Smart Life

Nel 1989 usciva nelle sale cinematografiche il secondo capitolo della saga “Ritorno al futuro”, in cui il giovane Marty McFly, insieme alla fidanzata Jennifer e allo scienziato Doc, si recava nel 2015 a bordo della famosa DeLorean per salvare dai guai il suo figlio del futuro. Robert Zemeckis immaginava il 2015 come un avveniristico mondo in cui i cinema proiettavano lungometraggi in 3D, gli abitanti di Hill Valley utilizzavano tablet e facevano videochiamate. Il regista aveva anche previsto auto volanti, distributori di benzina robotizzati e scarpe che si allacciavano da sole, anche se in questi casi aveva lasciato molto spazio alla sua fervida immaginazione. E se avesse avuto delle giuste premonizioni, soltanto in un lasso di tempo minore a quello che necessario?

L’evoluzione del digitale

Motorola DynaTac 8000x

L’epoca delle riprese era la seconda metà degli anni ’80, l’era dell’1G e del Motorola DynaTAC 8000X, dal costo di 4000 dollari, che permetteva solo di effettuare chiamate. Da allora ad oggi sono state aggiunte nuove funzioni come gli SMS, la condivisione di immagini, video, canzoni, che impiegano sempre meno tempo per essere inviate da un dispositivo ad un altro e connessioni più stabili. La vera e propria sfida, da poco iniziata, ma destinata a tenere banco, è il 5G. In che cosa è diverso dal suo predecessore 4G?
• Le prestazioni sono dieci volte maggiori;
• I dati viaggiano su frequenze mai usate prima, le onde millimetriche, pari a 27,5 GHz;
• La latenza, ovvero la capacità di risposta, è inferiore ad un 1 millisecondo – basti pensare che la durata del battito d’ali di una mosca è di circa 3 ms;
• Le connessioni sono state potenziate, sono diventate più veloci e più stabili per poter meglio rispondere all’IOTInternet of Things o Internet delle Cose – che nel futuro dovrebbe pervadere ogni angolo della nostra quotidianità, dalle case alle città.
Un piccolo esempio? Alcuni spots pubblicitari mostrano gli assistenti virtuali a comando vocale, soprattutto quelli progettati dai due grandi colossi del nuovo millennio: Alexa, ideata dal multimiliardario e filantropo americano Jeff Bezos, e Google Assistant, appartenente al famoso motore di ricerca. Gli ambiti di applicazione dell’IOT sono infiniti: si va dalla consegna di pacchi per mezzo di droni a smart fridges ed auto che si guidano da sole, per non parlare di tutti i più svariati impieghi nella sanità e nella robotica. In poche parole, l’unico limite è posto dalla fantasia umana. L’arrivo del 5G viene accolto da molti con euforia: la nuova rete rappresenta una maggiore efficienza.

Il 5G in Italia

In alcune città italiane si sta già sperimentando la nuova connessione e queste sono Torino, Milano, Genova, Sanremo, Prato, L’Aquila, Roma, Bari e Matera, mentre tutte le altre dovranno aspettare il 2022. TIM e WindTre hanno annunciato entro la fine del 2019 l’attivazione della nuova rete. Le due compagnie telefoniche si sono rese protagoniste di un’accesa asta per l’assegnazione delle frequenze del 5G, asta che ha visto coinvolte anche altri gestori, quali Vodafone e la “giovane” Iliad, e che ha raggiunto la spesa record di 6,5 miliardi di euro (entrati nelle casse dello Stato). Le concessioni ventennali per i diritti d’uso delle bande 700 MHz, 3700 MHz e 26 GHz sono state oggetto di una battaglia strategica dal momento che nel nostro Paese si contano più di 100 milioni di SIM, il 70% delle quali utilizzano la connessione 4G e si stima che circa 57 milioni di linee accedano ad internet quotidianamente.
Non solo gli operatori telefonici italiani, anche Huawei, azienda cinese leader nel settore dell’innovazione tecnologica – di cui parlerò prossimamente – sta conquistando ampie fette del nostro mercato digitale, vendendo almeno un terzo dei propri prodotti, causando non pochi problemi alle altre case produttrici e agli americani, primo fra tutti il presidente Trump.

Controcorrente

La nuova rivoluzione digitale porta dietro di sé una grande scia di scontenti e scettici, non solo sul ruolo di Hauwei, ma anche sui rischi che le onde millimetriche potrebbero portare alla salute umana. Le accuse rivolte alla rete mobile consistono nelle poche sperimentazioni fatte sulle apparecchiature che verranno installate in futuro, in quanto si sospetta possano essere nocive. Tali onde sono state finora poco studiate, ma gli esperti cercano di rassicurare l’opinione pubblica spiegando che proprio per la loro caratteristica nel propagarsi poco – dunque per far fronte ad una maggiore copertura di rete – si utilizzeranno più antenne trasmittenti. Maggiore sarà il numero di antenne, minore sarà la potenza delle onde. Ciò nonostante, siamo tutti a conoscenza dei rischi derivanti dalla presenza e dall’esposizione a campi elettromagnetici con alti livelli di onde radio, che causano l’aumento di rare forme di tumore e altre gravi patologie.

La paura è quindi quella di trovarsi di fronte ad un moderno caso di PVC, amianto, clorpirifos, glifosato o delle tante altre sostanze contenute all’interno di pesticidi, insetticidi, diserbanti e bombolette spray, di cui in passato si è fatto grande uso ed in seguito ad alcuni studi, si è deciso di adottare una regolamentazione più stringente.

Lo scontro fra guelfi e ghibellini della rete mobile continuerà ad infiammare le piazze ed è scontato dire che con tutti i soldi spesi finora né gli operatori telefonici e né Huawei fermeranno. L’innovazione e la fantasia umana sono in continua espansione, alla ricerca di nuovi strumenti che possano migliorare la qualità della vita e solo fra qualche anno avremo una più ampia analisi “costi-benefici” del 5G, forse riterremo obsolete le auto che si guidano da sole e staremo già viaggiando su macchine che volano, come facevano le famiglie del cartone animato “The Jetson” e McFly nel futuro.

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