Dalla A alla Z: dizionario politico 2018

A. Astensione. Il primo partito d’Italia, nuovamente, sarà quello che non contribuirà ad eleggere il Parlamento: l’astensione. Il potere logora l’elettorato.

B. B è tornato.

C. Casini. Qualcuno era comunista perché voleva bene a Berlinguer. Qualcuno votava PD per Casini capolista a Bologna?

D. Dudù, dodo, Daccò. È ufficiale: Silvio Berlusconi e la migliore amica del cane, Michela Brambilla, hanno finalmente annunciato un “New deal” per gli animali domestici. Il piano strategico prevede un milione di nuove ciotole e guinzagli, dorata sabbia per gatti proveniente dai migliori litorali della penisola, nonché sgravi fiscali per i pappagalli che non rompono le palle al mattino. A dimostrazione della serietà e dell’autorevolezza della proposta, Forza Italia ha immediatamente candidato un cane da riporto dal pedigree penale di razza, un esemplare di dodo celeste in via d’estinzione: Roberto Formigoni. Dopo la condanna in primo grado a sei anni per corruzione, maglione coordinato, il Celeste è finalmente pronto all’ennesimo tuffo dove l’acqua è più blu. Con rispetto allo yacht di Daccò, s’intende.

E. Expo. Un’opportunità, si è detto. Ma tra bilanci truccati, mazzette e cronici ritardi, l’unica opportunità sta nel poterli ammirare, tre anni dopo, com’erano tre anni fa, dalla stazione di Rho Fiera. D’altronde, chi meglio dell’ex manager, in procinto d’esser processato per falso, abuso d’ufficio e danno erariale, oggi sindaco di Milano, Beppe Sala, per deciderne il futuro?

F. Figli. L’Italia vive una drammatica crisi di natalità e le soluzioni sono molteplici. Laura Boldrini sostiene l’integrazione dell’immigrazione; Giorgia Meloni dice che gli italiani devono tornare a fare figli, dunque si devono cacciare gli immigrati; Beatrice Lorenzin, partorito il Fertility Day, è pronta a guidare un partito; mentre Tito Boeri, per disperazione, sarebbe pure disposto a travestirsi da cicogna. Perché parlare di lavoro quando comandare di scopare è meglio di comandare, che è meglio di scopare?

G. Gheddafi. “Almeno quando c’era Gheddafi non c’erano sbarchi”. La litania risuona dai principali candidati, da destra a sinistra, passando per i né-di-destra-né-di-sinistra. Suggellata dal verbo dei principali tra commentatori, osservatori ed anchorman, tale rivelazione ha sostituito l'”Amen” alla fine d’ogni celebrazione mediatica in tema d’immigrazione. Poco importa se tale dogma di fede si fondi sui cadaveri di milioni di ragazzi e ragazze, donne, uomini e bambini morti sulle spiagge e nel deserto libico, sfuggiti ai ben peggiori orrori dei centri detentivi di Gheddafi. Fortunatamente, l’Italia s’è fatta valere in un’Europa riflessa dalla pelata di Minniti, uno tra i ministri più popolari del governo uscente: ora profughi e migranti sono finalmente liberi di morire nei lager della Libia. Liberi da Gheddafi. Liberi dai soccorsi delle ONG. Mentre l’Europa, libera dai migranti, può liberamente concorrere al secondo Nobel per la Pace: il “pace all’anima loro”.

H. Hotel a Cinque Stelle. Gli Eagles sono stati definitivamente superati dallo statuto del Movimento Cinque Stelle, immediatamente replicato dal centro-destra col “contratto tra coalizioni” tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Se un parlamentare viene eletto con un partito poi non può cambiare schieramento una volta eletto in Parlamento, una violazione da punirsi anche penalmente: una sinossi tanto semplice quanto incostituzionale. Questi costituenti, vecchi e raggrinziti: la coscienza non deve essere libera, ma di partito; la sovranità non deve appartenere al popolo, ma ai politici; il Parlamento non dev’essere un luogo di libera discussione, ma di ratifica di decisioni già prese da una minoranza rinchiusa nelle segrete stanze o su un blog privato. Se poi Berlusconi compra il senatore De Gregorio per far cadere il governo Prodi non è certo colpa di De Gasperi: ma solo perché a quest’ultimo Scelba non avrebbe certo portato della mortadella per festeggiare come fece Nino Strano. Tirchi, oltre che vecchi e raggrinziti, questi costituenti. In una parola: comunisti.

I. Inversione a U. Matteo Renzi, in crisi di consenso, ha finalmente trovato il modo di battere il centrodestra. Ma solo nella corsa agli impresentabili. Chapeau.

L. La Legislatura in dieci semplici passaggi. 1) Bersani non vince le elezioni. 2) Napolitano chiede a Bersani di formare un governo. 3) Bersani vuol formare un governo con i voti dei Cinque Stelle. 4) I pentastellati forse son fessi, ma non autolesionisti. 5) Nasce il governo Letta. Obiettivo: legge elettorale ed elezioni al prima possibile. 6) “Letta stai sereno”. 7) Letta non è più sereno: nasce il Governo Renzi. 8) Renzi prova a riformare la costituzione e scrive la prima legge elettorale adatta ad un futuro assetto costituzionale della storia: l’obiettivo è la stabilità, tant’è che “se perdo il referendum non mi dimetto”. 9) Gli elettori dicono NO. Renzi: “Mi dimetto e mi ritiro a vita privata”. 10) Gentiloni: pausa scenica. Nasce il Rosatellum: nessuno vincerà le elezioni. Renzi si ricandida: “non ho mai detto che mi sarei dimesso”.

M. Mafia. Martedì 13 febbraio, durante un comizio di Alessandro Di Battista a Forlì, ho detto, dopo che il candidato premier non candidato 5-stelle ha incitato a dirlo, “Berlusconi ha pagato Cosa Nostra e ora se vuole mi quereli”. Confesso: mi bagnai. Ma ogni euforica ed ascetica estasi del caso fu dovuta all’unicità del riferimento alla mafia durante la (quinquennale) campagna elettorale. Per l’applauso, l’insolito.

N. Nascondino. «Vi è stata una delega totale e inammissibile nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine a occuparsi esse solo del problema della mafia. […] E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! […] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenza da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!». Paolo Borsellino, 1989.

O. ONG. Numero di ONG sotto processo per collusione con gli scafisti o finanziamenti illeciti: 0. No, non “o”: zero.

P. Prima gli Italiani. “Sempre, comunque, ovunque”: prima gli italiani. Per i posti di lavoro, nelle case popolari, sui mezzi di trasporto, ai musei, alle code alle poste, agli aiuti delle parrocchie, nell’accoglienza, nella solidarietà, negli aiuti in mare, alle sdraio in riva al mare, per gli asili, ai concorsi per cani, agli incroci, sugli scivoli degli acqua-park. I loro interessi e i loro bisogni sono prioritari, così come i loro timori e la loro sicurezza: la precedenza non va data a destra, va data agli italiani.

Q. Quesiti. Volete pagare meno tasse? Sì. Volete l’aumento delle pensioni? Sì. Mamme, volete la pensione? Sì. Volete percepire un reddito in quanto cittadini? Sì. Volete tutti 80€? Sì. Volete pagare per ciò? No. Ah. Quindi non volete dirci da dove arriveranno le coperture? No: volere è potere.

R. Ricrescita democratica. Rousseau, la piattaforma del Movimento Cinque Stelle che serve a selezionare, dal basso, le candidature pentastellate, ha partorito i portavoce del Movimento. Tre di loro, s’è poi scoperto, fanno parte di logge massoniche; uno, quasi sicuramente, sarà eletto. Che incompetenti: insomma, sono anni che la tessera P2 1816 si candida a premier, e la 2232 a senatore. Si mostrino al naturale, invece di tingersi rousseauianamente: che poi, onde evitare di questi problemi, non sarebbe meglio decidere i candidati nelle segrete stanze, evitando che gli elettori s’impiccino di certi affari? Dilettanti.

S. Sedotto e abbandonato. Di Maio propone un dibattito con Renzi. Renzi accetta: Di Maio declina. Salvini invoca un dibattito con Renzi. Renzi accetta: Salvini rifiuta. Renzi, leader d’un centro con velleità radical chic, come l’elettorato di sinistra: sedotto e abbandonato.

T. Troppi. Se un italiano decide, con premeditazione, di uccidere, colpendo casualmente, quante più persone con il colore della pelle diverso dal proprio non bisogna parlare di terrorismo: si alzerebbero i toni. Non si facciano manifestazioni antifasciste, nemmeno al netto delle rivendicazioni fasciste, e non si ricordi certo che e con chi fu candidato: si alzerebbero i toni. Mentre chi dei “toni” ne ha fatto il quotidiano alzabandiera, rigorosamente tricolore, dice che non si può parlare di terrorismo in merito all’atto di un pazzo: terroristi, per quest’ultimi, tuttavia, sono tutti coloro i quali, non italiani, commettono reati nei confronti d’un italiano. Abolita, dunque, la logica aristotelica, s’è liberi di dire che se un pazzo spara a ragazzi e ragazze (per altro, profughi e immigrati regolari, dovesse davvero contare qualcosa) è “perché ce ne sono troppi”. Troppi di cosa? Di pazzi? Di razzisti? Di ignoranti? Di border line cui è stato lavato e centrifugato il cervello dalla propaganda neo-fascista? Ah, di migranti. “Troppi immigrati”. Ma troppi rispetto a cosa? Troppi rispetto a inattivi e disoccupati? Troppi rispetto agli italiani che emigrano dall’Italia? O troppi rispetto a quelli che emigrarono? Troppi rispetto agli italiani che commettono reati? Agli evasori? Ai frodatori del fisco? Ai pensionati che senza l’immigrazione l’INPS non riuscirebbe a mantenere? No. Non lo sono. Ah, troppi rispetto… Ah, trovato: troppi rispetto a chi diffonde odio razzista e a chi lo vota?

U. Unioni civili. La questione delle unioni civili è stata risolta. «Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura». Parole del ministro Alfano. Al Parlamento Europeo.

V. Vespa. “Ma quant’è bello andare in tele col contratto tra le mani, se hai un Vespa speciale che ti evita problemi?”. Con i tormentoni remixati, vedasi la flat tax, si balla. E soprattutto se la si canta e suona.

Z. Zugzwang. Letteralmente, dal tedesco: “obbligato a muovere”. Con il termine s’intende la situazione scacchistica nella quale un giocatore, indipendentemente dalle prossime mosse, subirà in pochi turni uno scacco matto. Zugzwang: gli italiani alle urne.

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