Perchè il QE non ci mancherà

Nel lungo termine l’economia classica ci dirà che le distorsioni create dal QE sfoceranno in una minore produzione, in standard di vita più bassi per le popolazioni (…) Infatti mentre le Borse guadagnano a picchi inauditi, i redditi delle classi medie sono crollati (…) Il QE e il deprezzamento conseguente della moneta non porterà affatto a crescita globale. Infatti i costi negativi del QE vanno ben oltre la perdita di reddito dei risparmiatori e degli investitori, e crediamo che le conseguenze a lungo termine di queste nuove ortodossie monetarie strozzeranno permanentemente gli standard di vita della gente per generazioni, mentre oggi creano la falsa illusione di una ripresa che non esiste.
-Bank of America/Merrill Lynch¹


PICCOLA INTRODUZIONE

A fine anno la BCE ha annunciato che da gennaio 2019 il QE sarebbe terminato. L’annuncio ha creato il panico tra coloro che ora sostengono che la “pacchia” per gli europei sia finita: bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sodo affinché possiamo conquistare da soli la fiducia dei mercati e riuscire a vendere i nostri titoli alle aste del tesoro. Ma siamo sicuri che il QE sia stato una pacchia per noi, normali cittadini europei? Oppure a beneficiarne principalmente sono stati i grandi attori finanziari mentre a noi comuni esseri mortali non è arrivato nulla se non le briciole dei vantaggi derivanti da questa operazione? Andiamo ad analizzare il QE, le sue dinamiche e cause e  proviamo a vedere quale di queste due ipotesi sia la più corretta (spoiler: la seconda).

COSA È

Il Quantitative Easing è una misura di politica monetaria non convenzionale tramite la quale la Banca Centrale effettua degli acquisti programmati di titoli finanziari (in particolare di bond, cioè di obbligazioni) negoziati sul mercato.

COME FUNZIONA

La BCE si caratterizza per l’impossibilità di acquistare titoli di Stato direttamente dagli Stati Membri (mercato primario). Ricordiamo infatti che, secondo il primo comma dell’ art.123 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea:

Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate “banche centrali nazionali”), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali

La BCE, dunque, con il QE stampa soldi e con essi acquista titoli degli Stati membri solo sul mercato secondario.

PERCHÉ È STATO FATTO

Il QE è stato adottato con l’obbiettivo di stimolare la crescita economica dell’eurozona attraverso tre principali dinamiche;
L’immissione di liquidità comprando titoli di Stato dovrebbe:

1) far aumentare l’inflazione (portandola al target del 2%),
2) far diminuire gli interessi sui titoli di Stato così da rendere meno oneroso per gli stati il ripagamento dei propri debiti,
3) fornire liquidità alle banche così che esse possano poi aumentare il volume dei prestiti verso le imprese stimolando l’economia reale.

C’E’ QUALCUADRA CHE NON COSA

Ora, qual è il sostanziale problema di questa manovra?
Il fatto che, una volta che i soldi freschi di stampa (circa 2.600 miliardi di euro sino ad ora) giungono presso le istituzioni bancarie dalle quali la BCE ha comperato i titoli, non vi è nessuna garanzia che esse li utilizzino per stimolare l’economia reale mediante l’abbassamento dei tassi d’interesse e la concessione di maggiori prestiti alle aziende.
Nelle parole del giornalista Paolo Barnard:

<<Chi vende i titoli alla BCE? Le banche (anche da parte tua), quindi i liquidi finiscono nelle banche. Quanti titoli in Italia sono in mano al pensionato, risparmiatore, Gigi, Donatella o Giulio? Il 13% circa. Quanti titoli sono in mano agli squali della finanza? L’87% circa. Ora, cosa faranno questi 87% di squali coi liquidi incassati dagli acquisti di titoli nel QE ordinati da Draghi (probabilmente) giovedì? Una cosa sola, UNA SOLA: investiranno in Borsa, come dimostrano appunto le storie del Giappone e USA, portando azioni aria fritta alle stelle, incassando alle stelle. Mentre alla tua economia di: casa, auto, mangiare, scuole, ospedali, strade, servizi ecc., CIOE’ ALL’ECONOMIA REALE, non va praticamente un centesimo>>.²

Considerando infatti che l’interesse di ogni istituto finanziario è quello di accumulare più profitti possibili, è alquanto logico credere che essi investano i loro soldi dove ciò è più redditizio. Ora, in una situazione in cui l’economia reale europea è in crisi oramai da più di 10 anni mentre invece il valore dei prodotti finanziari è in costante crescita da più o meno lo stesso tempo, dove credete sia più probabile che andranno a finire i soldi del QE ?
Sostanzialmente, con il QE, la BCE concede liquidità agli istituti finanziari e si affida a una loro poco credibile filantropia in base alla quale essi sacrificano i profitti derivanti dalla speculazione finanziaria al fine di aiutare i poveri popoli europei.
Una cosa del genere accadrebbe solo in un mondo fatato.

SAREBBE VERA CRESCITA ?

Un altro punto degno di nota è che tutta questa teorica crescita derivante dalla maggiore liquidità in circolazione sarebbe in realtà una crescita “dopata” dovuta al fatto che essa è derivata semplicemente dalla contrazione di maggiori debiti da parte di persone e imprese. Se in un primo momento, dunque, l’economia potrà sembrare espandersi, alla fine tutti i nodi verranno al pettine e, quando sarà il momento di ripagare questi debiti, i soldi concessi torneranno indietro accompagnati anche da quelli derivanti dal pagamento degli interessi. Insomma, oggi si dà più liquidità, domani la si riprende con gli interessi.
Certo, si potrebbe obbiettare che tocca poi ai singoli debitori investire i propri soldi in modo che essi vadano a fruttare un guadagno così che si possa ripagare il debito e continuare la propria fruttuosa attività. Questo ragionamento è perfettamente applicabile ad un singolo caso, ma non al sistema tutto. In un sistema in cui la massa monetaria è infatti definita, una persona che ripaga i propri debiti vuol dire che ve ne è un’altra che non ci riesce. L’unica soluzione sarebbe quella di ottenere nuova massa monetaria mediante l’esportazione di merci all’estero, anche questa però non è una strada percorribile da tutti.

DI COSA CI SAREBBE BISOGNO ALLORA?

In una situazione di questo tipo, credo dunque che se si volesse andare davvero a stimolare l’economia reale bisognerebbe fornirla di nuova liquidità che non corrisponda a un proporzionale aumento del debito. La BCE dovrebbe stampare soldi (come fa ora) ma non darli agli istituti finanziari, bensì utilizzandoli per stimolare direttamente l’economia reale. Questi investimenti, dunque, non dovrebbero essere concessioni di prestiti (altrimenti gli effetti sarebbero sostanzialmente gli stessi), bensì spese per servizi, infrastrutture ecc.. la Banca Centrale dovrebbe cioè fornire la liquidità agli Stati membri per coprire la loro spesa pubblica senza aumentarne il debito pubblico (tutto ciò naturalmente non è frutto della mia mente ma è trattato dal pensiero keynesiano e quello della Teoria della Moneta Moderna).
La BCE, purtroppo, come detto all’inizio, non può fare tutto questo. La soluzione sarebbe allora uscire dall’eurosistema e tornare ad avere una banca centrale nazionale che possa lavorare in questo modo, oppure quella di riformare la BCE.
La realizzazione di queste due proposte però, visto lo strapotere delle persone a cui fa comodo che le economie statali siano basate sul ripagare un debito impossibile da ripagare, credo possa accadere forse solo nel già citato mondo fatato. 

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