Atlas intervista: Ponzio Pilates

Nella seconda giornata del Campus Festival, Atlas ha avuto modo di intervistare i gruppi in cartellone, in particolare ci hanno concesso il loro pomeriggio dopo il soundcheck i Ponzio Pilates, con le loro risposte dall’ironico all’onirico.

Le loro risposte sono state corali, in particolare Jinardo, Pedo, Ponzio e Dimitri hanno risposto all’unisono completando l’uno le frasi dell’altro, lasciandoci l’idea di un affiatato unico gruppo.

[Alessandro Sodano – intervistatore] : La prima domanda riguarda il vostro genere, che voi stessi avete definito “Narcosamba esplosiva”, musica con qualche fuoco d’artificio. Avete mai avuto qualche incidente?

[Ponzio] : Mai notati problemi in realtà. Gli altri dicono che ogni tanto vada a fuoco qualcosa ma secondo me è tutto regolare, fa parte dello show anche il problema in sé.
[Dimitri] : Io in realtà qualche problema l’ho avuto, stavo rischiando di diventare sordo a causa di alcuni petardi esplosi troppo vicino, dopo qualche mese di cure sono risorto dalle mie ceneri.

[A.S.] : Come reagisce il pubblico quando arriva la parte esplosiva?

[P.P.] : Noi notiamo un certo stupore. In realtà i feedback arrivano solo da chi ha apprezzato e ce lo fa notare a fine concerto, non abbiamo ancora incontrato detrattori.

[A.S.] È molto difficile trovare qualche informazione su di voi se non sulla vostra pagina Facebook. La prossima domanda è più generale, una storia da raccontare ai posteri, come nasce il vostro progetto? Come avete deciso di suonare insieme?

[P.P.] : Ai posteri diciamo che ci siamo trovati per caso a suonare in piazza a Rimini, prima avevamo fatto esperienze ma mai tutti insieme. In piazza ci siamo subito trovati bene insieme, anche come persone, come personaggi. Siamo insieme nel panico e nelle avventure.

[A.S.] : Voi improvvisate molto sul palco. Come influisce questo sulla registrazione dei vostri album?

[P.P.] : Abbiamo chiamato delle persone esterne che ci hanno aiutato durante la registrazione, a scegliere la parte migliore di ciò che suonavamo. Ci siamo fidati di amici che hanno ascoltato le nostre jam, ci hanno aiutato molto.  Infatti il nostro ultimo disco è una co-produzione, non è solo frutto della nostra scrematura; non sapevamo neanche noi dove saremmo andati a finire, siamo partiti con un’idea senza sapere cosa ci sarebbe stato all’arrivo.
È anche vero che l’album è stato registrato in una modalità un po’ particolare, retrò. Un casolare in campagna, nove giorni chiusi sempre lì, a suonare e montare. Abbiamo cercato di costruirci un ambiente ideale, un piccolo mondo nel quale creare, senza decidere a priori.

[A.S.] : Come sono gli austriaci? Il vostro tour è passato anche per l’Austria l’anno scorso.

[P.P.] : Quasi come i calabresi. Sono calorosi, simpatici, gentili. Un’accoglienza da Sud, Sud-Europa. Super interessati, partecipi durante i live, attenti al genere a prescindere dall’età. Ti trovi la quarantenne con il bambino in braccio ad ascoltare cinque canzoni di seguito immobile, cantando e ridendo. In quel caso niente giochi d’artificio, solo stelle filanti e girandole.

[A.S.] : Il vostro nuovo album si chiama SUKATE. Qual è la sua origine, come vi è venuto in mente?

[P.P.] : La nostra interpretazione è molto personale, forse ognuno di noi ha attribuito un significato personale a questo titolo, al di là del significato che un italiano possa darvi. Ma la leggenda dietro, quella è molto più interessante e si ricollega al nostro tour in Austria: gli austriaci quando finisci di suonare iniziano a urlare “Zugabe! Zugabe!” (“Bis” in tedesco, n.d.r.); noi in un primo momento eravamo convinti stessero lì a dirci “Sucate!” tutto il giorno.
Gag a parte, è una parola che si presta a varie interpretazioni, potrebbe anche essere un po’ giapponese. La “k” in mezzo è fuorviante, può aiutare a uscire dal mero concetto, dalla volgarità.

[A.S.] : Come sta andando il vostro tour?

[P.P.] : Alla grande! Suoniamo ininterrottamente da metà aprile, una smitragliata di concerti che ci porteranno di nuovo in Austria, durante i quali stiamo portando il nostro nuovo album che è finalmente disponibile in digitale dal 14 maggio.

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