Primarie PD. I profili di Giachetti, Martina e Zingaretti

Per i DEM è iniziato il conto alla rovescia. Domenica 3 marzo, dalle ore 8.00 alle ore 20.00, si aprono le urne del Partito Democratico, per le primarie del partito. Tantissimi i seggi in tutta Italia, in cui sarà possibile esprimere la propria preferenza; diverse le novità in termini di possibilità di voto per fuori sede e stranieri. Si vota nei gazebo in piazza, nelle sezioni di partito e presso alcuni locali privati (qui tutte le informazioni specifiche sulle sedi a voi più vicine).

L’Istituto Demopolis riporta che «tra i cittadini che hanno votato Pd alle elezioni del 4 marzo 2018, il 13% ha intenzione di andare ai seggi: si tratta di circa 800mila cittadini». Sondaggi, quindi, in calo sull’affluenza. Ma i tre candidati, al “Confronto” di giovedì su Sky, credono e sperano, invece, di sfondare il milione di partecipanti. «Mi aspetto, domenica, una giornata di grande partecipazione democratica. La mia previsione è che verrete stupiti tutti dalla grande partecipazione, io penso che si possa arrivare al milione di persone» provoca il candidato, già segretario PD, Maurizio Martina. Gli fa eco il governatore del Lazio, favorito nei sondaggi, Nicola Zingaretti: «Penso che dobbiamo lottare per arrivare al milione. Quello che sta accadendo è che le primarie del PD stanno diventando le primarie dell’Italia. Il partito è malato al momento, ma è anche l’unico grande soggetto politico attorno al quale si può ricostruire un’alternativa». «Non ho la palla di vetro» taglia corto Roberto Giachetti, arrivato in corsa alla candidatura al fianco di Anna Ascani.

 

I candidati alla segreteria del Partito Democratico: Roberto Giachetti, Maurizio Martina, Nicola Zingaretti.

 

Primarie PD, 2019: i profili dei tre candidati

Roberto Giachetti: Il radicale degli scioperi della fame, forse un po’ uomo di Renzi

Classe ’61, militanza giovanile nei Radicali, con Francesco Rutelli al Comune di Roma, prima Capo Segreteria, poi di Gabinetto fino al 2001. Eletto deputato proprio in quell’anno, con la Margherita, passa dall’Ulivo di Prodi per poi approdare, nel 2008, nel neo-nato PD. In quegli anni inaugura l’iniziativa Salite a bordo, attraversando su d’un pulmino l’Italia più nascosta, dei borghi e dei paesi di mille anime. Dopo un viaggio di due mesi fonda l’Associazione CarpeDem: un progetto mirato alla creazione di una rete di scambio di opinioni ed idee sulla politica e sulla società. Per l’abrogazione del Porcellum porta avanti, nel 2013, due scioperi della fame, per un totale di quasi 200 giorni. Nella XVII legislatura è vicepresidente della Camera dei Deputati e sui banchi di Montecitorio nasce l’idea di raccontare in modo rapido e sintetico l’attività settimanale in Aula, attraverso un canale YouTube dedicato, con brevi resoconti trasformatisi in una sorta di rubrica chiamata Pillole da Montecitorio. Nel 2014 si dichiara e vota, contrariamente dal PD, a favore della responsabilità civile dei magistrati. Candidato sindaco al Comune di Roma nelle elezioni del 2016, che vedono Virginia Raggi vincitrice, si candida in corsa alla Segreteria PD al fianco di Anna Ascani. Mantenendo però un doppio ruolo, incompatibile, di consigliere comunale e deputato. Formazione personale e politica concentrata sull’universo dei diritti umani e civili, sulla condizione dei reclusi e delle strutture carcerarie (ogni anno passa il Natale e l’ultimo dell’anno con i detenuti), sulla tutela dell’ambiente ed ai relativi programmi di sviluppo sostenibile, romanista sfegatato, si definisce “radicale, laico, riformista”. Liberale doc.

Qui la mozione #sempreavanti.

 

Maurizio Martina: Il candidato non timido, ma mite (forse un po’ troppo?)

