Segnatevi questa data. Il 18 Marzo si terrà la rielezione presidenziale di Vladimir Putin // Save the date. On the 18 of March presidential re-election of Vladimir Putin will be held

Sabato 18 marzo i cittadini russi si recheranno alle urne per scegliere la nuova guida dello stato. Tuttavia, in realtà, si tratterà solamente di confermare lo status quo, poiché il leader verosimilmente rimarrà lo stesso. Vladimir Putin ha un fortissimo consenso e non esiste nessuna importante opposizione organizzata in grado di rovinargli i piani. Ciononostante, ci sono alcune informazioni importanti da conoscere per quanto riguarda la competizione elettorale nella Federazione Russa.

1. C’è nessuno?

Potrà suonare strano, ma i cittadini russi sono così sicuri di un’altra larga vittoria da parte di Vladimir Putin, che non capiscono il motivo per cui sia necessario andare a votare. In molte pubblicità e messaggi da parte dei politici, i cittadini vengono spronati e raccomandati di presentarsi alle urne. In ogni caso, un’altra sua vittoria non sarà insignificante. Dopo aver eliminato la legge che lo prevedeva, non è più necessaria una partecipazione minima al voto per far sì che la consultazione elettorale sia valida. Quindi, la Commissione Centrale per le Elezioni della Federazione Russa non si aspetta una partecipazione maggiore del 50%.

2. Dura lex, sed lex?

Se tutto va come previsto, l’attuale presidente della Federazione Russa diventerà la persona che per più tempo ha ricoperto il ruolo di leader del paese. Vladimir Putin sta governando dal 2000 e ora sta correndo per il suo quarto mandato. Ricoprendo il ruolo di Primo Ministro durante la presidenza di Dmitry Medvedev (2008-2012), questo fu considerato una sorta di rimpasto di governo, dove il potere era in realtà sempre nelle mani di una sola persona. Questo per una precisa ragione: secondo la costituzione della federazione russa, la stessa persona non può occupare il ruolo di presidente per due mandati consecutivi (art.81 par.3). La domanda è come contare i mandati presidenziali, alla luce del fatto che nel 2012 la Duma ha modificato la costituzione prolungando la durata del mandato a sei anni. Come ha spiegato la Corte Costituzionale nel 1998 i due mandati rappresentano il limite costituzionale e nessuno può oltrepassarlo. Tuttavia, a causa della mancanza di consenso tra i membri della Corte Costituzionale questo aspetto non è stato ben definito e Putin è stato registrato dalla Commissione Centrale il 6 febbraio come candidato indipendente (il leader della maggiore forza di opposizione, Navalny, è stato interdetto dalla partecipazione a causa della serie di condanne a suo carico.

3. Chi c’è all’opposizione?

Parafrasando una famosa battuta, l’opposizione russa è come un Dio: la gente crede che possa esistere, ma nessuno l’ha mai vista con i suoi occhi. Queste elezioni avranno luogo senza gli avversari che Putin teme di più. Alexei Navalny non sarà della partita. Tra gli altri candidati, Ksenia Sobchak è considerata il secondo serio avversario liberale di Putin, tuttavia è molto improbabile che possa vincere le elezioni (ha un indice di non-gradimento pari all’80%). Piuttosto, possiamo vederla come una candidata di facciata che divide i ranghi dell’opposizione liberale. Sebbene Ksenia Sobchak nega qualsiasi collusione con il Cremlino, la sua inaspettata candidatura ha generato molti punti interrogativi tra i politici. Ora, l’idea di boicottare le elezioni presidenziali suggerita da Navalny sembra essere senza speranze e tanto insignificante quanto le stesse elezioni. Tuttavia, gli esperti sono convinti che ignorare l’obbligo civico di andare a votare in un evento sociale così importante sarebbe estremamente negativo per le generazioni future, dal momento che il livello di cultura politica in Russia è ancora basso.

4. Com’è la situazione attuale?

Ufficialmente, la campagna elettorale è cominciata il 17 febbraio. Ogni candidato ha avuto uno spazio in prima serata sui canali della televisione di stato, potevano affiggere manifesti e, ovviamente, partecipare ai dibattiti (particolarmente interessante e raccomandato il dibattito in diretta televisiva tra Sobchak e Zhirinovsky). In questo momento tutti sono impegnati attivamente nella campagna elettorale. Eccetto uno. Putin ha abbandonato i dibattiti in diretta tv e i confronti pubblici; anche la sua campagna elettorale si è mossa molto lentamente e i suoi piani per un futuro governo non sono chiari. Ad essere sinceri, sembra una questione che è stata evitata. L’attuale presidente si è barcamenato nella campagna elettorale senza idee precise per le sfere economiche e sociali. Tutto ruota attorno l’aumento dei salari, lo sviluppo della scienza e della tecnologia (come parte di una complessa trasformazione e di misure per prevenire l’incremento delle “fughe di cervelli”), la guerra contro povertà e corruzione. Il 1 Marzo i cittadini russi hanno avuto l’opportunità di conoscere gli obiettivi già raggiunti da questa presidenza e quelli da perseguire (durante un discorso all’Assemblea federale russa). La prima parte del discorso era dedicata interamente alla difesa, ai nuovi armamenti e al come la Russia, se necessario, possa rispondere a un’aggressione esterna. Attualmente, le dimostrazioni di forza sono ancora l’idea centrale che il resto del mondo deve accettare. La seconda parte è stata meno pirotecnica e riguardava i problemi interni: mancanza di sistemi di comunicazione, infrastrutture, bassi standard di vita e delle condizioni delle abitazioni, decremento della popolazione. Molti analisti politici hanno considerato questo messaggio come il programma di Putin per i prossimi sei anni.

