XXI WTO Model: Bologna e Sciences Po le più rappresentate

Tra il 6 e il 13 aprile 2018 si è svolto, tra San Gallo e Ginevra, il XXI WTO Model, simulazione che riproduce le negoziazioni messe in atto dai delegati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e il processo attraverso cui si creano le risoluzioni finali alle quali devono attenersi i Paesi membri. Il tema era “Trade and Investment”, e sono stati messi alla prova 72 studenti provenienti da circa 50 nazioni e 46 università, divisi in 12 paesi e 6 comitati. Il nostro compito consisteva nella creazione di working paper, position paper e draft resolution che portassero alla stesura di una risoluzione finale da sottoporre a esperti e funzionari della WTO.

La selezione per diventare delegati si è svolta in due fasi: la prima richiedeva la presentazione del curriculum vitae e di una lettera motivazionale; il superamento della prima fase dava accesso alla seconda e ultima sessione di selezione, che consisteva nella stesura di un paper su un argomento dato (in questo caso, come fosse possibile integrare gli investimenti nelle catene di valore globali al fine di migliorare le strategie di sviluppo dei Paesi). I delegati scelti dovevano poi condividere con gli altri membri del proprio comitato un position paper riguardante lo Stato che rappresentavano, lavorare sul paper del proprio comitato legandolo alla documentazione fornita sul tema della simulazione, e negoziare poi con gli altri membri tenendo bene a mente le strategie e gli interessi del proprio Paese. La simulazione, che si è conclusa con la votazione della risoluzione finale nella sede dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ha incluso anche skype calls e incontri con esperti, funzionari e ambasciatori.

 

Tra questi 72 studenti, 5 erano dell’Università di Bologna, rendendola l’università più rappresentata insieme alla Sciences Po (l’università francese ha però fortemente pubblicizzato l’evento e sostenuto i propri studenti con l’organizzazione di corsi appositi e fondi economici). Tra questi c’ero anch’io, e l’orgoglio di trovare così tanti colleghi è stato immenso. Per questo ho pensato di scrivere quest’articolo, per raccogliere le loro opinioni e per testimoniare un caso di eccellenza dell’Università italiana.

 

Luca Nanetti (Tourism Economics and Management, Rimini) – a lui va un ringraziamento particolare per essere stato capace di organizzare un incontro alla WTO, riservato agli studenti italiani, con la rappresentanza italiana. Ha rappresentato il Costa Rica nel comitato “Investment Promotion and Market Access for Investment”. Il WTO Model gli ha dato la possibilità di mettersi alla prova in un comitato complesso e in un ambiente eterogeneo e ottimo per sviluppare grandi capacità di adattamento! Dopo aver superato brillantemente i round di negoziazione, ha capito cosa sia davvero la competizione lavorativa a livello internazionale.

 

 Edward Charway (Resource Economics and Sustainable Development, Rimini) – ha rappresentato la Russia nel comitato Corporate Social Responsibility. Ricoprire questa funzione durante la simulazione lo ha aiutato a comprendere meglio e a mettere in pratica ciò che studia, lo ha avvicinato ai problemi di cui un professionista deve occuparsi. È un’esperienza che rifarebbe: si aspettava un ambiente più ostile, ma in realtà ha trovato persone estremamente disponibili e competenti, ha imparato qualcosa da ognuna di loro, e con alcune ha stretto “amicizie che non si concludono in una settimana”. Ha scoperto di avere ancora “tanto da imparare”, ma nonostante tutto ha compreso che il suo futuro non è nelle organizzazioni internazionali, ma nel privato.

 

Enrico Bruscoli (Economia e Finanza, Bologna) – ha rappresentato il Costa Rica nel comitato “Corporate Social Responsibility”. Un’esperienza del tutto nuova per lui, che lo ha portato a lavorare con persone giovani ma allo stesso tempo ricche di esperienza, persone ambiziose e preparate, culturalmente e umanamente disponili, che sanno cos’è la competizione e non hanno paura di affrontarla. Anche per lui, la competitività ha assunto un significato del tutto nuovo e ha scoperto quanto sia diversa da quella che crediamo di sperimentare in Italia. “Quando ti trovi in queste situazioni e parli con queste persone, capisci davvero cosa vuol dire avere una mentalità internazionale ed essere cittadini del mondo”.

 

Felipe Bastarrica (Resource Economics and Sustainable Development, Rimini) – ha rappresentato il Brasile nel comitato “Corporate Social Responsibility”. Anche per lui si è trattato di un’esperienza altamente formativa in un contesto davvero stimolante. Anche lui, però, ha notato l’estrema differenza tra le opportunità fornite dall’università italiana e quelle fornite dalle università estere: anche secondo lui, gli studenti italiani sono sfavoriti quando si tratta si competere a livello lavorativo in ambito internazionale.

 

Grande punto di merito, dunque, per l’Università di Bologna: con la preparazione che fornisce ai suoi studenti si è resa protagonista in un contesto internazionale, e i suoi studenti sono stati i suoi ambasciatori anche al WTO Model.

 

Esiste però anche qualche nota di demerito. Infatti, questo evento avrebbe meritato forse più pubblicità, specialmente in facoltà come Giurisprudenza (gli esperti di diritto ci hanno più volte evitato pessime figure davanti ai professionisti della WTO!).

Inoltre, tutti noi abbiamo sentito il bisogno di poter avere più possibilità che ci avvicinassero al mondo del lavoro.

 

Quanto a me, studio International Politics and Markets a Forlì e ho rappresentato la Nigeria nel comitato “Investment Promotion and Market Access for Investment”, una sfida meravigliosa. Incontrare l’ambasciatore nigeriano e scoprire che stavamo facendo un buon lavoro è stato davvero gratificante. Ogni delegato mi ha insegnato qualcosa e concordo pienamente con i miei colleghi riguardo alla disponibilità e alla preparazione di ognuna delle persone con cui abbiamo lavorato. Aver incontrato tanti studenti stranieri e scoprire che alcuni di loro già lavorano per il governo o per l’OCSE, e che la maggior parte di loro parla fluentemente 4 o 5 lingue, è stato però un po’ meno gratificante: proprio in questo senso ho sentito il bisogno che le nostre università ci fornissero più possibilità di metterci alla prova a livello pratico, magari non solo con i tirocini e magari con meno restrizioni quando cerchiamo di lavorare, perché sarà questo a fare la differenza quando saremo laureati. Queste esperienze ti aiutano a valutare più oggettivamente il tuo percorso, ti aiutano a comprenderne gli aspetti positivi e a tentare di fare del tuo meglio per migliorare gli aspetti negativi, ti aiutano a sentirti parte di una comunità più grande, a capire se vuoi essere più “politico” e “teorico” o più “pratico” e a rivalutare le tue responsabilità nei confronti del tuo Paese. Quindi le consiglio vivamente, ma attenzione a non essere troppo emotivi, perché quando tutto finisce è complicato tornare alla vita di sempre.

 

In chiusura, vorrei ringraziare in modo particolare Tiziana Zugliano, attaché commerciale alla Rappresentanza Permanente d’Italia alle Organizzazioni Internazionali di Ginevra, per essere stata così disponibile da incontrarci e rispondere alle nostre domande.

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