Putin: doppi standard degli europei sulla Catalogna // Putin: double standards of Europeans on Catalunya

[English version below]

Il presidente russo Vladimir Putin ha fortemente criticato, sul palco dell’evento di Valdai Discussion Club a Sochi giovedì scorso, l’Unione Europea, accusando i suoi leader di utilizzare doppi standard nel giudicare l’indipendenza catalana rispetto al Kosovo.

Putin ha affermato, senza mezzi termini, che i leader europei, che ora si oppongono con forza all’ indipendenza della Catalogna, supportando l’integrità territoriale della Spagna, avrebbero dovuto pensarci prima.

Che cosa intende con questo il presidente russo? Putin ha rimarcato con forza l’entusiasmo dei paesi occidentali nel sostenere l’indipendenza del Kosovo dalla Serbia, che, ricordiamo, si è autoproclamato stato indipendente nel 2008. Il Kosovo è oggi riconosciuto da 23  paesi dell’Unione Europea su 28, Spagna ovviamente esclusa (il sostegno all’indipendentismo kosovaro avrebbe legittimato esplicitamente la sua controparte catalana). Per quanto riguarda il riconoscimento internazionale, la Corte internazionale di Giustizia si è pronunciata sulla dichiarazione di indipendenza nel 2010, affermando che essa non viola il diritto internazionale né la risoluzione 1244 dell’ONU (che autorizzava l’amministrazione dei territori da parte delle Nazioni Unite). L’Unione Europea si è dimostrata un attore fondamentale nella mediazione delle dispute tra Serbia e Kosovo, mandato affidatole dalle Nazioni Unite. Nel 2013 la firma di un accordo tra Belgrado e Pristina ha reso auspicabile una finale normalizzazione dei rapporti tra le due entità territoriali, mostrando nuovamente lo slancio dei leader europei nel sostenere l’autonomia kosovara.

Questo supporto senza precedenti, secondo Mosca, ha dato la spinta alla rinascita di altri separatismi, che, Putin afferma, saranno la causa della disintegrazione di un ampissimo numero di stati in Europa. Usando le parole del giurista Pushko, molto vicino al Cremlino, possiamo dire che il separatismo del Kosovo ha aperto un vaso di Pandora.

“Non sapevano di questo tipo di contraddizioni centenarie sul suolo europeo? Lo sapevano, vero?” ha tuonato il presidente Russo a Sochi. Putin ha accusato gli europei di essere la causa delle forze centrifughe che attraversano oggi il continente ed il suo vicinato, causate da una politica non lungimirante dei suoi leader, volta esclusivamente a “soddisfare il fratello maggiore a Washington”.

Paradossalmente, le forze centrifughe di cui Putin parla sono proprio quelle che hanno fatto guadagnare alla Federazione Russa la Crimea, che, tramite referendum, ha guadagnato lo status di soggetto federale sotto l’ombrello del Cremlino. Noi di Atlas abbiamo parlato brevemente della situazione in Crimea in un articolo di dicembre scorso ( www.vitactiva.it/putin-il-vero-vincitore-del-2016). La situazione delle Crimea è considerata a sé stante nella versione ufficiale del Cremlino, in quanto la regione ha lottato autonomamente per uscire da un’entità statale che non le apparteneva storicamente (l’Ucraina), per entrare a far parte di quella che considerava la sua vera madrepatria. Putin non aveva nascosto, neanche in quel caso, come gli occidentali avessero dimostrato di avere doppi standard, comparando la situazione del Kosovo alla risposta dell’occidente all’indipendenza della Crimea.

Il presidente ha continuato a Sochi: “Emerge quindi agli occhi di tutti, che ci siano combattenti legittimati che lottano per indipendenza e libertà, e ci siano separatisti, che non possono difendere i loro diritti neanche attraverso le procedure democratiche. Affermiamo che questi doppi standard sono una minaccia seria alla stabilità e allo sviluppo dell’Europa e di altri continenti, nonché all’implementazione di processi di integrazione in tutto il mondo.”

