Ritorno al Medioevo

Doveva essere il governo del cambiamento, invece è l’Ancient Regime. Doveva nascere la Terza Repubblica, invece è tornato il Medioevo. Sì, perché a questo punto soltanto di Medioevo si può parlare. Dal 29 al 31 marzo si terrà infatti a Verona la tredicesima edizione del World Congress of Families (WCF), manifestazione che riunisce associazioni e politici anti-LGBTQ+ e pro life da tutto il mondo, oltre ad organizzazioni ultracattoliche e ortodosse 
Tra gli illustri presenti il Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, il cui dicastero patrocina l’evento, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, quello dell’Istruzione Marco Bussetti, il Governatore veneto Luca Zaia e Giorgia Meloni. Insomma, l’intera kermesse sovranista, quella del “prima gli italiani”.

Com’è possibile che siamo arrivati a questo punto? Facciamo un piccolo passo indietro. Era il 24 febbraio 2018 e una grande folla acclamava Salvini in Piazza Duomo a Milano, impegnato in un comizio elettorale a pochi giorni dal voto. Il discorso si concluse con il giuramento di fedeltà al popolo italiano da parte del Capitano, pronunciato brandendo Vangelo e Rosario 
Poco più tardi, il primo giugno dello stesso anno è arrivata la nomina a Ministro per la Famiglia e le Disabilità di Lorenzo Fontana, da sempre fedelissimo di Salvini. Un ministero creato ad hoc per rappresentare esclusivamente i diritti delle famiglie eterosessuali, senza quindi fondamento alcuno di esistere in un paese che si definisce laico. Il fatto è poi ancor più grave se si considera la figura ultracattolica di Fontana. La sua guida spirituale è infatti Don Vilmar Pavesi, il sacerdote intervistato da L’Espresso che ha definito i gay “istigati dal diavolo”. Per di più il ministro, ogni qual volta soggiorna a Roma, è solito presenziare la messa dell’alba che si officia interamente in latino presso la Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini 
Non da ultimo, merita di essere citato anche Simone Pillon, storico organizzatore del Family Day, senatore leghista e promotore del controverso Ddl 735. A suo dire esisterebbe “una lobby gay che punta al reclutamento omosessuale”. 
Non è quindi una sorpresa se il WCF abbia individuato nell’imbarbarimento culturale italiano l’ambiente adatto per ospitare la sua nuova edizione.

A Verona saranno molti gli ospiti, nazionali e internazionali, ad intervenire in difesa della famiglia “naturale”. Meritano dunque di essere riportate alcune affermazioni già fatte in passato da coloro che prenderanno la parola al Congresso.  
In primis l’Arciprete Dimitrij Smirnov, membro del Consiglio supremo della Chiesa Ortodossa russa, che in passato riferendosi agli omosessuali ha affermato “Ci siamo separati da loro come dalla peste, perché è contagiosa”, e ha definito “assassine e cannibali” le donne che decidono di abortire. 
Oppure la Dottoressa Silvana De Mari, che intervistata nel 2017 dal programma radiofonico La Zanzara è riuscita a dire che “la penetrazione anale è un gesto di arbitrio, un gesto di violenza, è un gesto di sottomissione, al punto tale che è un gesto che viene sempre fatto nelle iniziazioni sataniche”. 
In quanto a fantasia non è da meno la nigeriana Theresa Okofar, convinta che gli attivisti LGBTQ+ cospirino insieme al gruppo terroristico Boko Haram.  
Interverrà anche Brian Brown, che si è ferventemente opposto all’ingresso di transessuali nell’esercito americano dichiarando che “l’esercito è per la guerra, non per le erezioni”. 
Ma il fiore all’occhiello dell’evento sarà senza dubbio Lucy Akello, la parlamentare ugandese che nel 2014 ha proposto un disegno di legge circa la reintroduzione della pena di morte per “omosessualità aggravata”.

Ma cos’è di preciso il Congresso Mondiale per le Famiglie e soprattutto, come si finanzia? Un giro di soldi poco pulito che parte dalla Madre Patria russa, passa per partiti sovranisti e neofascisti europei per finire poi nella casse di lobby americane.  
Innanzitutto occorre specificare che prima di essere una manifestazione, il World Congress of Families è una lobby statunitense di orientamento marcatamente cristiano.  
Il WCF fa capo all’associazione International Organization for the Families, con presidente il Brian Brown di cui sopra. Secondo un’inchiesta della Human Rights Campaign, il bilancio annuale dell’organizzazione ammonta a circa 216 milioni di dollari, che permettono a questa di sponsorizzare centinaia di eventi ogni anno in tutto il mondo.  
Senza dubbio una parte dei finanziamenti arriva dalle chiese evangeliche americane, ma il principale sponsor del WCF è la Russia di Putin.

L’anello di congiunzione tra il WCF e la Russia ha un nome e cognome: Alexey Komov. Oltre ad essere il rappresentante WCF in Russia, Komov è molto vicino a Salvini tanto da aver presenziato il 15 dicembre 2013 a Torino la cerimonia di incoronazione del Capitano a Segretario della Lega.  
Komov lavora alla fondazione San Basilio per Konstantin Malofeev, potente oligarca russo molto vicino al presidente Putin. Malofeev è un personaggio dalle molte ombre, accusato dall’Ue di aver addirittura finanziato le guerre in Crimea e Donbass e di aver fatto da tramite tra i soldi del Cremlino e le casse del Front National. Secondo una recente inchiesta di Giovanni Tizian, l’oligarca sarebbe coinvolto anche nelle trattative per i finanziamenti russi alla Lega di Salvini tramite la sua società petrolifera Avangard Oil & Gas.  
La fondazione San Basilio è la più ricca di tutta la Russia e tramite questa Malofeev riesce a finanziare CitizenGo, associazione spagnola pro life omofoba e di estrema destra che ha paragonato l’aborto al femminicidio. Se si cercano nel sito di questa associazione i membri del direttivo, ecco che spiccano ancora una volta i nomi di Brian Brown e Alexey Komov. 
Alcune associazioni italiane fanno parte di CitizenGo. Tra queste ProVita Onlus, il cui portavoce è Alessandro Fiore, figlio del Roberto terrorista nero e fondatore del partito neofascista Forza Nuova.  
Ovviamente CitizenGo e le associazioni ad essa affiliate, comprese quelle italiane, sono tra i principali finanziatori del WCF di Verona.  
Un lungo e poco chiaro giro di soldi, che si inserisce nella pericolosa strategia della Russia di Putin di creare un’alleanza con le nuove forze sovraniste europee. 

La manifestazione che si terrà la settimana prossima a Verona è un qualcosa di estremamente preoccupante, ma è la giusta rappresentazione di ciò che l’Italia sta diventando. O meglio, è la giusta rappresentazione dei valori che sembrano essere diventati dominanti nella nostra società. Un’Italia sempre più incattivita e affascinata dall’immagine dell’uomo forte, dal riscatto nazionale, dal mito dello “sbattere i pugni sul tavolo”. Un’Italia intollerante nei confronti del diverso dove atti di violenza, verbale e fisica, non sono una rarità. Un’Italia con una classe politica misogina e patriarcale, che per scopi puramente elettorale continua ad acuire la rabbia sociale anziché stemperarla.  
Ecco, l’Italia ormai è questo e il Congresso di Verona ne è un ritratto perfetto.

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