Lo stato dell’Unione

Trovandosi a dover affrontare in contemporanea situazioni complesse, diverse tra loro ma che richiedono tutte un livello di energia e coesione che forse ancora non possiede (dalla crisi economica a quella migratoria, passando per il collasso della Grecia e la Brexit), l’Unione Europea è messa alla prova. La divisione interna, che non può essere classificata in modo semplicistico come “populisti versus non populisti”, ma che è caratterizzata da diversi gradi di diffidenza e scetticismo, rende sicuramente più difficile individuare un approccio comune.

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Fermare il flusso, costi quel che costi

I leader dei principali paesi europei sembrano aver trovato un punto d’incontro sul quale costruire le future politiche relative al fenomeno dell’immigrazione: la divisione netta dei migranti in “rifugiati”, coloro che hanno il diritto di essere accolti, e in “migranti economici”, che devono essere rimpatriati. Un punto che sembra metter d’accordo un po’ tutti, come abbiamo potuto ascoltare dalle dichiarazioni rilasciate al vertice di Parigi sull’immigrazione di fine agosto.

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