La posizione ufficiale del Cremlino sostiene la Spagna: da Mosca sono arrivate notizie rassicuranti per Madrid ancora prima del risultato del referendum, che affermavano che questo non sarebbe stato considerato vincolante in quanto il referendum risultava illegale di fronte alla legge spagnola. Nonostante ciò, molte personalità di spicco, all’interno del paese, sostengono la Catalogna, legando il suo cammino indipendentista a quello della Crimea.

Certo è che il presidente russo è riuscito a sfruttare la situazione per attaccare la legittimazione dei leader occidentali. Il presidente russo ha affondato un colpo ben piazzato. In un mondo sempre più confuso, in cui l’Unione Europea cerca di farsi portavoce di certezza e stabilità, l’accusa di doppi standard indebolisce non di poco la posizione di Bruxelles. Numerosi giuristi in Russia hanno valutato gli avvenimenti spagnoli come un sintomo della debolezza dei paesi europei, sottolineando come l’Europa non possa più fare “da maestrina” al resto del mondo: l’UE ha utilizzato e continua ad utilizzare due pesi e due misure, dando un giudizio positivo o negativo, agli avvenimenti sull’arena internazionale, esclusivamente a suo proprio interesse e non seguendo quell’interesse collettivo di pace e prosperità di cui si fa portavoce.

 

[English version]

Last Thursday Russian president Vladimir Putin strongly criticized the European Union, on the stage of the Valdai Discussion Club event in Sochi, condemning its leaders for using double standards in the Catalan independence issue, referring to the positions of Europeans on Kosovo.

Putin stated that European leaders, who opposed strongly Catalunya independence, supporting the territorial integrity in Spain, should have thought about it before.

What does the president mean? Putin underlined the enthusiasm of Western countries in supporting Kosovo’s independence, which was self- proclaimed in 2008. Kosovo today is recognized by 23 out of 28 EU member states, Spain excluded (for the fear of a possible linkage to Catalan autonomist voices). Concerning the issue of its international recognition, the International Court of Justice had pronounced its opinion on the independence in 2010, having affirmed that it is not in violation of neither international law nor 1244 UN resolution (which had authorized the UN administration of the territories). The European Union has been a fundamental actor in the mediation of the dispute between Serbia and Kosovo, which has been pushed by the United Nations. In 2013 signing a deal, Belgrade and Pristina have started the normalization of their mutual relations, with the support of European leaders for Kosovo status quo.

This support, says Moscow, started the birth of new separatisms, which, as Putin stated in Sochi, could be the origin of the disintegration of many countries in Europe. Using the words of the lawyer Pushko, very close to the Kremlin, we can say that the Kosovo autonomist call opened a Pandora Vase.

Putin added: “Did they not know about centuries-old contradictions of this nature in Europe? They knew, didn’t they?”. The president openly accused Europeans to be the causes of the centrifugal forces which cross the continent and its neighborhood, caused by a short-distance policy only aimed of satisfying the American big brother.

Paradoxically, those centrifugal forces are the ones who made Russia gaining Crimea, which, through referendum, became a part of the Russian Federation in 2014. The situation of Crimea is considered slightly different, because the region fought to go out from a country which it didn’t consider as its historical motherland, Ukraine, to join the real historical and political one, Russian Federation. Putin didn’t hide how, also in the case of Crimea, Western Europeans had shown again their double standard doctrine.

The president stated: “It turns out that in the eyes of some of our colleagues, there are legitimate fighters for independence and freedom, and then there are separatists, who cannot defend their rights even through democratic procedures. Those like us say all the time that such double standards – and it’s a glaring example of double standards – are a serious threat to the stable development of Europe and other continents, to the implementation of integration processes worldwide”.

Back to the Spanish situation, the Kremlin is officially backing the legitimate government of Madrid: Moscow sent its support to Spain even before the referendum results were available, stating that, as it was considered illegal, it had no consequences in Moscow perspective.

Nevertheless, many intellectuals support Catalunya, linking its faith to the Crimean one. It is obvious that Russian president managed, as always, to exploit the situation to attack the legitimation of European leaders and political bodies.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *