Ipse Dixit: teste di razzo

Donald Trump: «Dov’è il Presidente [Obama?] È il momento di andare in tv e mostrare forza contro le ripetute minacce della Nord Corea».

Su Twitter.

 

Kim Jong-un: «Abbiamo raggiunto l’obiettivo di completare la nostra forza nucleare nel 2017».

Ora qualcuno si scusi con chi bestemmiò nel capodanno di Rai Uno.

 

Donald Trump: «Abbiamo forza e pazienza».

Eppure potrebbe esser tanto confuso da colpirsi da solo.

 

Kim Jong-un: «Queste armi saranno usate solo se la nostra sicurezza sarà minacciata».

Legittima offesa.

 

Donald Trump: «Gli Stati Uniti stanno considerando, oltre ad altre opzioni, anche la possibilità di mettere fine ai rapporti commerciali con qualsiasi Paese che fa affari con la Corea del Nord».

In alternativa metteranno fine a qualsiasi Paese.

 

Kim Jong-un: «L’intera area degli Stati Uniti continentali è sotto il raggio d’azione nucleare».

Un G8, insomma.

 

Donald Trump: «La Nord Corea ha appena lanciato un altro missile. Questo non ha niente di meglio da fare nella vita?».

Tranquillo Donald, presto si lamenterà per i tuoi lanci.

 

Kim Jong-un: «Gli Stati Uniti devono sapere che il pulsante per le armi nucleari è sul mio tavolo».

Anche se dal suo umore sembrava fosse sulla sedia.

 

Donald Trump: «Il leader della Nord Corea ha appena affermato che il bottone nucleare sul suo tavolo è pronto in ogni momento. Qualcuno nel suo paese affamato e impoverito gli farà presente che anch’io ho il bottone nucleare, ma è molto più grande e potente del suo. E il mio funziona!».

Fanno a gara a chi ha il missile più lungo.

 

Kim Jong-un: «Noi abbiamo bisogno di produrre testare nucleari e missili balistici e accelerare il loro dispiegamento».

Sono l’equivalente dei nostri cinepanettoni.

 

Donald Trump: «Tutte le opzioni sono sul tavolo».

Speriamo si ricordi a quali bottoni corrispondono.

 

Kim Jong-un: «Possiamo colpire ovunque».

Oltre che spararle grosse.

 

Donald Trump: «[Kim Jong-un sei un] uomo razzo».

Teste di razzo.

 

Kim Jong-un: «[Donald Trump è] un folle rimbambito [che] pagherà caro [per le sue minacce alla Corea del Nord]».

Ma mai quanto pagherà il popolo coreano per costruire i missili.

 

Donald Trump: «[Kim Jong-un] è palesemente un pazzo che non si fa problemi a far morire di fame e uccidere la propria gente».

E Donald a uccidere la sua.

 

Kim Jong-un: «[Donald Trump] è in uno stato di decadenza mentale senile marcato da declino di stabilità mentale».

Chi tocca il fondo è chi toccare il fondo fa.

 

Donald Trump: «Perché Kim Jong-un mi chiamerebbe, insultandomi, “vecchio”, quando io non lo chiamerei mai “basso e grasso”. Oh beh, ci provo moltissimo ad essere suo amico. E magari un giorno succederà».

Pensate se non ci provasse…

 

Kim Jong-un: «[Donald Trump] ha un comportamento da deragliato mentale».

Sono su binari paralleli.

 

Donald Trump: «L’uomo razzo è in una missione suicida per sé stesso».

E Donald in una missione suicida per gli altri.

 

Kim Jong-un: «[Donald Trump] è una canaglia e un bandito desideroso di giocare con il fuoco».

Tant’è che si allena con le lampade.

 

Donald Trump: «[Kim Jong-un] verrà messo alla prova come mai prima».

Sarà a The Apprentice.

 

Kim Jong-un: «[Donald Trump] è uno scarto umano».

Pare che gli scarti abbiano minacciato querela.

 

Donald Trump: «Il piccolo uomo-razzo è un cucciolo malato».

Lui, invece, ha già sufficiente esperienza.

 

Kim Jong-un: «Le Olimpiadi invernali che si terranno presto nel Sud saranno una buona opportunità per mostrare lo stato della nazione coreana e desideriamo sinceramente che l’evento si svolga con risultati positivi».

Ma non quelli russi.

 

Donald Trump: «La Corea del Sud sta realizzando, io glielo avevo detto che il dialogo non funziona, che la Corea del Nord capisce una cosa sola».

E Donald manco quella.

 

Kim Jong-un: «Dobbiamo ridurre le tensioni militari nella penisola coreana per creare un ambiente pacifico».

Come l’oceano usato per i test nucleari, insomma.

 

Donald Trump: «Da quello che abbiamo visto, Kim Jong-un è un uomo molto aperto e di parola».

Eppure il mondo non si è goduto lo spettacolo con popcorn e bibite.

 

Kim Jong-un: «Non interromperò più il sonno del primo mattino».

Ora speriamo che Trump non contrattacchi sulla siesta.

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