La via del successo: la Cina contro Trump

L’ombra di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si sta stagliando all’orizzonte portando con sé delle forti conseguenze che avranno un impatto significativo sull’ordine politico ed economico globale.
Gli Stati Uniti non sono nuovi nell’introdurre dazi e pesanti restrizioni commerciali contro i loro nemici, basti pensare che queste tecniche economiche vennero utilizzate anche in passato contro il Giappone e contro l’ Unione Sovietica.

Ma secondo Tian Feilong, professore presso la Beihang University a Pechino, questa volta l’esito potrebbe essere talmente differente da poter lasciare l’amministrazione Trump e tutta l’America con l’amaro in bocca.
Secondo Tian, potrebbe essere giunto il momento di svolta nelle relazioni internazionali, quell’esatto attimo in cui la potenza considerata come egemone, subisce il sorpasso finale e decisivo dallo sfidante.

Innanzitutto, occorre in breve analizzare le motivazioni che hanno condotto Trump ad inasprire i rapporti commerciali con la Cina introducendo misure restrittive contro Pechino.
È necessario inoltre sottolineare che, lo stesso magnate americano aveva già annunciato le sue intenzioni di sfida e di rivalsa verso la Cina per lunghi tratti della sua campagna elettorale.

Dopo quarantanni di riforme cinesi, politiche rivolte e destinate allo sviluppo interno, incentrate sulla continua volontà di evitare a tutti i costi qualsiasi tipo di confronto e conflitto, gli Stati Uniti hanno definitivamente compreso che, dopotutto, non ci saranno cambiamenti sistemici in Cina verso un modello democratico di stampo occidentale.
Infatti, sulla scia del rapporto del presidente Xi Jinping al XIX congresso del Partito Comunista lo scorso ottobre e degli emendamenti alla costituzione cinese del mese scorso, tutto l’occidente può vedere ancora più chiaramente come la Cina si sta facendo carico, sempre con più decisione e aggressività, del proprio sviluppo.

Le riforme e le decisioni intraprese a livello economico, politico e militare che hanno contraddistinto la Cina negli ultimi mesi ed anni, hanno posto in allerta non solo Donald Trump e l’America, coinvolti in prima linea in questo processo, ma anche tutta l’Europa.
Se le previsioni dello sviluppo della Cina si realizzeranno entro i prossimi trent’anni, e se non ci dovesse essere nessuno in grado di contenere questa inarrestabile ascesa di Pechino, vi saranno conseguenze strategiche del tutto inedite ed imprevedibili.

Ci sono innumerevoli ragioni per cui gli Stati Uniti considerano la Cina una minaccia incombente. Innanzitutto, la teoria del crollo della Cina che circola da anni tra i vari esperti ed accademici occidentali è stata ripetutamente smentita, seminando l’incertezza negli ambienti istituzionali.
Al posto di collassare, la Cina ha sviluppato un modello politico basato su un regime autoritario che è stato capace di aprirsi la strada alla modernizzazione, e nel farlo così efficientemente ha lanciato una sfida all’ideologia della democrazia occidentale.

Vi è anche una maggiore diffidenza nei confronti del crescente potere economico della Cina.
L’ambiziosa iniziativa della One Belt One Road, conosciuta in italiano come la Nuova Via della Seta, sfida l’ordine economico globale dominato dall’Occidente. Ciò rende inevitabile la competizione tra Cina e Stati Uniti, tra il dominio occidentale e quello orientale.

Lo stesso Partito Comunista è cambiato, ed ha acquisito una maggiore consapevolezza dei suoi mezzi.
In passato, ha mantenuto un basso profilo, concentrandosi nello studiare e di apprendere le dinamiche e gli scenari internazionali.
Oggi, è un partito radicalmente trasformato, che si è assunto la responsabilità di guidare un rinascimento nazionale e di contribuire alla governance globale.

Il nazionalismo in Cina è fervente mentre il pensiero liberale che era germogliato nei primi giorni delle riforme si sta dissipando e sta perdendo gradualmente il suo potere.

Per alcuni studiosi e gente comune, questo cambiamento è arrivato troppo velocemente, ma la maggior parte delle persone, inclusa l’élite intellettuale, ha accettato la legittimità della nuova politica cinese.
Grazie al progresso economico e della forza di volontà della sua gente, le minacce americane non hanno finora avuto il loro effetto previsto sulla Cina.

In una situazione di escalation, entrambe le parti avrebbero difficoltà a fare marcia indietro, ma gli Stati Uniti avrebbero più da perdere.
L’economia cinese oggi è altamente integrata con l’economia mondiale mentre quella degli Stati Uniti è in lento declino e qualora le minacce commerciali di Trump non dovessero avere alcun effetto, perderanno credibilità, andando a scalfire il sempre più fragile potere egemonico americano.

Ci troviamo di fronte ad una situazione particolare, considerabile quasi come una competizione strategica in cui la determinazione e la volontà della Cina sono ancora da verificare.

Ma se rivolgiamo lo sguardo verso le sfide che riguardano più da vicino il territorio cinese, come quelle delle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale, notiamo come Pechino abbia la forza ed i mezzi capaci a rispondere colpo su colpo.

Se la situazione per gli U.S.A cominciasse a diventare dispendiosa e pericolosa in termini economici, come previsto da numerosi economisti e accademici, Donald Trump si ritroverebbe a dover porre nuovamente la basi del dialogo, tentando di trovare un accordo con Xi.
Quello sarebbe il momento topico, in cui la Cina avrebbe la possibilità di avanzare richieste inedite che potrebbero plasmare un nuovo ordine mondiale.

Tian Feilong sostiene che Pechino abbia tutte le carte in regola per spostare l’inerzia del primato internazionale verso di sé, analizzando quattro punti specifici.

Piano Etico

La Cina potrebbe dimostrare al mondo il suo impegno strenuo per la difesa del libero scambio, mostrandosi disponibile e volenteroso ad accettare le regole del WTO.
In questo modo, tutta la comunità internazionale, specialmente i paesi con difficili rapporti con gli americani, potranno prendere coscienza del fatto che gli Stati Uniti sono sempre attenti e pronti nell’ostacolare stati e paesi che possono scalfire la sua potenza.

Piano Economico

La Cina può cogliere l’occasione per attuare un piano di revisione delle industrie nazionali al fine di migliorare la cooperazione economica con le economie al di fuori degli Stati Uniti, accelerando così la formazione di un nuovo ordine economico globale.

Piano Ideologico

La Cina, traendo vantaggio dalle difficoltà americane, potrebbe intaccare la visione occidentale nell’intendere le relazioni internazionali, promuovendo e forgiando il suo pensiero sostituendosi all’ideologia americana.

Piano Politico e Istituzionale

In questo scenario di Guerra Fredda, le mosse della Cina offriranno una prova indiretta dell’efficacia dei suoi emendamenti costituzionali, della fiducia incondizionata data a Xi Jinping, al suo pensiero e a tutto il sistema del Partito.

In breve, la Cina si trova di fronte ad un test storico per le sua capacità.
Qualora dovesse riuscire ad uscire vincitrice da questo scontro contro gli Stati Uniti potrebbe essere in grado di scrivere una nuova pagina della politica internazionale.

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