Superbatteri: quando gli antibiotici non bastano

È stata scoperta qualche giorno fa nell’Artico, in alcuni campioni di terreno prelevati dalle Isole Svalbard, la presenza di un batterio in grado di resistere anche ai carbapenemi, antibiotici utilizzati nei casi più gravi di infezione. Si tratta dell’ennesima prova concreta dell’esistenza di un problema che sta diventando sempre più grave e che mette a rischio la vita di gran parte della popolazione mondiale.

India: “paziente zero”

La resistenza agli antibiotici viene conferita a questi superbatteri da un particolare gene, blaNDM-1, isolato per la prima volta da un paziente indiano nel 2007 e rilevato più volte nelle acque di Dehli. Il ritrovamento dello stesso gene a migliaia di chilometri di distanza allarga anche il campo della lotta a questi batteri, che da circoscritta diventa adesso globale. La responsabilità di questo viaggio sarebbe da attribuire alle migrazioni degli uccelli, sebbene anche l’impatto umano non sia da trascurare.

Quali sono i pericoli per l’uomo?

L’esistenza di batteri resistenti ai farmaci non può che rappresentare una minaccia per l’intera umanità, le conseguenze nel lungo periodo sarebbero catastrofiche se consideriamo che già adesso muoiono circa 33.000 persone all’anno solo in Europa per infezioni resistenti alle cure. La colpa è, come sempre, dell’uomo: il ricorso indiscriminato agli antibiotici anche per il trattamento delle infezioni virali e l’uso eccessivo di questi farmaci ha accelerato il processo di evoluzione di questi organismi, creando sempre più specie di batteri ultraresistenti.

Noi italiani non sappiamo curarci

Secondo un articolo del Sole24Ore, l’Italia è il primo paese per numero di morti e infezioni attribuibili ad antibiotico-resistenza. Con 200 mila infezioni e più di 10 mila morti all’anno il nostro paese supera di più del doppio la Francia e di oltre il quadruplo Germania e Regno Unito. Un triste primato attribuibile a una scarsa informazione intorno all’uso di questi farmaci, e alla facilità con la quale vi si può accedere.

Il rischio di un’apocalisse è sempre più vicino. Secondo David Graham, professore di ingegneria degli ecosistemi alla Newcastle University, se non verranno intraprese urgenti misure a livello globale l’antibiotico-resistenza potrebbe uccidere oltre 10 milioni di persone all’anno entro il 2050.

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