La cara, vecchia, libertà di stampa

Nel mondo

L’ottobre appena conclusosi è stato un mese caldo, un mese che nessun paese libero e democratico dovrebbe dimenticare, un mese segnato dalle angoscianti notizie di due omicidi: una giornalista bulgara, Victoria Marinova, e un giornalista dissidente saudita, Jamal Khashoggi.
Le due vicende sono diverse tra loro: lei aveva di recente finito di trattare nella propria trasmissione un’inchiesta sulla corruzione nella distribuzione dei fondi provenienti dall’Unione Europea, lui si era recato nell’ambasciata saudita in Turchia per chiedere i documenti per il divorzio, non potendo andare in Arabia Saudita, suo paese natale, perché esiliato.
Ma Jamal Khashoggi e Victoria Marinova sono le ultime due vittime dell’ultimo anno. A febbraio il giornalista slovacco Jan Kuciak è stato trovato morto insieme alla fidanzata all’interno del suo appartamento. Stava indagando su frodi fiscali ad opera del primo ministro Fico e di altri esponenti del partito Democratico sociali, oltre alle indagini sulla sottrazione di fondi dell’UE da parte della criminalità organizzata italiana. Ma la Slovacchia non è nuova, purtroppo a questo tipo di notizie: nel 2008 è scomparso senza lasciare traccia Pavol Rypal e qualche anno dopo, nel marzo 2015, la sorte è stata identica con Miroslav Pejko. Un anno fa invece moriva Daphne Caruana Galizia, la giornalista che aveva lavorato al coinvolgimento di due ministri maltesi sul caso dei paradisi fiscali di Panama e che prima del suo omicidio stava indagando su come Malta potesse essere diventata un paradiso fiscale all’interno della Comunità Europea.
Così detto può sembrare che i paesi in questione non godano di libertà di stampa, ma non è così per tutti. Freedom House nel 2017 ha attribuito all’Arabia Saudita il punteggio di 86, è quindi un paese in cui la stampa non è libera, la Bulgaria ha un punteggio pari a 42, stampa parzialmente libera, mentre Malta e Slovacchia hanno rispettivamente come punteggio 23 e 26, stampa libera per entrambi.
Se fare il giornalista nell’area europea è relativamente tranquillo, anche se il caso Babchenko, del giornalista oppositore di Putin, dica il contrario, lo stesso non si può dire del Messico. A maggio, con l’omicidio di Juan Carlos Huerta, è stato aggiornato il numero dei giornalisti uccisi a 75 dal 2010. Messico quindi che ragionevolmente si inserisce tra i paesi che non hanno una libera e a cui è stato dato il punteggio di 68.

L’Italia

Il Belpaese ha dovuto seppellire molti giornalisti, come Mauro de Mauro, Giovanni Spampinato, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno e Beppe Alfano in Sicilia, mentre a Napoli la stessa fine toccava a Giancarlo Siani, tutti nella seconda metà del secolo scorso. Oggi la situazione è in parte cambiata: in parte, sì, perché quello che i mafiosi facevano con le pistole, i politici lo fanno con la loro lingua. Sono recenti e postume alla sentenza sulla sindaca di Roma le offese rivolte da Di Battista e da Di Maio ai giornalisti: il primo li ha definiti “veri colpevoli, pennivendoli e puttane”, il secondo li ha etichettati “infimi sciacalli”, aggiungendo in seguito “quando ci vuole, ci vuole”, “nessun passo indietro” e che “troppi giornalisti peccano di disonestà intellettuale”. Solidarietà velata, perché in questi casi tra i due viceministri l’alleanza non viene meno, è stata espressa anche dal segretario del Carroccio, che ha addirittura detto che i giornalisti contro il suo governo hanno scritto ben di peggio. Ma non solo Salvini, anche il Ministro di Giustizia Bonafede non si distacca dal pensiero del Ministro del Lavoro, affermando che ognuno utilizza i propri termini per sostenere delle tesi, ma che non ci sono dubbi che la sindaca Raggi sia stata “letteralmente massacrata” dalla stampa italiana. Dal governo, il sottosegretario agli Affari Esteri, Di Stefano, commenta che occorre “abolire il finanziamento pubblico all’editoria”.
Stando ai dati di Freedom House, l’Italia ha un punteggio pari a 31, parziale libertà di stampa, anche se dopo queste affermazioni c’è da aspettarsi il contrario. Vuoi vedere allora che il vero cambiamento che questo governo vuole apportare sta nel non concedere al proprio popolo uno dei diritti più importanti?

Per altre curiosità sui dati:
https://freedomhouse.org/report/freedom-press/freedom-press-2017

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