] Ma non era mai successo nella storia che si cercasse di darle lo stesso status del matrimonio».
O che qualcuno cercasse di oltrepassare le colonne d’Ercole.

Papa Francesco:«Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione».
Lo spieghi a Casini.

Papa Francesco:«Per definire il tema [del matrimonio tra persone dello stesso sesso] utilizzerei l’espressione “regresso antropologico”, perché significherebbe indebolire un’istituzione millenaria che si è forgiata in accordo con la natura e l’antropologia».
Sarebbe un delitto d’onore, insomma.

Papa Francesco:«C’è un grande nemico oggi del matrimonio, la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio, non si distrugge con le armi, ma con le idee. Ci sono colonizzazioni ideologiche che lo distruggono».
D’altronde, si sa, i pellerossa erano tutti ricchioni.

Papa Francesco:«La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio».
Uno spoiler che costerà molte violazioni del terzo comandamento.

Papa Francesco:«Le madri sono l’antidoto più forte al dilagare dell’individualismo egoistico».
Tant’è che Zidane ci regalò un mondiale.

Papa Francesco:«Non c’è festa senza vino, immaginatevi di finire le nozze di Cana bevendo tè».
E poi il pane è ottimo per il pre e il post sbronza.

Papa Francesco:«È vero che non si può reagire violentemente, ma se [qualcuno], che è un amico, dice una parolaccia contro mia mamma, gli aspetta un pugno».
Ma sull’altra guancia.

Papa Francesco:«Quando c’è qualcosa che uno fa per l’altro, sapete dire grazie? E se qualcuno dei due fa una diavoleria, sapete chiedere scusa? E se voi volete portare avanti un progetto, sapete chiedere l’opinione dell’altro? Tre parole: permesso, grazie, scusa».
È l’unico papa che se avesse fatto il cantante sarebbe più ricco.

Papa Francesco:«Benedetto XVI  ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma».
Qualcuno va ancora in pensione.

Papa Francesco:«Non siate ma uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo!».
Dalla sua ha Maria.

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