Oktoberfest: storia della festa popolare più grande al mondo

Con la fine dell’estate e l’arrivo dei primi freddi, i tedeschi, anzi, i bavaresi, si riuniscono a Monaco in un’atmosfera di grande festa per celebrare le loro tradizioni e consumare grandi quantitativi di birra. Non che durante il resto dell’anno ne facciano a meno, tutt’altro, ma sicuramente in occasione dell’Oktoberfest ci danno un po’ più dentro del solito.
Con i suoi 7 milioni di visitatori l’anno ed una media di 7,5 milioni di litri di birra bevuti, l’Oktoberfest è senza dubbio la più grande festa popolare del mondo e vanta imitazioni in ogni parte del globo. L’evento ha una durata complessiva di 16 giorni e termina la prima domenica di ottobre. Si tratta di un vero e proprio percorso all’interno delle secolari tradizioni bavaresi, con usi e costumi rimasti quasi intatti che svolgono ancora oggi un ruolo determinante nella vita quotidiana di questa regione.

L’Oktoberfest è una tappa fissa nella vita dei bavaresi da oltre due secoli. Affonda infatti le proprie radici nel lontano 12 ottobre 1810, giorno in cui convolarono a nozze l’allora principe ereditario del Regno di Baviera Ludwig (diventato poi re nel 1825) e Therese von Sachsen-Hildburghausen.
Per l’occasione vennero organizzate grandi feste pubbliche e l’intera città di Monaco fu invitata a prendervi parte. Serviva, però, un grande luogo aperto che potesse ospitare la folla. La scelta ricadde quindi su un parco poco fuori il centro della città che proprio in onore della sposa fu ribattezzato Theresienwiese, ovvero “il prato di Therese”. I festeggiamenti per le nozze andarono avanti per cinque giorni e vi parteciparono oltre 40.000 persone, alle quali vennero offerti cibo e birra.
Al termine dei cinque giorni di festa si tenne una grande corsa dei cavalli, alla quale assistette persino la famiglia reale. Tra l’altro, la corsa fu organizzata dall’italiano Andrea Michele Dall’Armi, banchiere ed imprenditore trentino che nel 1784 si era trasferito in Baviera, dove si era dedicato al commercio e alla politica ed aveva persino raggiunto il grado di Maggiore della Guardia Nazionale Bavarese.
La popolazione monacense gradì a tal punto la corsa e la festa annessa che decise di riproporle entrambe gli anni successivi, trasformandole in un evento tradizionale destinato ad avere una lunga storia. Era ormai nato l’Oktoberfest.

La festa cominciò a svilupparsi già dagli anni immediatamente successivi alle nozze, assumendo fin da subito quelle peculiarità e ritualità che ancora oggi la caratterizzano. Nel 1818 vennero introdotte la prima giostra e due altalene, archetipi del luna park che rappresenta oggi una delle principali attrazioni dell’Oktoberfest. Nel 1850, invece, venne installata nel Theresienwiese la Statua della Baviera. L’opera, ancora lì situata, è diventata nel corso degli anni il simbolo per antonomasia della festa.
La partecipazione popolare e la fama dell’Oktoberfest aumentavano di anno in anno e si rese quindi necessario per le birrerie, nel 1896, allestire i primi grandi padiglioni al posto delle precedenti baracche. Nello stesso periodo fu inoltre stabilito, per via del bel tempo e delle giornate più lunghe, di anticipare l’inizio della festa alle ultime due settimane di settembre e di farla terminare la prima domenica di ottobre. Da allora in poi, l’Oktoberfest si è sempre svolto in queste date.

Nel corso dei suoi due secoli di storia, per ben 24 volte l’Oktoberfest non si è tenuto. Ciò è accaduto o in corrispondenza di guerre nelle quali la Baviera era militarmente coinvolta, prima come regno a sé stante, poi come parte dell’Impero Tedesco ed infine inglobata nel Terzo Reich, o per via di eventi calamitosi come le epidemie di colera del 1854 e 1873. Questo è il motivo per cui l’edizione di quest’anno, pur essendo tale manifestazione nata nel 1810, è la 185esima e non la 208esima.
Dopo una lunga interruzione per via della Seconda Guerra Mondiale e delle sue ripercussioni, l’Oktoberfest ha ripreso a pieno ritmo nel 1949.

