La nuova Commissione

La neo presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha presentato ieri a Bruxelles la sua nuova squadra. Come ha anche espresso in un tweet, Von Der Leyen auspica che la nuova Commissione sia “equilibrata, agile e moderna” e in grado di garantire una gestione più dinamica delle problematiche europee.

Nei prossimi cinque anni, i commissari dovranno dimostrare di essere all’altezza dei problemi dell’Europa di oggi. A partire dal rompicapo della Brexit, passando per la necessità di modificare le regole UE sulla gestione dei flussi migratori, fino alle nuove sfide legate all’ambiente e al mondo del digitale.

Quote rosa

Scorrendo l’elenco dei nomi, ciò che salta subito all’occhio è la presenza di un elevato numero di donne: 13 su 27. Una storica prima volta per la Commissione europea, che può vantare una parità di genere quasi perfetta e maggiore rispetto alla commissione uscente, che conta otto donne. D’altra parte, l’obiettivo di una maggiore rappresentanza di genere era stato messo in chiaro da Von Der Leyen fin da quando era stata confermato il suo ruolo alla presidenza.

Nella nuova commissione, inoltre, le donne ricopriranno incarichi di peso. Věra Jourová, della Repubblica Ceca, sarà responsabile della commissione Valori e Trasparenza; Sylvie Goulard, ex ministro della difesa francese, si occuperà del mercato interno; Dubravka Šuica, croata, in passato sindaco di Dubrovnik, gestirà Democrazia e Demografia; Kadri Simson, estone, sarà commissario dell’Energia.

Le figure chiave

Ad alcune figure di rilievo sono stati assegnati i dossier centrali. Von Der Leyen sarà affiancata da ben otto vicepresidenti, tra cui spiccano i tre esecutivi, già membri della squadra di Junker:

  • Frans Timmermans. Primo vicepresidente della Commissione UE uscente, manterrà il suo ruolo e sarà inoltre incaricato di sviluppare un European Green Deal. L’ambiente, infatti, sarà fra le preoccupazioni centrali sotto la guida di Von Der Leyen, che ha manifestato l’intenzione di trasformare l’Europa nel primo continente climate-neutral entro il 2050. Ciò significa che Timmermans avrà il compito di perfezionare un piano per ridurre le emissioni all’interno dell’Europa, ma che al tempo stesso faccia del continente un punto di riferimento a livello mondiale dal punto di vista ambientale.
  • Margrethe Vestager. Tuttora in carica come commissario per la concorrenza, tanto quanto il collega Timmermans era fra i possibili candidati a ricoprire il ruolo di Von Der Leyen. In Danimarca, nel suo paese d’origine, è stata sia ministro dell’Economia che dell’Interno. Per quanto riguarda il suo lavoro alla Commissione europea, il suo nome è legato principalmente alle indagini antitrust contro i big della tecnologia, come Google e Apple, che le hanno valso il soprannome di “tax lady” da parte del presidente americano Donald Trump. A lei verrà affidato l’ampio pacchetto del Digitale.
  • Valdis Dombrovskis. Primo ministro della Lettonia dal 2009 al 2014, al momento è commissario europeo
    per l’euro e il dialogo sociale e vicepresidente della Commissione. Nella nuova squadra di Von Der Leyen sarà delegato all’Economia al Servizio delle Persone.

Il ruolo dell’Italia

Anche l’Italia ottiene una posizione di rilievo all’interno della nuova commissione. Come già annunciato, l’ex primo ministro Paolo Gentiloni sarà responsabile per gli Affari Economici europei: si tratta della prima volta che un italiano ricopre questo incarico.

Nonostante la disponibilità a dimostrare maggiore flessibilità nei confronti dell’Italia e alla “piena fiducia” data da Von Der Leyen verso Paolo Gentiloni, questi non godrà di illimitata libertà nello svolgere il suo ruolo. Come specificato dal presidente della Commissione, infatti, Gentiloni dovrà lavorare in collaborazione con il vicepresidente esecutivo Dombrovskis, così da poter ottenere un “equilibrio di punti di vista diversi”.

Critiche

La nuova Commissione europea, ancor prima di entrare effettivamente in carica, ha già raccolto delle critiche. Le perplessità riguardano principalmente la commissione denominata “Protezione dello stile di vita europeo“, che includerebbe anche il dossier sull’immigrazione. Nella precedente Commissione, l’immigrazione era inserita nel portafoglio degli Affari Interni, presieduto dal greco Dimitris Avramopoulos, mentre ora risulta inserita in un nuovo pacchetto dal titolo ambiguo.

I critici di questa scelta, soprattutto i socialisti europei, trovano che sia una decisione “inaccettabile” e chiedono chiarimenti immediati a Von Der Leyen. A occuparsi della Protezione dello stile di vita europeo sarà un altro greco, Margaritis Schinas, attuale portavoce alla Commissione Europea e membro del partito di centro-destra Neo Dimokratia, tuttora al governo in Grecia. Il timore, quindi, è che ci siano delle implicazioni politiche dietro l’inserimento dell’immigrazione in questo particolare pacchetto.

Il nodo principale è: cosa si intende per “stile di vita europeo” e da cosa dev’essere protetto? La neo-presidente Von Der Leyen, che punta a riformare il sistema di Dublino, ha affermato che lo stile di vita europeo si basa su “solidarietà, pace e sicurezza”, ma che non bisogna sottovalutare i rischi dell’immigrazione irregolare.

Aspettando il 1° novembre

Durante il mese di ottobre, il Parlamento europeo dovrà esprimersi su ogni singolo candidato e sulla composizione della nuova Commissione nel suo complesso. Se verrà approvata, la nuova squadra entrerà in carica il 1° novembre.

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