Sebbene le elezioni presidenziali nella grande e forte Russia non saranno imprevedibili o eccitanti, democratiche per natura o estremamente corrette, esistono tuttavia degli interrogativi che riguarderanno le elezioni a venire. Prima o poi l’era di Putin arriverà alla fine e l’élite politica del Cremlino non è preparata per questo. Se la Russia formerà il prossimo leader nel corso di questi sei anni oppure assisteremo a una successione solo alla morte di Putin, solo il tempo potrà dircelo. L’unica cosa che rimane chiara è il nome del vincitore che uscirà dalle urne il 18 Marzo.

Contributo esterno di Mariia Bohdanovska

[English version]

On Saturday Russian citizens will have to cast their votes for the new leader of the state. In fact, they just need to confirm a status quo, as the leader is likely to remain the same. Vladimir Putin has huge support of masses and no united strong opposition, capable of spoiling him the whole game. Nonetheless, there some subtleties you should know about the election race in the Russian Federation.

1. Is anybody here?

Sounds quite weird, but Russians are so sure about Putin’s another unconditional victory, that they simply don’t see the point of going to elections. In numerous advertisements and politicians’ messages people are strongly recommended to go to polling stations. Certainly, another unconditional victory can’t be gained by default. After repeal of the respective law in 2006, there is no longer a minimum voter turnout required for elections to be recognized as valid. Therefore, the Central election commission of the Russian Federation doesn’t expect more than 50% of population to cast the vote.

2. Dura lex, sed lex?

If everything happens as it’s assumed, the acting head of the Russian Federation will become the longest-serving president in the history of the country. Vladimir Putin has been governing since 2000 and now he’s running for the fourth term. Holding the post of a prime-minister in the government of Dmitri Medvedev (2008-2012) was considered as the short-term reshuffle, where the power was collected in the hands of one person (spoiler alert, it wasn’t a president himself). Well, and for a good reason, because according to the Constitution of the Russian Federation, the same person shall not be entitled to run for more than two presidential terms in a row (art. 81, paragraph 3). The question is how to count the presidential terms if in 2012 the Duma (Russian parliament) passed the constitutional amendment according to which the term is prolonged to 6 years. As the Constitutional Court of the Russian Federation explained in 1998, two consecutive terms draw up a so-called constitutional limit and no one may serve as a president longer in a lifetime. Still, due to the lack of unity among the members of the Constitutional Court this argument isn’t defining and Mr. Putin was registered by the Central commission on the 6th of February as a self-nominated candidate (by the way, the main Russian opposition member A. Navalny was barred from participating in the election race due to his record of conviction)

3. Who is against?

Paraphrasing a famous joke, the Russian opposition is like a God: people believe he exists, but nobody saw him with own eyes. These elections will be held without ‘’the person Putin fears the most’’. Alexei Navalny isn’t involved in the process. Among the other candidates, Ksenia Sobchak is believed to be the second serious liberal Putin’s counter, yet it’s extremely unlikely for her to win the elections (with anti-rating of 80 per cent). We can talk rather about a figurehead, capable of splitting the ranks of the liberal opposition. Although Ksenia Sobchak denied any collusion with the Kremlin, her quite unrespectable coming-out as a candidate raised many questions among politicians. Nowadays the idea of boycotting the presidential elections, initiated by Navalny seems to be as hopeless and meaningless as the elections themselves. However, experts are convinced that ignoring the civic duty of participation in such an important social event may be extremely detrimental for the following generations, as the level of political culture in Russia is still low.

4. How does everything look like now?

Officially, agitation period started on the 17th of February. Each candidate got a period on the central television prime time. They are entitled to place the outside advertising and, of course, participate in the debates (strongly recommend to watch a piece with Sobchak and another candidate Zhirinovsky in a live television broadcast). Currently everyone is actively involved. Except one. Yes, Mr. Putin abandoned the airtime and public talk; also his campaign is moving quite slowly and plans for the next term look unclear. To be precise, it looks like a question that was fudged. The sitting president is going to muddle through the campaign without specific figures and ideas applied for diverse economic and social spheres. It’s all about such common things as increasing salaries, development of science and technology (as a part of power complex transformation and measures to prevent the further brain-drain), war against poverty and corruption. On the 1st of March Russian citizens evidently had an opportunity to get acquainted with the president’s tasks which were already fulfilled and those which lay in store (He delivered a message to the Federal Assembly). The first part of the speech was dedicated entirely to defense, new weapons and how Russia will (in case it’s needed) counter the outer aggression. Actually, saber-rattling is still the central idea the rest of the world had to accept. The second part was less exciting and regarded mostly home problems: lack of communication systems, infrastructure, law standards of living and poor housing conditions, population decreasing. Most political analysts consider this message as the main Putin’s program for the upcoming 6 years.

Although presidential elections in vast and powerful Russia aren’t going to be unpredictable or exciting, democratic by nature or extremely fair, the real concern exists. But it has to do with the next elections to come. The Era of Putin eventually will come to its end, and the political elite in the Kremlin isn’t prepared for it. Either Russia will create its own leader during the next six years, or we’ll talk about succession – time will show. The only things remaining clear is the name of the person who will win on the 18th of March.

External contribution written by Mariia Bohdanovska

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *