Atlas Consiglia: «Anima» di Thom Yorke

Per tutti i fan più affezionati l’attesa è terminata: oggi è finalmente uscito Anima di Thom Yorke.

Con 9 tracce per 47 minuti in totale, il nuovo lavoro da solista del frontman dei Radiohead già nelle scorse settimane aveva fatto parlare di sé grazie a dei particolari messaggi comparsi in diverse città europee.

A Londra, infatti, pochi giorni fa diverse frasi attribuite ad una misteriosa figura chiamata Anima Technologies erano comparse su alcuni dei luoghi più emblematici della città, il Big Ben e la Tate Modern. Ad aumentare l’hype attorno al disco anche i volantini comparsi a Milano contenenti ed alcune frasi come Hai perso i tuoi sogni? Non disperare. Qui ad ANIMA abbiamo costruito una Camera dei Sogni. Chiama il numero verde e troveremo i tuoi sogni per te.” Negli stessi volantini era anche inserito un numero verde che, chiamandolo, dava la possibilità di ascoltare in anteprima una delle tracce dell’album.

Tate Modern, via facebook @deerwaves

A fare da filo conduttore dell’album, come dichiarato dallo stesso autore, si ritrovano alcuni dei temi ricorrenti nei testi di Yorke: la distopia, la crisi della società odierna e l’impossibilità di sognare.

 

“The dystopian thing is one part of it, yes, but for me, one of the big, prevailing things was a sense of anxiety. If you suffer from anxiety it manifests itself in unpredictable ways, some people have over-emotional reactions. [For] some people the roots of reality can just get pulled out, you don’t know what’s happening. Then eventually reality comes back.”

 

Il nuovo album si configura come un ulteriore passo avanti del viaggio di introspettività totale di Yorke. Un viaggio già pienamente cominciato nell’ultima fatica discografica con i Radiohead, il raffinatissimo A Moon Shaped Pool del 2016 e proseguito con Suspiria, l’album composto per l’omonimo film remake di Luca Guadagnino e premiato alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia.

Ad accompagnare l’uscita di Anima anche un cortometraggio diretto da Paul Thomas Anderson, già regista del videoclip di Daydreaming nel 2016, con la fotografia di Darius Khondji e prodotto e distribuito da oggi su Netflix.

In attesa delle cinque date previste a luglio in Italia (Barolo, Codroipo, Ferrara, Perugia e Roma), non resta che godersi questa nuova perla appena uscita.

 

 

 

 

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