Oggigiorno all’Oktoberfest non si tiene più la corsa dei cavalli dalla quale tutto ebbe inizio. È stata infatti rimossa nelle edizioni successive la fine del secondo conflitto mondiale. Altre tradizioni, però, continuano ad essere sacramente rispettate, come la Wiesn-Einzug der Festwirte und Brauereien, ovvero la sfilata dei proprietari dei birrifici. È proprio con questa sfilata che dal 1835 inizia ogni edizione dell’Oktoberfest. Si possono qui osservare gli storici e tradizionali carri degli osti ed una grande varietà di costumi d’epoca che, in un’atmosfera dal folklore unico, si dirigono lentamente verso il Theresienwiese.
Una volta raggiunto il parco, l’attenzione si sposta all’interno del più antico padiglione dell’Oktoberfest, lo Schottenhamel, costruito nel 1867 con una capienza di 10.000 persone. Qui ha luogo un’altra importante tradizione, quella dell’O’zapft is, nata nel 1950: a mezzogiorno in punto, il Bürgermeister di Monaco, ovvero l’equivalente del nostro sindaco, dopo 12 spari di mortaretti inserisce a colpi di martello un rubinetto nella botte inaugurale, recita la frase “O’Zapft is! Auf eine friedliche Wiesn” (cioè “È stappata! Che sia una bella festa!), spilla il primo boccale di birra e lo porge al Presidente del Land della Baviera, decretando così l’inizio ufficiale della festa. Solo dopo, la birra potrà scorrere a fiumi.

Autorizzati a produrre e servire birra per l’Oktoberfest sono esclusivamente i sei birrifici tradizionali di Monaco: Hofbräu, Hacker-Pschorr, Augustiner, Spaten, Paulaner e Löwenbräu, nati tutti tra il XIV e il XVII secolo. Soprannominati le Sei Sorelle, questi erano gli unici birrifici storicamente ammessi alla corte del Regno di Baviera.
Per l’evento, però, non producono le loro classiche birre bensì una particolare varietà: la märzen. Si tratta di una birra a bassa fermentazione, più forte e dal colore più scuro di una tradizionale lager, con una gradazione alcolica che può raggiungere il 6%. Ogni birrificio offre dunque la propria märzen, ma sono tutte ugualmente conformi alla Reinheitsgebot, ovvero l’editto promulgato nel 1516 per regolamentare la produzione e la vendita di birra in Baviera. Secondo tale norma, il cui nome significa “decreto di purezza”, devono essere utilizzati nella produzione di questa bevanda solamente quattro ingredienti: orzo, luppolo, malto e lievito. La Reinheitsgebot è ancora in uso e viene rispettata più o meno in tutta la Germania, in particolar modo in Baviera. Solamente nel 2010, in via del tutto eccezionale per la ricorrenza del bicentenario dell’Oktoberfest, i sei birrifici hanno presentato una birra prodotta in comune che si rifaceva ad una ricetta del XIX secolo e, dunque, presumibilmente simile a quella che venne bevuta nel 1810 durante i festeggiamenti per le nozze di cui sopra. La bevanda fu chiamata “Birra di Monaco”.

La 185esima edizione dell’Oktoberfest sta volgendo ormai al termine, inizia infatti proprio oggi l’ultimo weekend. C’è chi si reca a questa manifestazione esclusivamente per bere dell’ottima birra, chi per la speciale atmosfera che solo lì si può respirare e chi, invece, per lasciarsi un po’ andare e prendersi una pausa dalla monotonia quotidiana. Quale che sia la motivazione che spinge ogni anno milioni di visitatori a recarsi a Monaco per questo evento, il risultato è sempre lo stesso: entrare nel vivo della più grande e storica festa popolare del mondo e contribuire a tramandarla.
Ciò che rende l’Oktoberfest veramente grande è proprio il suo saper rimanere saldamente ancorata alle tradizioni locali. La popolarità planetaria di cui gode l’ha sicuramente esposta al pericolo di sostanziali cambiamenti dettati dalle logiche della globalizzazione, eppure questa festa ha saputo difendersi e mantenere una perfetta continuità con una tradizione iniziata più di 200 anni fa. Tutto ciò impreziosisce l’Oktoberfest di un fascino unico al mondo.

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