Atlas consiglia: 5 tracce per iniziare ad ascoltare il jazz

Il jazz vive da sempre in un limbo tra l’ammirazione generale e la condizione di appestato. Generalmente piace, ma pochi lo ascoltano. E lo capisco. Io ho iniziato ad ascoltare il jazz un po’ per caso. All’inizio mi capitava di canticchiare vecchie melodie swing, ma non molto di più. I lunghi assoli e quelle cascate di note che sembravano non finire mai non mi dicevano nulla, non le capivo e non riuscivo a seguirle.

Poi è successo che nella stanza accanto alla mia, a Bologna, è venuto a vivere un sassofonista jazz. Un ragazzo bravo e appassionato, che a forza di suonarmi nelle orecchie e di spiegarmi quello che suonava, ha finito per farmi entrare nel cuore e nella testa una musica che, pian piano, ho scoperto essere assolutamente meravigliosa. (Niente marchette, giuro, ma se volete ascoltare qualcosa di suo, qui trovate il link a soundcloud.)

Nel momento di massima ebrezza jazzistica qualunque altro tipo di musica mi sembrava scialbo e noioso.

Quattro accordi in una canzone? Ma scherziamo? Dove sono gli altri ottocentoquarantotto?

Questa fase di terribile arroganza musicale (dal pulpito di chi non riesce a suonare manco il triangolo, poi), per fortuna è passata, e sono tornata ad apprezzare ogni genere musicale nella sua specifica importanza. Nelle mie orecchie, però, un posto d’onore se lo tiene comunque il jazz.

E una persona che ha una certa fascinazione per questa musica, come l’avevo io, ma che se prova ad ascoltare un disco cade stroncata dal sonno, come accadeva a me, che deve fare? Il jazz non è una musica immediata, e prima di apprezzarla davvero tocca farsi un po’ l’orecchio, riconoscere pattern e strutture e seguire così la sua musicalità. Ecco allora cinque brani intramontabili che possono senz’altro aiutare. Musiche bellissime e amate spesso anche da chi il jazz non l’ama affatto. Enjoy!

So What – Miles Davis

Senz’altro uno dei pezzi più celebri di Miles, in apertura di uno dei dischi jazz più famosi di tutti i tempi: Kind of Blue. Dopo un po’ che ascolterete questo pezzo, è probabile vi ritroviate a borbottare il botta e risposta iniziale tra il basso e gli altri strumenti come se non ci fosse un domani.

 

 

Take Five – Dave Brubeck Quartet

Questo pezzo, scritto da Paul Desmond, si è conquistato di diritto un posto d’onore nella storia del jazz. Estremamente smoothchillcool, o per dirla come si dovrebbe, un gran pezzo, oltre che orecchiabile e rilassante. Il suono pieno del sassofono di Paul non vi lascerà più le orecchie.

 

Strode Rode – Sonny Rollins

E’ il momento di movimentare un po’ la situazione. Strode Rode è un pezzo veloce, ritmico, musicale. Niente a che vedere con la tranquillità di Take Five o con la velata malinconia di So What. E’ la traccia di punta dell’album Saxophone Colossus, considerato a tutti gli effetti il capolavoro di Sonny Rollins e uno dei migliori album jazz di sempre (ovviamente, non vi consiglio delle schifezze).

 

Night in Tunisia – Dizzy Gillespie

Questo è un vero e proprio classico della musica jazz. Come ci ricorda Wikipedia, il brano è la title track di almeno trenta dischi ed è incluso in altri cinquecento album in svariate versioni. Un vero e proprio standard, suonato nel tempo praticamente da chiunque.

 

Minor Swing – Django Reinhardt

Non si può concludere questa lista senza includere uno dei pezzi più famosi del RE del jazz manouche: Django Reinhardt. Un chitarrista incredibile che a causa di un grave infortunio poteva utilizzare, della mano sinistra, soltanto il medio e l’indice. La prova vissuta che davvero a volte i limiti sono solamente nella nostra testa.

 

 

Bene, se questi pezzi vi hanno entusiasmato, non vi resta che gettarvi nella mischia e scoprire una moltitudine di incredibili artisti. Il mondo del jazz è vasto, vastissimo. Non basterebbero cinquanta post su questo blog per consigliare tutto quello che varrebbe la pena ascoltare almeno una volta nella vita. Ma questo è un buon punto da cui iniziare!

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