Classe ’78, diploma all’istituto tecnico Agrario di Bergamo e laurea in Scienze Politiche. Nel ’99 diventa consigliere comunale fino al 2004. Militanza giovanile nei Democratici di Sinistra, nel 2004 diventa segretario della Provincia di Bergamo per arrivare, due anni dopo, alla segreteria regionale dei DS della Lombardia. È tra i fondatori del PD nel 2007 e assume, così, il ruolo di segretario regionale della Lombardia per i nuovi DEM, venendo poi riconfermato nel 2009. Dal 2010 ricopre la carica di consigliere regionale in Lombardia, sempre riconfermato nel 2013. In Regione è componente della Commissione Affari Istituzionali e della Commissione Attività Produttive dove propone, come primo firmatario, quella che poi è diventata la legge regionale n. 21 del 13 dicembre 2011, che ha previsto «l’abolizione dei vitalizi, il taglio delle indennità e la forte riduzione del trattamento di fine mandato per gli eletti». Sottosegretario di Stato del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del Governo Letta dal 2013, presiede poi la Commissione di coordinamento per le attività connesse all’EXPO Milano 2015. Diventa Ministro delle politiche agricoli alimentari e forestali nel Governo Renzi e ancora, nel 2016, nel Governo Gentiloni. È il primo firmatario della legge contro il caporalato quando, nel 2017, diviene vice segretario nazionale del Partito Democratico. Un anno dopo sarà segretario reggente del PD, eletto dall’Assemblea nazionale. Decide di rinnovare l’impegno ed è attualmente candidato alla segreteria. Grande tifoso dell’Atalanta.

Qui la mozione #fiancoafianco riassunta.

 

Nicola Zingaretti: Il candidato con la storia “a sinistra”, per alcuni troppo a sinistra, per altri troppo poco

Classe ’65, inizia il suo impegno a 17 anni nel mondo dell’associazionismo “per la pace”. È tra i fondatori di Nero e non solo, associazione che favorisce integrazione tra le comunità di residenti e gli immigrati. Da fine anni ’80 è segretario della FGCI romana e nei primi anni ’90 diventa segretario nazionale della Sinistra giovanile. L’anno successivo iniziano, nel Consiglio comunale a Roma, i suoi impegni per lo sviluppo sostenibile, l’ambiente, l’antimafia e la legalità. Tra il ’95 e il ’97 è presidente dell’Unione Internazionale della Gioventù Socialista e vice-presidente dell’Internazionale socialista. Lavora in quegli anni per ricostruire la rete delle organizzazioni giovanili democratiche in Bosnia Herzegovina. Nel 2000 viene eletto Segretario dei DS di Roma. Dal 2004 al 2008 è Parlamentare Europeo, dove è membro delle commissioni “Mercato Interno e Protezione dei Consumatori” e “Affari Legali”. Fa anche parte delle delegazioni interparlamentari per i rapporti con Israele e la penisola coreana e degli intergruppi parlamentari “Volontariato”, “Disabilità”, “Diritti delle persone omosessuali” e “Tibet”. Nel 2008 è eletto Presidente della Provincia di Roma con il 51% dei consensi, l’amministrazione realizza ProvinciaWiFi, accesso gratuito a internet in piazze e luoghi di ritrovo. La sua amministrazione viene criticata da alcuni per l’istallazione di distributori di profilattici nelle scuole di Roma e provincia. A dicembre 2012 si dimette dalla presidenza della Provincia di Roma e nel giugno successivo annuncia la candidatura a sindaco; candidatura andata poi in fumo, c’è chi dice per l’indole schiva di Zingaretti, chi per decisioni imposte tra i vertici di partito. A causa delle dimissioni anticipate di Renata Polverini annuncia, a fine 2012, la candidatura alla presidenza della Regione Lazio. Nel 2013 sconfigge Francesco Storace e viene eletto presidente della Regione con quasi il 41% (qui le attività, le iniziative e le innovazioni svolte dall’amministrazione locale targata Zingaretti). Nel marzo 2018 è il primo presidente rieletto della Regione Lazio. Ora candidato alla segreteria nazionale del PD.

Qui la mozione #PrimalePersone riassunta.

 


Fonti delle informazioni biografiche dei candidati: https://www.robertogiachetti.it, https://www.mauriziomartina.it, https://www.nicolazingaretti.it/e profili ufficiali Facebook.

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