“Priscilla-La regina del Deserto”. Intervista a Leonardo Lusardi

Torna ancora una volta in scena l’amatissima storia di Priscilla, un bus rosa pieno di speranze e sogni.

Il musical è tornato in scena in questi mesi nei teatri italiani, con la regia di Matteo Gastaldo. Considerato un musical da record, lo spettacolo è tratto dall’omonimo film australiano del 1994 “Le avventure di Priscilla-La regina del deserto”, con la regia di Stephen Elliot. Nel 2006 venne proposto nella città australiana di Sydney sotto forma di musical, per poi allestire successive rappresentazioni nelle città di Londra, Toronto, New York, Roma, Milano.

Priscilla-vincitore di un Premio Oscar e del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes- racconta, in maniera trasparente e diretta, una travolgente avventura “on the road”. Tre amici a cavallo di un simpatico bus rosa di nome Priscilla decidono di intraprendere un viaggio attraverso il deserto australiano.

la semplicità sconcertante attraverso la quale questa storia viene raccontata permette allo spettatore di sognare. Un viaggio infatti, quello dei tre protagonisti Bernadette, Felicia/Adam, e Mitzi/Tick, alla ricerca dell’Amore, nella sua purezza più autentica, per poi trovare molto più di quanto loro stessi avessero immaginato.

Oltre 500 costumi, piume, parrucche, glitter, colori, ai quali si aggiungono una strepitosa sceneggiatura e una colonna sonora da brividi. Di quest’ultima fanno infatti parte alcuni successi della musica internazionale come “I Will Survive” di Gloria Gaynor, “It’s Raining Men”, “Go west” dei Village People e “Finally” di CeCe Peniston.

Incuriositi da questa affascinante storia e dal mondo del musical, Atlas ha avuto il piacere di intervistare Leonardo Lusardi, uno dei personaggi del cast e parte integrante dell’Ensemble dello spettacolo.

[Giulia Ercolani]: Ciao Leonardo. Vorrei iniziare proprio chiedendoti: Cosa significa per te Priscilla? È semplicemente una “maschera teatrale”, o nella vita reale rappresenta concretamente qualcosa di più?

[Leonardo Lusardi]: Ciao Giulia. Per me Priscilla ha rappresentato da subito una grande scommessa! Ho avuto la possibilità di portare in scena tutto ciò che so esprimere di me stesso e tutto ciò che ho studiato in questi anni. Questa opportunità mi ha permesso di salire a bordo di questo fantastico pullman colorato in un momento molto bello della mia carriera, anche se si può dire che sono ancora agli inizi. Credo fermamente che Priscilla non sia solamente una “maschera teatrale”. Priscilla è un “IO” nascosto, è tutto quello che vorremmo dire e fare, ma che in qualche modo siamo costretti a reprimere nella vita di tutti i giorni.

[GE]: Come ti sei avvicinato ad mondo straordinario ed unico quale quello del Musical?

[LL]: Mi sono avvicinato al mondo del musical in maniera un po’ particolare. Ho iniziato a studiare hip hop all’età di 15 anni (abbastanza tardi) in una scuola della mia città, dopo 9 anni passati a giocare a pallone. Dopo il liceo ho deciso assolutamente di approfondire questa disciplina, così ho fatto l’audizione per entrare a far parte dell’Accademia MAS di Milano. Mi sono diplomato al MAS nel 2017, dopo aver studiato danza e varie discipline, come il canto e la recitazione. Da qui ho sentito la necessità di immergermi completamente in questo mondo.

[GE]: Come sei arrivato a far parte del Cast di Priscilla? Quanta preparazione richiede far parte di un Musical e soprattutto di un cast di livello come questo?

[LL]: Sono entrato a far parte del cast di Priscilla tramite un’ audizione. Questa è stata suddivisa in due chiamate, affinché venisse effettuata una scrematura attraverso una prima selezione e di seguito un call back. Ovviamente ci vuole una grande preparazione per entrare a far parte di un cast di tale livello. La preparazione non finisce assolutamente con il diploma in Accademia, anzi. L’allenamento continua ad intensificarsi e specializzarsi ogni giorno di più. Per questo è importante tenersi sempre allenati con lezioni di canto e classi di danza.

[GE]: Quanto l’essere affiancato da mostri da palcoscenico quali Manuel Frattini, Mirko Ranù e Cristian Ruiz (rispettivamente nei ruoli di Bernadette – Adam/Felicia – Tick/Mitzi) ti ha aiutato e stimolato durante i mesi di preparazione e prove al musical?

[LL]: Non è tanto il fatto che Manuel, Cristian e Mirko affianchino noi… quanto noi che affianchiamo loro. Non c’è stato un solo giorno, a partire dalle prime prove sino ad oggi, in cui io non sia riuscito a cogliere un insegnamento artistico ed umano da parte loro. Oltre ad essere dei grandi performer, sono delle bellissime persone, ed ora che la tournée sta per concludersi, li ringrazio per il loro animo umile, per essersi sempre messi a disposizione di tutti per la riuscita di questo spettacolo e per la crescita degli altri.

 

 

 

[GE]: Nel Musical di Priscilla vengono affrontate tematiche di estrema attualità quali Omosessualità, Omofobia, Transessualità. Pensi che in un musical si possa in maniera più o meno diretta far riflettere gli spettatori sull’ importanza di tali tematiche?

[LL]: Priscilla è uno spettacolo molto esuberante e sfarzoso che volutamente mette in luce tematiche molto delicate quali omosessualità, omofobia e transessualità. Durante il viaggio i tre protagonisti si imbattono molte volte in circostante di scherno e di pericolo, causate fondamentale dall’ignoranza e dal bigottismo delle persone. La forza del gruppo e la loro grande umanità permettono ai tre personaggi a bordo di Priscilla di superare ogni avversità incontrata. E per usare una frase di una canzone del musical: “..And I see your true colors shining through, and that’s WHY I love you…so don’t be afraid to let them show.

[GE]: Entrare nel cast di Priscilla ti ha probabilmente permesso di scoprire o conoscere in maniera più approfondita il mondo Drag. Pensi che in generale in Italia ci sia molta ignoranza su chi siano queste creature mistiche definite “Drag Queen”?

[LL]: Chiaro che in Italia ci si molta ignoranza e bigottismo nei confronti del mondo delle Drag Queen. Ma il messaggio che Priscilla manda al suo pubblico arriva anche al più scettico degli spettatori: non importa di che sesso, razza o religione tu sia. L’amore trionferà sempre, su qualsiasi cosa!

 

 

Lo scorso anno l’Opera nazionale ungherese cancellò più di 15 repliche del musical Billy Elliot, in seguito a delle critiche mosse dal giornale ungherese Magyar Idok. Nell’articolo si accusava il musical di “propaganda gay”. La storia di Billy Elliot, che parla di un bambino, figlio di un minatore, che si appassiona di danza, è stata dunque considerata inappropriata. Inappropriata perché evidentemente raccontare di un bambino sognatore che affronta le avversità della vita decidendo di amare se stesso, non è accettabile per il governo ungherese se, questo stesso bambino è omosessuale.

Noi però, come dice anche Leonardo, ricordiamoci l’importanza di sentirci Liberi.
L’Amore va raccontato in maniera sana, in tutti i suoi colori. Solo in questo modo trionferà sempre: Su qualsiasi cosa!

SIPARIO.

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