Sale la tensione tra Usa e Corea del Nord: si avvicina lo scontro?

Ieri martedì 25 aprile si è tenuta a Pyongyang, in Corea del Nord, la parata per l’85° anniversario della fondazione del Korean Peoplès Army (Kpa), l’esercito nordcoreano. Solitamente, tali ricorrenze sono “festeggiate” con esperimenti militari, tanto che nei giorni scorsi l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, aveva affermato che gli Usa non escludevano un raid contro la Corea del Nord nel caso in cui Pyongyang avesse effettuato un altro test nucleare. Questa volta non è stato effettuato nessun nuovo test missilistico o nucleare, ma solo manovre militari intorno all’area di Wonsan. La situazione nell’Estremo Oriente rimane tuttavia molto tesa, soprattutto in seguito alle minacce del regime di Kim Jong-un, che si dice pronto a “cancellare l’America dalla faccia della Terra”, accusandola di pianificare un attacco con armi chimiche contro la Corea del Nord. In un documento, intitolato “Piano di guerra biochimica contro la nazione coreana sotto attacco”, pubblicato sul Rodong Sinmun, il quotidiano ufficiale del Partito dei Lavoratori, si afferma infatti che gli Stati Uniti intendono “infliggere alla nazione coreana un orribile disastro senza precedenti”. E che per dimostrare la propria potenza militare le forze rivoluzionarie sono pronte ad affondare “con un solo colpo” la portaerei Usa a propulsione nucleare Carl Vinson, che viene definita dal giornale “un gigantesco animale”.

La strategia di Trump e la convocazione del Senato Usa

“La Cina è davvero il salvagente economico della Corea del Nord: così, anche se niente è facile, se loro vogliono risolvere il problema nord-coreano, lo possono fare”, ha twittato Trump nei giorni scorsi. La strategia di Trump è quella di piegare Pyongyang attraverso efficaci sanzioni cinesi, in modo che essa sia indotta da una crisi economica a rinunciare ai programmi balistici e nucleari. Secondo gli analisti la pressione della Cina su Pyongyang è l’unica strada possibile per una soluzione della crisi: i cinesi sono gli alleati numero uno del regime, anche se negli ultimi mesi la distanza fra le due Capitali è cresciuta sempre di più, a causa delle posizioni sempre più estreme e bellicose dei nordcoreani che hanno infastidito Pechino.

Trump ha recentemente dichiarato di “risolvere la questione nord coreana da solo, se non lo fa la Cina”. Questa mattina l’intero Senato statunitense è stato convocato da Donald Trump alla Casa Bianca per un “briefing” dei senatori americani da parte dei vertici militari, sull’emergenza nordcoreana. I senatori hanno ricevuto, in un auditorium che i servizi di intelligence hanno reso a “prova di spia”, informazioni top secret riguardanti la delicata situazione nella penisola coreana, al fine di valutare meglio lo scenario dei rischi e della possibile reazione americana, in particolar modo nel caso in cui Pyongyang effettui l’ennesimo test nucleare. Recentemente un servizio del New York Times ha riassunto così la preoccupazione attuale di Washington: la Corea del Nord avrebbe raggiunto una tecnologia tale da permettere la fabbricazione di una nuova bomba atomica ogni 6/7 settimane. Se ciò fosse vero, la Corea del Nord potrebbe mettere insieme, in un tempo relativamente breve, un temibile arsenale: per questo l’esecutivo Usa spingerebbe verso un attacco preventivo in tempi brevi.

Seul e Washington schierano scudo anti-missile

Intanto gli Usa hanno iniziato le operazioni per installare in Corea del Sud lo scudo anti-missile Thaad, sistema concepito per intercettare e distruggere missili balistici a corto e medio-raggio nella fase finale del volo, come confermato dallo stesso Ministero della Difesa di Seul, che in una nota ha spiegato che “la misura ha lo scopo di mettere in sicurezza la disponibilità delle parti più strategiche sul sito”, e che la piena operatività dei Thaad sarà completata entro la fine dell’anno.

A Seongju, luogo dove verrà installato il Thaad, vi sono state le proteste dei residenti che hanno esposto cartelloni con le scritte “No Thaad, no War” e “Hey Usa! Siete amici o forze d’occupazione”. Non solo i residenti protestano contro il Thaad; alla decisione di installare questo tipo di difesa, si erano opposti la Russia e in particolare la Cina, preoccupata che il super radar possa compromettere i sistemi di sicurezza del gigante asiatico, ma gli Usa hanno assicurato che servirà solo a difendersi contro eventuali attacchi da Pyongyang.

Intanto Trump ha inviato nel porto sud coreano di Busan il sommergibile nucleare Uss Michigan, che funge da piattaforma di lancio (mobile e invisibile) per missili balistici intercontinentali a testata nucleare multipla e che secondo molti specialisti costituisce la più potente macchina da guerra mai costruita.

Usa: è crisi ostaggio

A rendere la situazione più bollente, l’arresto di qualche giorno fa di un professore americano di origine coreana (identificato solo come Kim) arrestato mentre stava per lasciare la Corea del Nord, dove si trovava da oltre un mese. La notizia dell’arresto è stata ufficializzata dai diplomatici svedesi per via della “mancanza di relazioni bilaterali tra Usa e Corea del Nord”. Si tratta del terzo cittadino Usa detenuto dal regime di Kim, dopo lo studente Otto Warmbier, fermato a gennaio del 2016 e condannato a 15 anni di lavori forzati da un tribunale nordcoreano con l’accusa di aver provato a rubare un cartello di propaganda, e del coreano-americano Kim Dong Chul, che a marzo del 2016 è stato condannato a 10 anni di lavori forzati con l’accusa di sovversione. Secondo il giudizio degli esperti quelle nord-coreane sono iniziative che sono state utilizzate, a seconda dei diversi periodi di difficoltà, per poter trattare con Washington da una posizione di forza.

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