Il metodo OSINT nell’inchiesta digitale

In un momento difficile per l’editoria, diversi strumenti provenienti dal mondo digitale si sono posti a tutela dell’inchiesta giornalistica, talvolta implementandola e dandole modo di conoscere un nuovo metodo e una nuova diffusione. Tra queste, figura il metodo OSINT.

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Elizabeth Jane Cochran, madrina dell’inchiesta sotto copertura

Poco più di un secolo fa Elizabeth Jane Cochran, nota anche come Nellie Bly, sperimentò per prima il giornalismo d’inchiesta sotto copertura.
Per farlo, si intrufolò in un sanatorio femminile dal quale uscì dieci giorni dopo, suscitando scalpore nell’opinione pubblica e ponendo al centro dell’attenzione una tematica fino ad allora sconosciuta ai più.

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Vi invitiamo a partecipare: un anno e mezzo di Atlas

“Sarò sincera: non è facile far parte di una redazione così attiva ed appassionata, principalmente se ne sei membro sin dall’inizio. È difficile mantenere l’entusiasmo per periodi prolungati e spesse volte diventa quasi piacevole abbandonarsi alla leggerezza dell’indifferenza. Eppure non sei da solo, si è insieme e c’è un gruppo di persone a cui rendere conto. Ed è qui che deve intervenire la dedizione, è qui che bisogna sforzarsi e mantenere l’impegno preso, perché altrimenti i progetti non verranno mai portati a termine e le risorse impiegate fin ora andrebbero sprecate”.
Ad un anno e mezzo dalla nascita di Atlas vi propongo qualche piccola considerazione, e vi invito a partecipare.

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Libertà di stampa?

“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.” Così recita l’articolo 19 della Dichiarazione Universale Dei Diritti Umani, ma analizzando la situazione attuale della stampa nel mondo, la sua applicazione no sembra così certa.

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Il metodo “Iene” e i suoi effetti

Il metodo Iene, come descritto su Il Foglio, è semplice: si cerca un argomento che susciti l’ interesse della platea, e che la muova dal punto di vista emotivo o che confermi i suoi dubbi su autorità o istituzioni; successivamente si svolge una ricerca sul campo, cercando le testimonianze di cui si hanno bisogno per confermare una tesi o un finale già scritti. Ma quanto c’è di vero in questo tipo di inchiesta?

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Un’altra penna spezzata

Assassinata la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, a lungo pilastro del giornalismo d’inchiesta del proprio Paese, che ha contribuito con il proprio lavoro ai Panama Papes, indagando sui MaltaFiles. Durante la propria attività ha accusato diversi esponenti del governo maltese di corruzione, indagando anche sul traffico di droga a Malta.

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