Atlas consiglia: Mr. Nobody

Chi è Mr. Nobody? Nemo Nobody (“Nessuno Nessuno”), è il protagonista di questa opera del 2009 firmata da Jaco Van Dormael, ma durante i suoi 117 anni è stato anche altro. Ultimo uomo mortale rimasto sul pianeta, la sua figura è oggetto di interesse e stupore da parte di un mondo di immortali che non fanno più sesso (ormai obsoleto) e che non sono più guidati da un qualsivoglia “senso”. Ma non è di questo che parla Mr. Nobody:  come l’identità del protagonista (Divulgatore scientifico? Fotografo? Pulisci piscine?) anche l’esatta tematica dell’opera non è chiara da subito. “Mr.  Nobody” è un film difficile, ma questo non è un problema: i minuti volano, il ritmo è continuamente spezzato e i cambi temporali e spaziali, se all’ inizio risultano incomprensibili, dopo i primi 30 minuti diventano addirittura piacevoli.

Il più che centenario Nemo, intervistato da un giornalista, darà risposte contraddittorie e confuse in merito alla sua vita e al suo passato, ma sarà certo di possedere il dono della preveggenza: ha scelto i propri genitori prima ancora di nascere e ha sempre saputo, anche se mai linearmente, quello che sarebbe successo. Ed ecco la scelta: tutti i giorni ciascuno di noi compie scelte che sono, per loro stessa costituzione, impossibili. La scelta presuppone infatti un esercizio di volontà e l’immediata creazione di innumerevoli “realtà alternative”. Pensiamoci: attraversare o no la strada in quel preciso istante potrebbe cambiare radicalmente la nostra vita, magari non direttamente, ma innescando una catena di eventi e di scelte inconcepibile per chi sta per compiere un gesto così semplice. Scelte più complesse (scegliere questa facoltà universitaria o quella, trasferirsi qui o lì) aprono realtà e possibilità ancora più innumerevoli: Nemo Nobody dovrà presto fare una scelta impossibile, quella tra il padre e la madre; e per un bambino (forse) preveggente, questo è ancora più impossibile.

 

Per il filosofo danese Søren Kierkegaard, la scelta costituisce l’individuo, poiché è attraverso le scelte che ognuno di noi costruisce una propria morale e la propria dignità personale: il libero arbitrio è quindi potente ma terrificante. Se infatti l’uomo è libero di scegliere, è anche vero che le infinite possibilità e le infinite scelte che quotidianamente deve affrontare lo gettano in uno stato di “angoscia”, come “vertigine” di fronte alla possibilità assoluta, derivata dal peccato originale e quindi dalla conoscenza: ora che l’uomo può distinguere bene e male può anche scegliere.

Nemo Nobody è in un certo senso maledetto: come Cassandra, capace di prevedere il futuro ma senza potere, allo stesso tempo, essere creduta dagli altri, allo stesso modo conoscere il futuro non rende minimamente più semplice la scelta al giovane Nemo, poiché il futuro non può “essere cambiato”. Conoscere il futuro secondo il senso tradizionale del termine è essenzialmente impossibile, visto che esistono infiniti futuri: vedere il futuro vuol dire essere consapevoli delle conseguenze infinite e delle infinite scelte, affrontando un dilemma insostenibile.

Se per il filosofo tedesco Martin Heidegger è la morte ad essere l’unica “non scelta” dell’uomo,  l’unica cosa a poter annullare le possibilità e dunque a dare una “autenticità all’ esistenza”, nel nuovo mondo senza morte cosa rimane?

Mr Nobody, tuttavia, non lascia gli spettatori angosciati o terrorizzati: tra tutte queste scelte, nessuna delle quali buona o cattiva, sta la vita di ogni uomo. “Non ci sono scelte buone o scelte cattive nella vita. Semplicemente ogni scelta creerà un’altra vita. La cosa interessante è essere vivi.” dice Van Dormael.

Alla fine della visione ci poniamo la stessa domanda: chi è stato, chi è, chi sarà Mr. Nobody? Nemo Nobody non esiste. Perché? Guardate il film.

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